Nell’ora più critica per il Movimento cinque stelle in Basilicata interviene Antonio Mattia, che , come si ricorderà, è stato il candidato alla carica di Governatore della Regione, ottenendo un buon successo, anche se la scelta, molto seria e generosa, di non correre contemporaneamente per la carica di consigliere lo ha tenuto fuori da viale Verrastro per questi anni. Le considerazioni dell’ex portavoce di cinque stelle sono serene e coerenti, in linea col dibattito che si sta sviluppando a sinistra, con i dubbi e le perplessità che molti dirigenti e molti iscritti, Bersani in testa, stanno manifestando circa una esclusione di una forza che apertamente si è collocata nel campo progressista e che oggi sconta il niet dei centristi, da Calenda a Renzi. Un errore non solo tattico, ma anche strategico, se si guarda al fatto che le sole iniziative di contenuto fortemente sociale sono state prese dal Movimento, con il suo reddito di cittadinanza, la cui importanza per milioni di persone mette in ridicolo le forzature polemiche e qualunquiste della destra e del centro, il superbonus e la riduzione drastica dei parlamentari, obiettivo sempre declamato dagli altri e mai raggiunto prima. Intanto le logiche opportunistiche hanno portato ad una messa all’angolo di Conte, che passa per punizione, ma che è il retaggio di una situazione molto più prosaica, fatta di veti incrociati e di scarso senso di responsabilità. In ballo c’è almeno la vittoria al Senato e tutti sanno che senza il contributo ( il 10 per cento?) del movimento di Conte non si riesce ad assicurare alla coalizione democratica e progressista la vittoria, cosa che porterebbe ad un possibile risultato di parità sul piano istituzionale, mettendo in sicurezza il quadro politico italiano. Se Conte è costretto a correre da solo, -è questo il ragionamento di Mattia- molta importanza hanno i criteri di reclutamento dei candidati . Per Mattia non fare le primarie,con il fatto che mancherebbe il tempo, non è un buon inizio. IL metodo poteva essere anche perfettibile ma dava la possibilità –dice- a tutti gli iscritti di potersi candidare, senza Santi in Paradiso, così come avvenne nel 2018 . Un metodo che invece si sottrae all’ascolto della base, significa un altro colpo alla delusione, ora altissima,di tanti che per anni hanno portato avanti idee, programmi, visione e non le persone,. Gli spazi disponibili sono enormi. La Basilicata e l’Italia non possono essere abbandonate nelle mani del cdx, dei professionisti della politica o di meteore improvvisate. E quindi, bisogna inventarsi qualcosa in queste ore che sono anche l’inizio di un lavoro di prospettiva, puntato sulle prossime regionali
ANTONIO MATTIA, LA RINASCITA DEI CINQUE STELLE E’ POSSIBILE. A CERTE CONDIZIONI
0
Condividi