Quella mezza letterina pasticciata con cui i commissari regionale di Lega, F.lli d’Italia e Forza Italia corrono a dare l’appoggio a Bardi , preso di mira nella vicenda Barresi da un gruppo di consiglieri della maggioranza, sa tanto di aiuto non richiesto, anzi di un mezzo per tornare a chiedere quel rapporto privilegiato che il Presidente non ha mai concesso. Tanto più che quella letterina porta il grossolano errore politico di non citare due componenti che avrebbero lo stesso diritto di firmare a nome della maggioranza, e cioè Benedetto che , attraverso l ‘on. Quagliarella, è confluito nel partito di Toti e Quarto che fino a prova contraria è uscito con una lista autonoma di appoggio a Bardi, e cioè Basilicata Positiva. Un assist fatto male da parte dei tre esponenti dei partiti nazionali che non solo non mette a tacere il dissenso espresso da alcuni consiglieri sulla ultima iniziativa della Giunta, di differenziare la propria posizione da quella di Barresi di fronte al Tar, ma viene visto dagli stessi consiglieri interessati come un tentativo di silenziamento nella loro funzione elettiva. Bisogna anche dire che il caso Barresi è solo un episodio che ha dato spunto all’espressione del malessere che in Consiglio regionale la maggioranza vive, poco coinvolta, costretta a subire decisioni e per nulla soddisfatta dell’azione dell’Esecutivo che, salvo talune eccezioni, ad un anno dalle elezioni ha sviluppato poco o niente in termini di azioni riformatrici, concentrandosi nella lamentazione di quello che ha trovato e nella contestazione delle azioni prodotte in precedenza. Sul caso Barresi, i consiglieri lamentano il fatto che da parte del Presidente sia stata fatta passare una incursione dell’Assessore Leone diretta a cancellare quella motivazione ( per noi assurda, ndr) di una sostanziale fiducia della Regione nei confronti del manager, con il che contraddicendo la posizione che era stata presa nel recente passato di sostanziale accantonamento del problema, fino alla pronuncia da parte del TAR. Ma , ripetiamo, è solo un incidente di percorso sul quale il mugugno si è sviluppato. E di cose come queste si verificano tutti i giorni. Questo il quadro. Che assolutamente non può allargarsi a tratteggiamenti grossolani di cambio di scenario politico, sia come tentativo di trovare sponde nelle fila renziane, sia come tentativo di ridurre il peso della Lega nella gestione della Basilicata. E’ del tutto evidente che un tentativo del genere sarebbe un precipitarsi verso le elezioni, con una Lega che avrebbe tutte le carte per stravincere al solo sventolare la bandiera del tradimento e dell’accordo con la sinistra. Se De Luca, al Comune di Potenza, aveva una giustificazione perchè privo di una maggioranza propria, quale giustificazione potrebbe avere uno che la maggioranza ce l’ha e che è riuscita a perderla. Ecco perchè i tre sono corsi a vergare quelle quattro righe. Per dire che Bardi non deve perdere il punto di riferimento politico. Solo che parlano a suocera perchè nuora intenda. E la nuora, fatta da consiglieri che incominciano a protestare, da questo orecchio sembra che non senta. Rocco Rosa
BARDI, RUMORI DI FONDO DAL CONSIGLIO REGIONALE
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