
PIETRO SIMONETTI
Le notizie provenienti da Scanzano, relative all’ennesimo attacco all’ex Sindaco Salvatore Jacobellis ed alla sua famiglia , dicono che la Basilicata è in grave pericolo. Dalla mafiosita omertosa e latente,come hanno documentato i Magistrati con le inchieste ed i processi,, si è passati ormai ad una attività criminosa su scala industriale.
Le organizzazioni criminali, prima di derivazione esterna, con infiltravano dalle regioni contermini, ora si sono date un assetto stabile sul territorio e sono in fase di allargamento operativo nei settori e nei territori, a partire dal comparto agro alimentare, per andare alla distribuzione, alla logistica e al caporalato. Né sono sfuggiti a questa rete criminale il settore del riciclaggio in edilizia, del commercio, del ciclo dei rifiuti e dell’energia rinnovabile. Al comparto, sempre florido, dello spaccio di droghe, estorsioni, giochi di azzardo si è aggiunto ora , da protagonista, il settore delle forniture dei servizi e dei prodotti per la sanità a partire da quelle ospedaliere. Comparti che hanno giri miliardari. E questa una vicenda che inizia dopo il terremoto non per mano della criminalità con la coppola ma con l’entrata in campo di specialisti della illegalità in giacca e cravatta:i cosiddetti “colletti bianchi”. Faccendieri, pseudo imprenditori , collaboratori e “pali” nella P. A., nelle professioni e nei segmenti affaristici della politica.
Da allora è stato un crescendo di azioni illegali che avevano ed hanno come obiettivo l’assalto ai soldi pubblici, in termini di accaparramento di risorse : un crescendo organizzativo e operativo funzionalmente ignorato dal “cantori dell’isola felice”, nonostante i racconti lucidi di osservatori imparziali, i resoconti dell’Antimafia , il superlavoro dei magistrati investigativi che disegnavano uno scenario di tutt’altra evidenza. Ecco, ” l’isola felice che non c’era e non c’e.!
Qualche reazione di forze politiche, sindacali , del volontariato, della stampa è venuta avanti nella sostanziale indifferenza della società civile che continua a dimostrarsi poco sensibile a questi temi, con un ottimismo che nasce da una auto assolutoria delega alla Magistratura ed alle Forze dell’ordine. Oggi si capisce che nonostante l’impegno profuso da queste istituzioni preposte alla sicurezza, e nonostante i successi nel contrasto a forme diverse di illegalità, quello che manca è un sostegno forte della comunità regionale , in termini di condanna esplicita del malaffare, di appoggio altrettanto esplicito alle forze dell’Ordine e di reazione collettiva ad uno strisciante degrado dei comportamenti nelle Istituzioni rappresentative, che spesso creano l’habitat per intrusioni e commistioni pervasive .
Anche in questi giorni poche voci si sono alzate per i gravi fatti accaduti a Scanzano, come pure nelle settimane scorse per la tratta delle badanti, gli incendi commissionati nelle campagne, il traffico dei rifiuti nei capannoni industriali, l’industria indecente delle selezioni dei lavoratori ,compresi quelli in somministrazione, e via elencando.
Il Presidente della Giunta, un militare di carriera, si è ritrovato con fatti spiacevoli e illegali nella Istituzione che presiede ed ha promesso misure e correttivi che ancora non si vedono.
Giusta la rivendicazione della DIA Basilicata ma non ci illudiamo che essa possa da sola bastare a risolvere la grave situazione.
La Basilicata corre un pericolo se non si ristabilisce da subito la legalità infranta.
E’ giunto il momento di una grande iniziativa democratica e di popolo. Va fatta crescere dal basso una forte mobilitazione per evitare che si affermi anche qui in Basilicata un quadro di criminalità stabile e inestricabile per la complessità dei rapporti che riEsce a crearsi intorno,
Sapranno i Comuni, l’Anci, le forze politiche, le parti sociali, le organizzazioni del volontariato, le organizzazioni culturali, l’Universita’ guidare questo percorso di sensibilizzazione e questo processo di mobilitazione , tale da scuotere le coscienze sopite e da scongiurare pericolose escalation di illegalità e di malaffare? ( FOTO DAL BLOG DI FILIPPO MELE)