L’evento sismico di questi giorni ha riaperto vecche ferite, ridestato la preoccupazione di dover fare i conti con un fenomeno naturale che ormai interessa l’intera penisola, nessuno escluso. neanche quei territori che un tempo, e con studi geologici non approfonditi, venivano chiamati esenti dal pericolo sismico e che invece nella nuova Mappa della sismicità sono pienamente presenti. E’ il caso di Matera ad esempio dove le costruzioni in tufo raprpesentano la normalità e richiedono per la loro manutenzione straordinaria ed il consolidamento antisiSmico tecniche ed attenzioni particolari. ma la responsabilità riguarda anche l’uso delle strutture pubbliche e l’accortezza particolare che bisogna usare per evitare che si dimostrino inadeguate dal punto di vista della sicurezza. Torna dunque a proposito la vicenza dell’Asilo Nido di Via Gramsci e la decisione di rimetterlo in piedi aumentandone perfino la capacità ricettiva. Da anni l’Associazione ambiente e legalità si è opposta a questa destinazione e la cosa è andata avanti fino ad interessare l’Agenzia per la Coesione territoriale e specificamente il nucleo di verifica degli investimenti comunitari. Nei documenti inviati a Roma si contestano due cose: la inopportunità di destinarla ad Asilo e il non rispetto della normativa regionale presente nel piano socioassistenziale riguardo proprio le caratteristiche che gli asili nido debbono avere.Una struttura ricettiva a destinazione diversa ( ostello della Gioventu ad esempio) ha minori rigidità strutturali rispetto ad un Asilo Nido che ospita, ricordiamolo, bimbi da 0 a 4 anni di età.I Tra l’altro, il riferimento che il Comune fa al PRG è del tutto fuori luogo perché in dieci anni il centro storico si è svuotato di residenti e quelli residui sono invecchiati ed, ovviamente, le nascite sono una rarità inoltre gli uffici commerciali si sono in buona parte delocalizzati spesso nel capoluogo regionale o hanno ridotto notevolmente l’organico anche esso invecchiato e quindi vengono meno i bimbi che insistono sull’area. Insomma, sarebbe un atto di buon senso, rivederne la destinazione , anche se questo deve significare un intervento diretto finanziario del Comune. Nè conforta il parere della ASM, che ,chiamata a dirimere la questione, si è espressa in maniera criptica, sostenendo che le responsabilità riguardanti le prescrizioni sono di esclusiva pertinenza comunale. ponzio Pilato non avrebbe sapuro far meglio.
E ORA ATTENZIONE A QUELL’ASILO !
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