Il nuovo corso dell’attività politico-amministrativa della Regione , conclusa la vicenda elettorale, si mostra con lo stesso volto di prima: confuso , disorientato e geneticamente portato alla polemica. Oggi, prima riunione dell’esecutivo post elezioni, e prime polemiche tra assessori, con la Merra chiamata come segretario a firmare una delibera di riorganizzazione degli uffici che praticamente dimezza il suo Dipartimento ,togliendo la protezione civile, le acque minerali e la difesa del suolo. Solo quest’ultima , per le cose che ci sono da fare, per gli investimenti che sono stati decisi e per quelli che dovranno entrare nel Recovery fund praticamente rappresenta da sola il core business politico dell’assessorato. Il resto , cioè quello che rimarrebbe alla merra, sono le infrastrutture ( le più importanti delle quali vengono gestite dalle aziende anas e FS e dall’eipli) e i trasporti che,come si sa, sono un peso non da poco. Dicono che la Merra si sia rifiutata di fare l’agnello natalizio e non le si può dare torto, non solo perchè è anomalo che un disegno di riorganizzazione degli uffici sia fatto senza che l’assessore ne sia informato, ma anche perchè una mutilazione così profonda del proprio assessorato diventa inevitabilmente un fatto politico. E’ azzardato pensare che si sia trattato di una voluta provocazione orchestrata per portare la Merra alle dimissioni; è più realistico inquadrare questo episodio nel contesto di un comportamento anomalo di questo Governo che è assolutamente monocratico, come solo un generale poteva immaginare. Questa è la riorganizzazione , vi piaccia o meno , dovete accettarla! Certamente questa vicenda rimanda la palla in casa leghista, dove si preannuncia una riunione con il responsabile Marti già per venerdì e , da quello che si annuncia, non saranno rose e fiori, con un gruppo regionale diviso esattamente a metà , in una guerra fredda che parte da lontano e che probabilmente si porterà fino alle elezioni nazionali. Che la Merra sia vista come l’anello debole da spezzare è qualcosa di più di una supposizione. Ma che le condizioni per una crisi non ci siano è altrettanto certo. Il presidente Bardi vorrebbe pure muovere qualche pedina e sistemare meglio la Giunta, ma teme di determinare una situazione che gli possa sfuggire di mano, come quel gioco dei bastoncini cinesi che quando ne muovi uno deve stare attento a non determinare altri movimenti . Continuo a dire che non si muoverà niente e che si andrà avanti ingoiando anche questa manovra di risistemazione della consistenza dei vari dipartimenti. Come la Giunta è monocratica, anche l’amministrazione lo sta diventando. Rocco Rosa
BARDI E LA GIUNTA, C’ERA UNA VOLTA LA COLLEGIALITA’
0
Condividi