APERTO IL PONTE DELLA DISCORDIA

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Sul viadotto di Monterale abbiamo posto dei quesiti in ordine alla sicurezza delle barriere, e lo abbiamo fatto nello spirito di sollecitare risposte tranquillizzanti alla popolazione, che non sono arrivate e non arriveranno. A giudicare dalla cerimonia di apertura, fatta di sorrisi e di selfie, gli amministratori il problema non se lo pongono e nemmeno i progettisti. Eppure c’è la sgradevole sensazione di  un aspetto che è sottovalutato e che è come una cosa fuori posto in una struttura che è stata tirata su come meglio non si poteva dal punto di vista estetico e strutturale. Quindi nessuna voglia di minimizzare le cose buone fatte ma solo quella di aprire una lente di ingrandimento su una cosa che stona, come un capello nel cibo..  Se lo scopo dichiarato per la messa in opera di quel tipo di barriera era, da un lato, di evitare eventuali gesti autolesionistici e , dall’altro, di impedire che il vento forte potesse provocare conseguenze drammatiche ai mezzi leggeri furgonati, entrambi gli obiettivi non vengono garantiti da questo tipo di barriere.  Nel primo caso, ci sono strutture orizzontali che fanno da scala, nel secondo i guard rail utilizzati non riescono, come vedremo, a svolgere la loro funzione di assorbimento dell’urto. Paradossalmente la decisione, alsciata ai cittadini,  di impedire il parcheggio sul ponte aumenta il pericolo sia perchè i mezzi aumentano di velocità in una strada vuota, sia perchè manca una vera prima barriera che protegga il pedone. Quel guard rail messo non prima del marciapiede ma sopra il marciapiede, non solo riduce la transitabilità del passaggio pedonale,ma priva della sicurezza il transito pedonale. Il guard rail – dicono tecnici che ne capiscono- deve essere il primo ostacolo che il mezzo deve colpire e fra il mezzo e il guard rail non deve esserci anche un minimo salto come un piccolo bordo come un marciapiede. Nel nostro caso il guard rail sia pure ben determinato per classe di urto e di sua deformazione in funzione della velocità del mezzo, non è alto abbastanza per impedire il ribaltamento di un mezzo anche a bassa velocità se questo ad esempio è un furgonato scarico sotto l’azione del vento in condizioni di particolare esposizione. Ma la cosa più grave (oltre anche lo scalino) è che se il mezzo svia incontra prima un pedone che rimarrebbe schiacciato fra questo e il guard rail. Il guard rail insomma va posizionato a bordo asfalto senza gradino e con una protezione oltre la sua deformazione adatta a non colpire un eventuale pedone che percorre la strada sul marciapiede oltre il guard rail stesso. Ecco perchè non ci siamo uniti negli applausi, pur condividendo nella sostanza un’opera che aggiorna fedelmente l’esistente e gli dà una nuova dignità. Quello che spaventa è che le obiezioni che dovrebbe fare una Amministrazione, la debbano fare i giornali, correndo il rischio di essere chiamati disfattisti o peggio. Siccome la parole passano e i comportamenti peggiorano, chiederemo agli organi che debbono tutelare l’incolumità delle persone se le soluzioni adottate sono giuste o sono sbagliate. Ormai la fiducia è morta. Rocco Rosa ( FOTO DA “POTENZA DENUNCIA” )

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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