ALVARO SOLER E LE FESTE PATRONALI

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di ROCCO PESARINI

 

Lo ammetto: di Alvaro Soler conosco una sola canzone (magari se me ne fate sentire qualcun’altra la riconosco) e, precisamente, conosco quella in cui invita una certa Sofia a fa qualcosa che non ho ben capito (parlo tante lingue tranne lo spagnolo).

Riconosco pure che al suo concerto a Viggiano in occasione dei festeggiamenti della Madonna Nera del Sacro Monte io non c’ero, essendo nel frattempo divenuto parte integrante del divano di “ngasa mia”.

In aggiunta faccio i miei complimenti all’amministrazione comunale di Viggiano per il colpo musicale dell’anno (perché unica data nel sud Italia e perché, a vedere le foto dell’evento, c’era gente “a suffonno, a beveron’ a migliaraaaa”… per dirla con un famoso comico di Made in Sud).

 

Lascio da parte ogni inutile, sterile polemica sul quanto può essere costato perché onestamente è stato concesso gratuitamente a tutti un concerto che piaceva e che è piaciuto. Ci lamentiamo tanto che i soldi pubblici vengono gettati… arrivati a sto punto magari fossero “buttati” per organizzare concerti ed eventi in genere, ripeto gratis,  per la gente.

Lascio altresì da parte il motto “panem et circenses” che qualcuno, a volte a sproposito, a volte solo perché non chiamato a banchettare in prima persona, mette in mezzo.

Sono festeggiamenti religiosi cui si accompagnano festeggiamenti civili  e, giustamente, si cerca di offrire eventi che piacciano ed attirino gente, magari movimentando l’economia, turistica e non solo, del posto.

Premesse tutte queste cose, messe da parte ogni discorso “pesante” o appesantito, vi chiederete e mi chiederete: ma allora che diavolo l’hai scritto a fare st’articolo?

L’ho scritto perché vedendo i concerti di Soler (ieri) e Serena Autieri (l’altro ieri) a Viggiano, vedendo qua e là piccoli comuni della Lucania che si prodigano per far venire qualche nome “illustre” per omaggiare il proprio Santo Patrono o per puro diletto musicale (ad agosto Roberto Vecchioni e Lacuna Coil in quel di Melfi), mi domando da tempo: e va bene che abbiamo avuto e abbiamo ancora il dissesto, va benissimo che dovevamo risparmiare e non avevamo soldi, va benissimo tutto!

Ma perché, da potentino, da cittadino di sta città che ama i concerti, il 30 maggio di ogni anno, da decenni ormai, non dico una star internazionale, non dico un cantante o un gruppo italiano di spicco (eccezion fatta per il concerto dei bravissimi Musicamanovella di 3 o 4 anni fa), ma non posso permettermi di assistere, il giorno di festa del mio Santo Patrono, nemmeno a un concerto di Orietta Berti o dei Ricchi e Poveri!?!?!?!

Perché?!?!?!?!?!?

L’anno prossimo è il 2019…. 900 anni di San Gerardo…. Cacciate fuori i soldi!

 

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Rocco Pesarini

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