BARDI INTERVENGA, IL CID NON DEVE CHIUDERE. SAREBBE UNA FIGURACCIA MONDIALE

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LEONARDO PISANI

Cultura, parola usata, forse anche troppo, sino all’abuso, da rendere senza sostanza e significato quell’universo complicato costituito da Stelle, sistemi, pianeti, asteroidi,  meteore e detriti che è il mondo della cultura, nel senso più ampio del significato: dalla ricerca, al teatro, dal cinema al’associazionismo, dall’editoria alla divulgazione, arrivando al turismo definito culturale. Ho scritto appositamente universo, perché è complesso, ma spesso le meteore e detriti, sono fatti risplendere più delle vere stelle.  Il Covid-19, ci ha messo lo zampino, anzi la zampaccia, e per non offendere l’intelligenza dei lettori non ripeto le misure di chiusura  che hanno colpito teatri, cinema, sale musica, e altro e le stesse difficoltà economiche del settore, specie per  i più deboli, quelli che non hanno santi in Paradiso, quelli che lavorano in piccoli teatri, quelli che non hanno gettoni di presenza in tv, quelli che … Sono tanti e anche in Basilicata, dove il Covid-19 c’è come in ogni parte del mondo. Però a Basilicata è stata sino al 2019 al centro dei media per Matera Capitale Europea per la cultura 2019. Una straordinaria esperienza, ma ricordo anche lo sport nazionale lucano, che non è il calcio, ma lo slogan: ne cito qualcuno a memoria. “Questo è un’occasione per il Mezzogiorno intero”, “Il rilancio del Sud, parte da Matera”,  “Iniziamo da qui, per un nuova Basilicata”, Poi il fatidico “Basta Carlo Levi e il levismo. Pensiamo al futuro”, detto semmai da persone che Carlo Levi non l’hanno neanche letto. Ora il futuro ci ha portati purtroppo una pandemia, inutile negare che tutto si complica, ma allo stesso tempo in Lucania, sembra che si sia rotto quell’equilibrio, anche precario, tra istituzioni pubbliche e private, mondo della cultura, mondo dello spettacolo e mondo dell’associazionismo. E mondo della ricerca. Ogni segmento andrebbe analizzato a parte, ripeto è un universo complesso di macro, meso e micro settori. Ma c’è una di queste stelle, che la retorica dello slogan lucano definirebbe “eccellenze” che corre il pericolo di scomparire. Una stella internazionale, vista che da oltre oceano arriva una richiesta al presidente della Giunta regionale Vito Bardi di salvare il Centro Internazionale di Dialettologia (C.I.D.), nato da un’intuizione della glottologa e docente Unibas Patrizia del Punte, che ha rivoluzionato e valorizzato il patrimonio linguistico della Basilicata. Già, sino a qualche anno fa si considerava il lucano, un dialetto di serie b, rispetto a quelli parlati in altre regioni, ma i realtà non è così: la Lucania è terra  dai vernacoli vivi, regione dalla parlate romanze ma anche gallo italiche, rom, arbereshe, strano a dirsi ma anche marchigiane nella suggestiva Monticchio, dove in uno stesso paese si parlano dialetti diversi, come a Lauria e Abriola, o a Potenza dove il potentino è parlato al centro e l’aviglianese nei borghi rurali. Una terra interessante  (…) per la glottologia e la linguistica,  «Basilicata, terra dai 131 comuni e dai 151 dialetti» come ama definirla la professoressa Patrizia Del Puente dell’Università di Basilicata ordinaria di Glottologia e Linguistica,che oltre ad essere una stimatissima docente, ha il grandissimo merito di aver condotto il più approfondito studio sulla ricchezza linguistica dei dialetti lucani con il progetto Alba, ossia L’atlante linguistico di Basilicata ed ora anche L’Atlante linguistico  del Mediterraneo, una impresa titanica che vede la luce proprio nella “Terra della Luce” , questa Lucania, regione di mezzo e di transito millenario. Tempo fa chiesi alla professoressa Del Puente  perché  diede vita al progetto Alba e mi rispose : «è  nato dalla consapevolezza che le lingue lucane avevano molto da raccontare e che ciò che si conosceva di loro era solo la punta di un iceberg.  La situazione linguistica lucana per varietà e complessità è una miniera a cielo aperto e non poteva essere ignorata. Veramente una ricchezza indescrivibile». Alla mia domanda se nel corso delle sue ricerche sul campo quali novità sono emerse rispetto agli studi di Gerhard Rohlfs e di Lausberg, per citare alcuni  studiosi che si sono occupati del lucano, mi rispose: «Dobbiamo prima chiarire un fatto: gli strumenti che abbiamo noi oggi per effettuare le ricerche dialettali non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli che avevano gli studiosi della prima metà del secolo scorso. Noi ci muoviamo in macchina loro si muovevano a dorso di mulo. Detto ciò bisogna dire che i dati dell’A.L.Ba. rivoluzionano molte delle interpretazioni che erano state avanzate in passato sui dialetti lucani. Ma sarebbe difficile in poche battute spiegare tutte le novità che stanno emergendo. Sono davvero tante e sorprendenti». Ora si corre il pericolo che il Cid scompaia, un centro di ricerca apprezzato dai maggiori atenei internazionali, che tutto sommato ha anche un’incidenza relativa sulle pubbliche finanze, un centro che fa conoscere la Basilicata, il lucano e lucani nel mondo, che porta alla riscoperta delle proprie radici alle nuove generazioni, grazie all’attivismo e al volontariato e sottolineo gratuito della vulcanica Del Puente. Mi chiedo, il presidente Vito Bardi può permettere che il Cid, chiuda? Può ci mancherebbe, non è certo obbligatorio finanziarlo: ma lo si dica in Basilicata, lo si dica al mondo accademico italiano, europeo e mondiale . Chiudo, ricordando che due anni fa con la presentazione del IV volume del progetto Alba il campo di ricerca è diventato sempre più internazionale infatti dal marzo 2018, è stato istituito Presso l’Università degli Studi della Basilicata il Centro Interuniversitario di ricerca in Dialettologia “Max Pfister”. Il Centro si propone di occupare un posto nel panorama internazionale riguardo alla ricerca, alla documentazione e alla formazione nel campo della dialettologia. Esso ha trovato la sua collocazione logistica all’interno della sede Universitaria di Potenza, sita in via Nazario Sauro. Per salvarlo anche  petizione lanciata tramite charge.org, su cui sta richiamando l’attenzione dei Lucani (oltre 7000 firme tra web e cartacee, 47 associazioni, presidenti di Provincia di Potenza e Matera, presidente Anci e Unpli, mondo accademico nazionale e internazionale, 30 sindaci). Alla quale ci aggiunge ua internazionale che parte dagli Usa, con firme di accademici, linguisti e glottologi di tutto il mondo: dalle Università del Massachusetts, Delawere, Chicago, Harvard e Yale, solo per citare alcune.   Invitiamo il governatore Bardi a salvare il Centro internazionale di dialettologia della professoressa Del Puente, partenopea innamorata della Basilicata, anzi a valorizzarlo qualche passaporto della Basilicata nel mondo , e concludiamo con l’opinione di  Adam Ledgeway, preside della facoltà di lettere e lingue dell’Università di Cambridge:«Il Centro e gi progressi scientifici realizzati dalla Prof.ssa Del Puente e la sua squadra di ricercatori negli ultimi anni rappresentano un importantissimo punto di riferimento scientifico e culturale non solo per la Basilicata ma anche per tutta l’Italia. La prof.ssa Del Puente ha creato un centro di eccellenza nell’ambito della dialettologia senza pari su scala internazionale che porta il nome della Basilicata e dell’Italia nel il mondo. Non sarebbe giusto – anzi sarebbe del tutto insensato distruggere e smantellare un centro di ricerca internazionale che è riuscito a un dare un esempio così prezioso di quanto si può realizzare usando e rivalorizzando  le risorse del territorio».

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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