AREE INDUSTRIALI POST-TERREMOTO: TOT0′ E LA FONTANA DI TREVI

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Come i lettori sanno, questo foglio ha contestato l’iniziativa del Presidente Bardi di annettere alle sue dirette dipendenze alcuni uffici chiave dell’apparato regionale, soprattutto quelli nei quali la discrezionalità può teoricamente influire in maniera preponderante sulla decisione dei dirigenti. Ma un ufficio sicuramente andava ricondotto sotto la responsabilità del presidente e cioè quello legislativo, atteso il fatto che troppe leggi sono state osservate e che troppe volte la Consulta ha dato ragione al Governo e torto alla Basilicata. Questo perchè si è sempre sottovalutato l’importanza di alcune professionalità forti nel settore giurisprudenziale, con incarichi esterni dati all’ultimo momento oppure non eccependo qualche volta nemmeno la difesa di un provvedimento davanti alla Corte( vedi legge sugli uffici stampa). Insomma non una task force organizzata con tanto di professionalità nei vari settori del diritto, ma esperti  presi o per necessità o per fiducia. L’esempio più eclatante a sostegno di questa riflessione è proprio l’Asi di Potenza, quando è stata resa destinataria delle aree industrializzate post terremoto e affidataria dei capannoni sottratti alla speculazione o al fallimento. Queste aree realizzate sotto la spinta della necessità di dare occasioni di lavoro e di sviluppo ai territori, hanno costituito la premessa  del deficit del Consorzio potentino perchè il Governo le ha passate senza minimamente preoccuparsi di passare anche i soldi per la loro gestione, nella tacita intesa che a pagare il costo dei servizi di area sarebbe stata la Regione. Da Potenza non si è levata alcuna opposizione, neanche la Regione avesse ricevuto un regalo e pur sapendo che una cosa è mantenere un’area pienamente insediata dalle industrie, che dovrebbero almeno ristorare i costi e non lo fanno ancora, altra cosa è mantenere delle aree nelle quali gli insediamenti sono pochi  e, per conseguenza, i costi dei servizi diventano altissimi e non ristorabili dalle imprese. Ma questo è solo il primo tempo di una partita giocata male. Il secondo tempo si apre con la regione ( presidente Pittella) che cerca di consolidare il grosso buco creato da queste costanti diseconomie tra costi di manutenzione delle aree ( luce, energia,depurazione, acqua, fogne) e ricavi, destinando due milioni all’anno per il consolidamento del debito: Ebbene  il Governo osserva quella legge e sostiene che poiché il Consorzio è un Ente pubblico economico ( cioè non è una società in house) la Regione non può erogare che un solo finanziamento, giacchè la ripetizione degli stressi configurerebbe aiuti di Stato. Cioè tu Stato puoi dare ad un privato un bene pubblico da gestire, e tu Stato neghi alla regione la possibilità di mantenere quel bene pubblico.  In altre situazioni e con altre professionalità si sarebbe dovuto fare il diavolo a quattro e pretendere che quelle aree tornassero lì da dove sono venute, cioè alla competenza del Ministero dello sviluppo. Invece ci prendiamo il danno e pure la beffa. Questo spiega perchè l’assessore Cupparo ha dovuto scegliere la strada della Spa regionale. E quelli che oggi sbarrano quella strada dovrebbero avere più memoria dei propri errori. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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