SULL’ AMBIENTE SERVONO IMPEGNI PRECISI E PAROLE CHIARE

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C’è la sessione di bilancio preventivo,e quella dell’assestamento, da oggi c’è anche la sessione delle interviste agli assessori. Tutto fatto in casa, domande e risposte. Ma lasciamo la forma e veniamo alla sostanza della prima uscita sui giornalii del neo assessore all’ambiente Pitrantuono. Che è giovane ed ha una preparazione alle spalle. ma che se vuole essere davvero una novità deve almeno rompere con la consumata abilità retorica di certi politici di dire e non dire, di negare e ammettere,di giustificare e minimizzare. Chiama ingenerosa la reazione avuta da associazioni e da una parte di stampa sui ritardi che la Basilicata ha accumulato in ordine all’emissione del parere sull’attività esplorativa nel mare jonio. Vuoi vedere che dobbiamo dire bravi a quei dirigenti che hanno  fatto passare un anno e mezzo senza predisporre la posizione della Basilicata, mentre le altre Regioni avevano correttamente adempiuto alla espressione del parere?. Dice poi , e giustamente, che nulla è ancora perduto perché non si tratta di estrazione ma solo di prospezione preliminare, ma poi aggiunge che bisogna fare i conti con il governo e sapere se “ intende recuperare un’idea del Mezzogiorno e quindi del mar Jonio”. L’idea sul Mar Jonio, purtroppo, caro Assessore, la conosciamo , il problema è che dobbiamo fargliela cambiare !. Subito dopo, dice che abbiamo tutti gli strumenti per difendere la Basilicata, anche se il governo ci ha tolto quello principale che è la procedura AIA affidata alle regioni. Insomma  non è il massimo di chiarezza. Quanto all’estrazione a terra, qualche cosa di più incoraggiante emerge dalle parole del neo Assessore : a) che  si sta facendo un accordo con l’ISPRA per il coordinamento del monitoraggio ai fini dell’impatto ambientale b) che abbiamo fatto scendere in campo l’Assoarpa per il supporto all’agenzia regionale; c) che,grazie ai 34 milioni di euro ottenuti da Pittella, saremo in grado di strutturare al meglio l’Arpab, sia dal punto di vista strumentale che da quello delle risorse umane. Poi enuclea alcuni impegni, il 2017 per dire stop alle discariche ed agli inceneritori e per far partire il piano epidemiologico, il piano per le spiagge e quello per la tutela delle acque. Qui qualcosa di più preciso è arrivato. Tutto da trascrivere il passaggio che riguarda il paventato inquinamento delle falde acquifere:” Sul pozzo Costa Molina, anche rispetto alla revisione del progetto dei flussi, sarà acqua di strato a tutti gli effetti. Quindi siamo sicuri su quello che sarà reiniettato. Sull’analisi dell’impatto precedente abbiamo fatto un primo incontro. In merito sono concordati una serie di piezometri che ci consentiranno di avere lo stato effettivo delle acque sotterranee in quell’area. C’è ancora un problema di interlocuzione tra un privato cittadino ed Eni, per cui al momento non è consentito l’accesso al sito. Ieri ho sentito il sindaco di Montemurro e penso che, per fine agosto, faremo il punto e proveremo a sbloccare questo elemento.Questa rete di piezometri ci consentirà, nell’area dove insiste il pozzo, di avere un monitoraggio metodologicamete e scientificamnete preciso e dati che ci consentiranno di capire lo stato delle acque in quell’area. Sul resto dovremo rafforzare il monitoraggio già presente, considerato anche che è partito il monitoraggio sullo stato dei corpi idrici, sia superficiali che sotterranei, in  tutta la regione. Tale azione è propedeutica al Piano di tutela delle acque. La convenzione con la Regione è di aprile. L’Arpab sta lavorando. Il ciclo delle prove verrà ripetuto per ogni stagione in modo da registrare anche gli eventi stagionali. Dopo due stagioni organizzeremo un incontro per condividere gli esiti temporanei con massima trasparenza.” Tradotto significa che per le nuove reiniezioni possiamo stare tranquilli, per gli effetti derivanti dai vecchi comportamenti, dobbiamo ancora valutare i danni”

Giuseppe Digilio

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