ATTENTI, VIOLARE LA QUARANTENA E’ REATO!

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Marco Di Geronimo

Marco Di Geronimo

Vito Bardi mette in quarantena i fuorisede di ritorno a casa: nella serata di ieri il Presidente della Giunta regionale ha emanato un’ordinanza con la quale prescrive 14 giorni di quarantena a chi rientra dalle Regioni più a rischio. Invitando i cittadini a mantenere la calma e informarsi presso tutti i canali ufficiali d’informazione, sentiamo il dovere di segnalare che violare la quarantena costituisce reato e perciò raccomandiamo a tutti di non compiere gesti avventati.

L’ordinanza di Bardi impone la quarantena a tutti i cittadini che in queste ore rientrano dalle Regioni a rischio (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria). Dovranno stare in quarantena anche tutti i cittadini che negli ultimi 14 giorni hanno soggiornato in quelle zone e ora sono qui (o stanno arrivando qui). La quarantena si svolge «presso il proprio domicilio» e avrà una durata di 14 giorni.

Ricordiamo che tutti i cittadini raggiunti dall’ordinanza di quarantena devono comunicare ai competenti servizi di Sanità Pubblica la propria presenza in Basilicata, come già era stato stabilito poche ore prima (anche se in quel momento per i soli Comuni infettati). I numeri segnalati dal sito della Regione sono il 1500 e il 118. Inoltre, i Sindaci dovranno censire i rientranti, in collaborazione «con ogni altra autorità comunale».

Si preannuncia un non facile lavoro di coordinamento tra la società e le numerose istituzioni impiegate nella lotta al coronavirus. Speriamo che si realizzi nel tempo più breve e nella maniera più efficiente possibile.

Ricordiamo a tutti i cittadini che la violazione di queste prescrizioni costituisce reato. In particolare, integra violazione dell’art. 650 del codice penale (Inosservanza dei provvedimenti della pubblica autorità). La legge così dispone: «Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dalla pubblica autorità per ragioni (…) d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206».

Le misure igienico-sanitarie assunte dalle istituzioni non sono facoltative: in questo momento di grave emergenza è essenziale obbedire alle prescrizioni pubbliche, anche perché la sanzione penale è la più grave tra le reazioni dell’ordinamento. Pane al pane, vino al vino: s’anna fa e basta. Altrimenti si rischiano guai seri con la giustizia, che non vale proprio la pena prendersi sul groppone. Per tacere dell’isteria collettiva che susciterebbe la notizia che qualcuno, che doveva stare in quarantena, ha preferito uscire a farsi una passeggiata.

Dunque non solo bisogna restare in quarantena obbedendo all’ordinanza Bardi, che già costituisce un provvedimento legalmente dato. Si deve anche dare comunicazione dell’arrivo e della presenza in Basilicata, obbligo imposto espressamente dalla Giunta regionale per chiunque ritorni da quelle Regioni. Chi arriva direttamente dai Comuni colpiti dal Coronavirus deve rispettare le stesse regole, anche se in quel caso omettere la comunicazione integra violazione non dell’ordinanza Bardi bensì addirittura dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri (come scrive la task force regionale per tramite dell’AGR).

Forse, più verosimilmente, la task force regionale fa riferimento all’ordinanza del Ministero della Salute con cui si impone a chi rientra dalla Cina di contattare il 1500. In alternativa, potrebbe trattarsi dell’ordinanza del 12 febbraio della Presidenza (che però riguarda chiaramente studenti scolastici). Nella giornata di oggi si terrà un vertice in Prefettura: presenti in via straordinaria, Bardi e i direttori generali del S. Carlo e della ASL. Dopo il Consiglio provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico si terrà anche una riunione del Consiglio regionale.

Per il momento non sono stati registrati contagi in Basilicata e non c’è motivo di preoccupazione. I cinque operai in quarantena a Rotonda hanno soltanto frequentato Codogno per lavoro. La situazione per fortuna è tranquilla e fa sperare che l’ordinanza Bardi sia perfino sproporzionata rispetto al rischio attuale. Certo, questo potrebbe porre in futuro problemi di legittimità del provvedimento, ma per il momento la prescrizione va seguita: ogni atto della pubblica autorità si presume legalmente emanato fino all’annullamento pronunciato dal giudice. E in questo caso, comunque, è proprio il caso di dire: melius abundare quam deficiere! Qualunque cittadino preferirebbe, in un caso del genere, un’autorità troppo prudente a un’autorità troppo poco prudente. Sperando appunto che si sia fatto tanto in più, per la sicurezza di tutti.

Chiudiamo l’articolo ricordando a tutti il Decalogo del Ministero della Salute, elaborato assieme all’Istituto Superiore di Sanità, per proteggersi dal Coronavirus. Il comandamento aureo resta il lavarsi frequentemente le mani; è sconsigliabile toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, e resta prudente coprirsi la bocca quando si tossisce o starnutisce (le TV suggeriscono di coprirsi col gomito quando si tossisce). Per tranquillizzarvi ulteriormente, riportiamo le parole di Giovanni Maga del CNR: «al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, il cittadino può continuare a condurre una vita assolutamente normale».

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E. In passato ho scritto anche per ItalianWheels, per Onda Lucana e per Leukòs.

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