Vorrei dare un suggerimento agli amministratori che, rispetto ad eventi straordinari,non hanno l’esperienza del passato: ed è che la delega in bianco che ricevono per elargire provvidenze o aiutare le persone è comunque una delega condizionata al rispetto della buona amministrazione e non si può tradurre in discrezionalità . Quindi se c’è anche l’invito dai livelli nazionali a intervenire comunque per spegnere il fuoco, dall’altro lato c’è un passato che suggerisce ai nuovi pompieri di stare attenti con i bocchettoni dell’acqua perchè rischiano di bagnarsi. Con il terremoto dell’80, la città di Potenza si è distinta ( sindaco Fierro) per capacità di reazione : una presenza costante, 24 ore , vicino alla popolazione sofferente e decisioni e provvedimenti dettati dalla necessità di aiutare uno per uno i cittadini, addossandosi responsabilità e impegni. E questo mentre ognuno, magistrati compresi, chiedevano al primo cittadino risposte rapide, non burocratiche , per trovare soluzioni logistiche, risolvere problemi di funzionamento di questo o di quello. Poi la bufera con gli anni è passata e la Magistratura si è messa a scavare nelle carte delle macerie per trovare ora questa illegittimità, ora questo abuso, ora questa incongruenza. E gli eroi del terremoto hanno dovuto passare per la cruna dell’ago, finendo , per cose rivelatesi inesistenti, nelle pagine di tutti i giornali, per il solito gioco della caccia ai colpevoli. Ne sono usciti tutti puliti e mortificati, per cui le stesse persone, fossero chiamate oggi a decidere, sarebbero più prudenti e meno generose. Perchè dico questo? Ma perchè si sta ripetendo l’invito a fare, ad agire, ad acquistare ,ad elargire contributi e la gente si sta buttando a prendere quello che scende dalla finestra. Un minimo di precauzione gli amministratori dovrebbero prenderla, con un criterio di riparto ,come il Comune di Potenza sta facendo che eviti il ricorso alla discrezionalità e individui chi veramente ha bisogno. In questa operazione non trascurerei però la concessione di fondi a organizzazioni che da tempo immemore lavorano sulla povertà, quella vera,quella che nonostante tutto,si nasconde. Trovo ad esempio abbastanza improvvido che i Comuni non si avvalgano della caritas nella azione di sostegno alla povertà, essendo l’organizzazione da tempo il solo ed unico riferimento dei poveri in molti comuni.. Come dire che quando c’è da fare la colletta davanti ai supermercati per aiutare i cittadini una organizzazione è meritoria, quando c’è da maneggiare soldi pubblici no. Ecco su queste cose bisogna riflettere se si vuole veramente cambiare strada. Rocco Rosa
AIUTI AI POVERI. ORA CHE HANNO UN PO’ DI SOLDI, I COMUNI IGNORANO LA CARITAS
0
Condividi