BY ANTONIO BAVUSI
I 29 sindaci che fanno parte della Comunità del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, il 26 Maggio 2016 prossimo, dovranno esprimersi sull’avvio delle valutazioni di impatto ambientale per le tre istanze idrocarburi della Shell “Monte Cavallo, Pignola e la Cerasa”. I primi cittadini sono stati convocati a Marsico Nuovo presso la sede del parco dal presidente della Comunità, Ugo Salera, che aveva minacciato le sue dimissioni dopo aver constatato la mancanza del numero legale nella prima convocazione della Comunità del parco del 27 febbraio 2016, facendo intendere possibili pressioni intervenute sugli amministratori locali.
Sul territorio del parco nazionale dell’Appennino Lucano grava dunque una nuova “spada di damocle” nonostante le tre istanze idrocarburi della Shell hanno lo scopo – si legge negli studi ambientali – “di procedere alla rielaborazione ed alla reinterpretazione, con tecniche d’avanguardia, del database geofisico già esistente per le aree oggetto della valutazione di impatto ambientale”.
Ma l’intenzione della compagnia petrolifera anglo-olandese è quella di procedere ad ottenere il parere favorevole VIA prima del referendum confermativo sulla riforma del titolo V della Costituzione che riguarda anche la materia energetica e gli idrocarburi che si terrà ad Ottobre 2016. In caso di vittoria dei NO, infatti, potrebbero essere messe in discussione le autorizzazioni per le tre istanze della Shell, attualmente di competenza del Ministero dell’Ambiente, in base alla legge “sblocca Italia” (la n.164/2014).
Le relative procedure e i progetti VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), trasmessi dopo il 31/3/2015 dalle Regioni Basilicata e Campania al Ministero dell’Ambiente aprono dunque un nuovo vasto fronte petrolifero in terra ferma in Campania (Vallo di Diano ) e in Basilicata (Potentino e Val d’Agri) con fette di territorio compreso nel parco, tra boschi e su bacini idrici superficiali e di profondità. Le tre istanze riguardano 19 comuni lucani e campani, con una decina di comuni che hanno già espresso il loro deciso no alle tre istanze (i 19 comuni sono: Atena Lucana, Brienza, Marsico Nuovo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Paterno, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio, Sassano, Teggiano, Tramutola, Abriola, Brindisi Montagna, Pignola, Potenza, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Tito) con centinaia di chilometri quadrati dove, oltre alla ricerca sismica, non si escludono trivellazione di nuovi pozzi esplorativi, così come i progetti della Shell prevedono.
