Quando nel 1998 proposi in un emendamento alla finanziaria il primo step per il finanziamento del computer in ogni casa, ovviamente copiato dalle misure attuate in Inghilterra e Brasile, provavo a inaugurare il percorso dell’uso sociale della rete senza esclusione.
Il tanto tempo trascorso da allora ci da la possibilità di enucleare i risultati positivi raggiunti sul piano dell’alfabetizzazione digitale e il riverbero che questo processo ha avuto nella crescita economica e sociale. Ora però, la nuova rete a fibra ottica, chiede un nuovo investimento, che, prima di essere finanziario, è politico e culturale e che deve partire dal quesito circa il migliore modo di utilizzare questa rete moderna per avvicinare le popolazioni interne, supportare i piccoli comuni, migliorare i servizi scolastici e sociali, dare una mano all’economia locale.
Ieri il Presidente della Giunta ha detto che che saremo i primi a coprire tutto il territorio. In realtà altre regioni sono piu’avanti, anche per l’uso gratuito della rete.
In Basilicata mancano al momento 15 Comuni alla copertura, dopo che con all’impresa concessionaria è arrivato un altro finanziamento di oltre 30 milioni. Il tema che si pone non è di promuovere l’uso ma di organizzare quei servizi che lo legittimano e lo invogliano: e cioè una pubblica amministrazione che vada al di là della firma digitale ma consenta al citatdino del più sperduto paese lucano di risolvere i suoi problemi, di sapere esattamente quello che succede, di avere in casa propria le risposte alle sue richieste. E quindi, da una parte incentivo alle famiglie di basso reddito per potersi allacciare al servizio senza gravare sul bilancio familiare , dall’altro assistenza formativa ai nativi non digitali, servizi erogati on line, semplificazione e ausilio di intermediari ( Caf ecc) per le persone più anziane. Occorre però che i servizi siano certi, informazioni, assistenza, pagamenti e quanto occorre per dare rispopste imemdiate e sicure.
Tocca alla Regione andare al di là della promozione della r fibra ottica, risolvendo le questioni degli incentivi, dei servizi e della realizzazione di una tecnostruttura adeguata per ilsistema informatico regionale da candidare nel Pnrr.
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