BASILICATA, LA VERGOGNA DEI PRECARI A VITA

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Ad essere onesti sul tema del rafforzamento della pubblica amministrazione la Regione Basilicata ha fatto e continua a fare una serie di errori, il principale dei quali è far entrare dalla finestra nuove persone in nome dell’emergenza e delle necessità impellenti. Entrano come i pompieri sulle piattaforme organizzate degli interinali o del Formez e vanno a piazzarsi nelle stanze dove non c’è un minimo ordine, una minima organizzazione e neanche una scrivania. Prima era nel palazzo della Regione, ora in quelli adiacenti dei Comuni che hanno sottoscritto l’accordo con il Formez.  Sono quindici anni che non si discute di una pianta organica negli enti locali della Bsailicata, non si riorganizzano gli uffici, e che non si fa un concorso, ma che ogni giorno entrano nuove facce nella rassegnazione generale di un corpo burocratico che è avvilito da un modo di campare alla giornata. Alla regione, dal Formez sono usciti dodici anni fa 33 esperti, regolarmente selezionati con un punteggio minimo di laurea ( 105) la conoscenza perfetta dell’inglese e la conoscenza delle norme europee. Queste professionalità, dopo annose vicende. sono state messe nel calderone dei precari, insieme a persone prese in altra maniera e per scopi più contingenti. Gli uni e gli altri con gli anni hanno maturato le stesse aspettative: non si possono mantenere per 14, 15 anni persone al lavoro senza scontare che le occasioni per cercare altro lavoro le hanno perse.  Adesso si ripete la stessa cosa nei comuni, con l’esito scontato che, passati i due anni, chi in quel comune ci ha lavorato vorrà giustamente essere comunque sistemato e non facendo i concorsi si dovrà ricorrere al rinnovo nelle forme già sperimentate del precariato. La colpa ce l’hanno i politici, che un pò avevano le mani legate per le assunzioni, un po’, diciamolo,  avevano l’impellenza di rispondere comunque  alla pressione sul terreno del lavoro. Ma ce l’hanno soprattutto i Sindacati che rispetto alla questione del precariato si sono girati di spalle e si sono messi i tappi alle orecchie. Oggi si arriverebbe alla distorsione che quegli esperti assunti dal Formez  sono intruppati nelle società interinali e questi che arrivano nuovi sempre dal Formez vanno ad ingrossare il precariato direttamente gestito alla regione.  Una autentica vergogna che rischia di alimentare nuovi contenziosi e nuove polemiche. Si fermi la macchina, si applichi la legge Madia e si dia inizio prima di tutto ai concorsi. Non ci vuole molto. La regione Emilia ha già sperimentato forme concorsuali veloci. Continuare a ingrossare il precariato , con la scusa che dopo si faranno i concorsi, significa giocare a mettere la carota davanti all’asino, in una corsa che può terminare solo con lo sfinimento dell’asino. E’ un gioco perverso quanto stupido. Questa regione vuole certezze ,stabilità, regole, non improvvisatori giorno dopo giorno.  E sotto le elezioni non è un bel segnale continuare a preferire le finestre al portone di ingresso principale. R. R.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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