ARRIVA L’ORA DEL DEPOSITO NUCLEARE. NON C’E’ DA STARE TRANQUILLI

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Si riapre la questione del Deposito unico di rifiuti nucleare con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del DPCM del 30 ottobre che traccia il programma operativo per arrivare  alla gestione “ responsabile e sicura” del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi. Il DPCM si muove in parallelo con  l’indicazione fatta dal ministro Costa per la pubblicazione entro febbraio del 2020 dell’elenco dei siti che rispondono alle caratteristiche di sicurezza individuate. Ma è proprio la lettura di quelle caratteristiche che desta preoccupazione circa la possibile inclusione del sito lucano. Per farla breve, il Governo è arrivato alla esclusione di due ipotesi di lavoro. L’una di mantenere i rifiuti nucleari nei siti dove si sono prodotti, l’altro della costruzione ex novo di un Deposito geologico unico. Nel piano si legge “ nel caso italiano, considerato che la quantità di rifiuti radioattivi ad alta attività ( incluso il combustibile esaurito) da smaltire è modesta, la soluzione della realizzazione di un deposito geologico nel territorio nazionale è apparsa sovradimensionata, oltre che economicamente non percorribile. Pertanto, durante il periodo transitorio ( 50/ 100 anni)di permanenza dei rifiuti radioattivi ad alta attività nel Deposito nazionale, sarà individuata la più idonea soluzione di smaltimento degli stessi in un deposito geologico, tenendo conto anche delle opportunità offerte nel quadro dei possibili accordi internazionali che potranno concretizzarsi nel corso del suddetto periodo . Cioè lo facciamo in Italia a meno che non esca qualcuno che si offra di ospitarli. Ma quello che fa rizzare qualche antenna sensibile sono i criteri di individuazione che si articolano in due fasi, criteri di esclusione e criteri soggetti a ulteriori approfondimenti. Tra i criteri di esclusione (15 in tutto) ci sono, tra l’altro,  il rischio vulcanico, elevato rischio sismico, la fogliazione del suolo, il rischio alluvione, la collocazione oltre i 700 metri di altitudine e oltre i venti metri sotto il livello del mare, a meno di cinque chilometri di distanza dal mare, una pendenza del terreno superiore al 10 per cento, presenza di gas, presenza di area naturale protetta, presenza di insediamenti industriali a rischio incidente grave, . Come si vede sembra una fotografia già conosciuta,  se non fosse che proprio questo autunno ha dimostrato che almeno un rischio c’è nel basso metapontino ed è quello di una zona soggetta ad alluvioni. Il DPCM si incarica anche di porgere l’altra mano ,in cambio di questo sacrificio chiesto alla popolazione: oltre al centro di ricerca connesso al Deposito, ed al connesso Parco tenologico ci sono benefici economici da corrispondere in favore delle persone residenti, delle imprese operanti nel territorio circostante il siTo ( 140 ettari) e degli enti locali interessati al fine di massimizzare le ricadute socioeconomiche, occupazionali e culturali. Tale contributo è destinato per il 10 per cento alla provincia o alle province nel cui territorio è ubicato il sito, per il 55 per cento al comune o ai comuni nel cui territorio è ubicato il sito e per il 35per cento ai comuni limitrofi in un raggio di 25 kilometri dal centro dell’edificio deposito nucleare. Tutto già visto, c ‘è da non stare tranquilli. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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