Amministrative 2021: il vento d’autunno soffia a sinistra

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MICHELE PETRUZZO

Le tanto attese elezioni amministrative sono passate, portando con sé molte e diverse considerazioni. Il centrosinistra esulta, dopo aver ottenuto la vittoria al primo turno in città importanti quali Bologna, Milano e Napoli. La destra, invece, ne esce indebolita ed acciaccata, aggrappandosi al ballottaggio romano e a quello torinese. Il segretario del PD, Enrico Letta, approda alla Camera dei Deputati, vincendo le elezioni suppletive nel collegio di Siena.

Lo schema giallorosso – che contiene al suo interno PD, Movimento Cinque Stelle e sinistra radicale – ha tenuto e funzionato, come dimostrano i casi di Bologna e Napoli, due interessanti laboratori politici che potrebbero indicare al centrosinistra la via da seguire nella costruzione di un campo progressista allargato, che vada da Conte a Fratoianni. Sotto le due torri non c’è stata praticamente partita: il candidato del centrosinistra, Matteo Lepore, ha ottenuto più del 61% dei voti. «Quella di oggi è ufficialmente la vittoria della città più progressista d’Italia» ha spiegato durante i festeggiamenti. Interessanti e degne di nota anche le preferenze espresse dai bolognesi, che guardano convintamente a sinistra: la più votata è risultata Emily Clancy, già consigliera comunale e capolista di Coalizione civica per Bologna, lista della sinistra, sostenuta anche da Elly Schlein. Segue poi la sardina Mattia Santori, candidato con il PD, che ha ottenuto più di duemila preferenze.

L’altro polo giallorosso vincente è stato quello partenopeo. In serata Giuseppe Conte è arrivato a Napoli per celebrare la vittoria di Gaetano Manfredi, che ha ottenuto più del 62%, riuscendo a tenere insieme una coalizione molto ampia. Come a Bologna, anche in questo caso il risultato era abbastanza scontato.

Discorso a parte è poi quello sui Cinque Stelle. Sebbene l’alleanza progressista abbia funzionato nei casi sopra citati, i pentastellati hanno ottenuto un bottino abbastanza magro. Le elezioni amministrative, tuttavia, non sono mai state il pezzo forte del Movimento, che sui territori di solito arranca e non rispecchia quasi mai le percentuali delle politiche. A tal proposito risulta emblematico il caso romano, dove Virginia Raggi, sindaca uscente ed esponente del Movimento, ha corso da sola, senza alleanze politiche. E non è stata premiata dagli elettori; è rimasta, infatti, fuori dal ballottaggio, che vedrà protagonisti Enrico Michetti per il centrodestra e Roberto Gualtieri per il centrosinistra. Durante le frenetiche ore dello spoglio, per certi versi, la sfida della capitale è risultata una delle più aperte ed avvincenti. E lo sarà anche nei prossimi giorni, in attesa di capire le intenzioni di voto degli elettori della Raggi e di Calenda, che dunque risulteranno decisivi nella scelta del prossimo sindaco di Roma.

Giù al Sud la destra si prende la Calabria, con la vittoria di Roberto Occhiuto, che riesce a superare perfino l’alleanza tra Cinque Stelle e PD. La sinistra in questa regione non si è presentata compatta, perché una parte di essa non è rientrata nella coalizione a sostegno di Amalia Bruni, appoggiando, invece, l’ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha ottenuto poco più del 16%.

Sebbene l’affluenza non sia stata alta, si è trattato comunque di un appuntamento elettorale importante ed atteso, specialmente per le grandi città coinvolte. Bene il centrosinistra, così così il Movimento Cinque Stelle, male la destra; così potrebbe essere sintetizzata in poche parole questa tornata autunnale. Nel post-voto qualcuno ha rievocato le amministrative del 1993, che sancirono una netta vittoria della sinistra, poi superata dall’affermazione di Berlusconi nell’anno successivo. Al di là delle suggestioni e dei ricordi della storia recente, il futuro prossimo della politica italiana non è ancora del tutto chiaro, ma queste elezioni hanno lasciato alcuni indizi importanti, soprattutto per il centrosinistra, che per una volta potrebbe e dovrebbe farne tesoro.

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Sull' Autore

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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