BASILICATA: GLI “ACCAPARRATORI” DI TERRE

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by ANTONIO BAVUSI

 

La RepubbAntonio Bavusilica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Recita così l’articolo 9 della Costituzione Italiana che, al di là della fumosità delle direttive comunitarie in materia di paesaggio, dovrebbe tutelare il nostro paesaggio, inteso come “bene pubblico della Nazione”.

Dovrebbe, appunto.

In realtà gli interventi regionali e locali sottraggono spazi crescenti agli ambienti naturali e storici-monumentali. Si pensi agli insediamenti produttivi, ai capannoni industriali ma anche alle strade e agli impianti energetici di grandi dimensioni ad elevato impatto ambientale e paesaggistico, quali impianti eolici e cave,  spesso autorizzati dalle istituzioni anche in ambiti protetti. La Basilicata non fa eccezione.

A dispetto della sua bassa densità demografica, pari a 57 abitanti per Kmq, la Basilicata è al penultimo posto tra le regioni italiane ( ultima la Valle d’Aosta con 39 ab/Kmq, prima la Regione Campania con 449 ab/Kmq),  il suo territorio, secondo i dati ISPRA ( Ministero dell’Ambiente – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, 2015), ha un suolo “consumato” da 16.000 a 22.000 ettari circa (vedi cartina) che costituisce quasi il 20 % della superficie totale della regione.

In questa percentuale “occupata” da attività antropiche, vi sono problematiche differenti tra le diverse aree della regione,  con impianti eolici, strutture petrolifere e cave localizzate prevalentemente sulla montagna potentina, con il fenomeno del “land grabbing” agricolo, cioè l’accaparramento di terra che invece sta assumendo dimensioni elevate, soprattutto nelle aree costiere e nella fascia bradanica- collina materana.

Territori che finiscono per essere depauperati a favore degli interessi privati con un cambio di destinazione d’uso dei suoli agricoli e dei “demani pubblici” che sta favorendo, attraverso l’abuso “della concessione” o la svendita, le produzioni estensive, le attività turistiche (porti, villaggi turistici e seconde case) e gli impianti energetici (vedasi da esempio impianto del solare termodinamico tra Banzi e Palazzo San Gervasio che occupa centinaia di ettari di fertile suolo agricolo).

Ma per frenare l’invasione dei nuovi colonizzatori o “accaparratori di terre” (spesso società  multinazionali), così come stati definiti, quali sono le politiche attuate dalle istituzioni pubbliche?

Con i Piani Paesaggistici di Area Vasta  (5 in tutto approvati in Basilicata in base alla L.R.3/1990: Sirino, Sellata e Volturino, Gallipoli Cognato, Metaponto, Laghi di Monticchio), la Regione Basilicata, prima ancora di aver attuato una gestione rispettosa dei valori ambientali e paesaggistici dei territori, ha assecondato una “deregolamentazione” dei vincoli esistenti attraverso la messa a disposizione dei suoli per attività private, con beni monumentali e paesaggistici, centri storici e bellezze naturali svuotati della loro caratteristica di “beni pubblici”.

Non sono rimaste immuni le aree tutelate e i beni monumenti presenti in Basilicata di cui all’art.142 del Codice dei Beni Ambientali e architettonici dichiarati dallo Stato italiano “di notevole interesse pubblico” con riferimento alle caratteristiche storiche, culturali, naturali, morfologiche ed estetiche propri, porzioni del territorio regionale su cui grava il vincolo di natura paesaggistica o architettonico.

Vedi elenco dei beni paesaggistici e architettonici in provincia di Potenza e Matera: http://www.vincolibasilicata.beniculturali.it/index.php?it/281/beni-paesaggistici
http://www.vincolibasilicata.beniculturali.it/index.php?it/226/beni-architettonici
Inoltre il vuoto normativo, legislativo ha finito per favorire lo sviluppo di attività industriali e l’insediamento antropico e industriale di sfruttamento del territorio (vedasi il Piano di Indirizzo Energetico Ambientale della Regione Basilicata che consente di localizzare oltre 1.000 aerogeneratori sui monti lucani) proprio in prossimità visiva a quei paesaggi o monumenti che pure sulla carta sono tutelati (vedasi castelli di Brienza, Monteserico di Genzano, Lagopesole, etc), mentre il Piano Paesaggistico, ancora non adottato dalla Regione Basilicata, resta ancora chiuso in un cassetto.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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