Una marea di trattori e di mietitiebbre e di trattori con le bandiere gialle della Coldiretti ha invaso i piazzali antistanti la regione per manifestare le condizioni capestro cui soggiacciono i produttori del comparto cerealicolo, in special modo quello del grano duro, ormai alla mercè di tre quattro grandi compratori internazionali che fanno il bello e il cattivo tempo sui mercati, mischiando e scambiando partite di provenienze diverse, alcune delle quali privi di un minimo di controllo. Questa Europa ci ha messo sotto i piedi, prima col latte, poi con le carni, adesso con i cereali, con norme che non tutelano i grani di qualità, in particolare il grano duro che in Italia è prodotto per il 70 per cento in tre regioni del Sud e ,tra questi, per il dieci per cento della Basilicata. Di fronte all’ennesimo tentativo di imporre prezzi da fame, il comparto ha reagito con estrema durezza e chi ricorda le marce dei trattori fino a Roma, sa che questo evento potrebbe ripetersi ,paralizzando il traffico di mezza Italia. Davanti alla regione, in un palco improvvisato, i rappresentanti della Coldiretti hanno fatto capire che non ci stanno a questo ennesima pugnalata alle spalle e che si vedranno costretti ad agire. Più che protestare contro la regione ne chiedono l’azione pressante verso il Governo e verso l’Europa, anche se per la verità il Ministro Martina ha dimostrato che finalmente abbiamo un Ministro che sa di che cosa si parla e che si sta muovendo bene a Bruxelles per negoziare accordi migliori. Lo stesso Braia ha detto che gli ultimi dieci anni sono stati una sventura per il comparto agricolo perché la classe politica italiana ( e quella regionale) hanno incassato una sconfitta dopo l’altra , fino a renderela situazione insostenibile. Bisogna ricominciare, partendo da zero e da vicino, nel senso che bisogna fare sistema tra grano d’eccellenza e prodotti farinacei d’eccellenza. Ci può essere, eccome, un sistema cerealicolo che non si fa schiacciare dal mercato ma che mantiene in casa il valore aggiunto della produzione e della trasformazione, in un circuito nel quale i produttori vengano salvaguardati all’origine. Per questo nel Psr è stato previsto, per Braia, una linea che premia l’innovazione di prodotto e di processo, che non è ricerca fatta per i ricercatori, ma applicazione, importazione delle migliori tecniche, brevettazione di specifici cicli di preparazione dei prodotti. Insomma per non essere sfruttati fino a morire dobbiamo avere il coraggio di innovare, stando insieme, come i centurioni romani.
LA BATTAGLIA DEL GRANO
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