ANTONIO NICASTRO, LA MALASANITA’ FA UN’ALTRA VITTIMA

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Antonio Nicastro è morto. Il grido disperato della moglie e del figlio per una persona che stava male e che mostrava tutti i sintomi del virus, è stato lasciato cadere, raccolto all’ultimo momento quando ormai stavano per intervenire i carabinieri. Ed è arrivato  in ospedale in condizioni così critiche che solo un miracolo poteva salvarlo. E’ morto di malasanità , e non è il primo in questi giorni. E’ morto perchè hanno dato le disposizioni di stare a casa, di non muoversi , di telefonare al 1500 o al 112, di telefonare al medico di famiglia, ma la catena di comando era rotta e un telefono ti rimandava ad altri due numeri telefonici e questo ad un altro numero telefonico che riattaccava senza prendersi la briga di capire il problema. Lui. Antonio che era un esempio di civismo, sempre ligio alle regole, sempre attento al buon funzionamento delle cose, al loro miglioramento in una città che ha visto giorni migliori e che abbisogna di ogni sforzo per riprendersi. Antonio è la terza vittima del caos, del disordine organizzativo, della burocrazia che ha saputo annullare il vantaggio derivante da una pandemia che per quindici giorni si è mantenuta nel triangolo industriale ma che tutti sapevano sarebbe arrivata. Hanno pensato ad organizzare l’emergenza, facendo l’errore che hanno fatto in quel di Milano, e che cioè prima della rianimazione c’è uno stadio in cui il paziente può essere curato, per non arrivare con le labbra e le mani viole all’ospedale. Invece solo una settimana fa , dopo inutili e astiosi scarichi  di responsabilità, si sono programmate dieci squadre di intervento domestico, 6 in provincia di Potenza e 4 a Matera. Sono operative? c’è chi dice non ancora. Possono bastare? C’è chi dice di no. Quale che sia la verità i cittadini rimangono all’oscuro di tutto, perchè nessuno si preoccupa di aggiornare quotidianamente l’opinione pubblica su quello che si sta facendo: ti consegnano  un foglietto con i contagiati, i guariti ed i morti e tutto finisce lì. Se vuoi chiedere qualcosa sull’organizzazione svicolano, se vuoi sapere quanti interventi domiciliari sono stati fatti, se è stato organizzato un sistema di registrazione delle chiamate, chi e dove deve dare l’assenso alla ospedalizzazione, ti rimandano ad una circolare che  dice quello che si dovrebbe fare, ma non quello che è stato fatto. Ed ha voglia il presidente Bardi, ogni volta che c’è un morto di malasanità, a correre a fare il comunicato sull’apertura di una inchiesta interna. Se la facesse scoprirebbe che chi doveva andare aspettava le visiere , che chi faceva il tampone a casa doveva aspettare duecento ore per il risultato, che chi doveva acquistare le cose che servivano ha aspettato prima che il virus arrivasse in ospedale. C’ è un cumulo di responsabilità che ha un solo nome. disorganizzazione. E che Antonio NIcastro sia morto per un sistema che ha fatto acqua, è qualcosa che fa rabbia e che induce a reclamare l’intervento della Magistratura a tutela della salute pubblica. Un abbraccio ad Antonio, cui è negato anche il saluto degli amici. Un abbraccio forte ai suoi familiari in questo momento di tragedia. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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