BEPPE GRILLO E GLI SCONGIURI

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MARIA TERESA D'AIUTO

MARIA TERESA D’AIUTO

Grillo  dice dei radicali che li si trova dove ci sono guai, sciagure…
E si ripresenta quell’antico modo di intendere il male come superstizione.
Il rappresentante del M5s è di Genova, non esente dagli influssi di cui è “responsabile”la città nuova, Neapolis e tutta la Campania, terra che, per le sue origini greche e le influenze latine, coltiva da sempre l’idea della iettatura, del fascinum, e proprio in questo campo offre spunti originali in un mondo in cui essa è fondata su un rapporto tra la persona colpita e il portatore del potere malefico.
Con tutto un originalissimo corredo di oggetti e parole magiche, atte a scongiurarla.
Impossibile non pensare a Totò, la “maschera”del cinema napoletano e italiano, e alle sue formule pronunciate in quel modo particolare, da quella bocca posata su un mento asimmetrico: “aglio e fraaglia , fattura ca nun quaglia…”, accompagnata dalla gestualità divertente, clownesca nel fare le corna.
In “Cicalata sul fascino” (1787), Nicola Valletta, giureconsulto ed erudito, mostra di credere nel potere dell’occhio perverso.
Quando Stendhal andò a trovarlo, scrisse di avere trovato nella sua camera uno smisurato corno di almeno dieci piedi di altezza, che spuntava dal pavimento come un chiodo.
Ma perché le corna?
Pare che la loro efficacia derivi dall’essere oggetti appuntiti, dove la punta agisce difensivamente, ma non solo!
Il mondo greco ha permeato di sè questa parte geografica italiana, le cui credenze si sono estese mirabilmente,in tutta Italia, antesignana di una globalizzazione più simpatica di quella ipermoderna….
I Greci prima, i Latini dopo,infatti, mettevano al primo posto il vigore sessuale come simbolo di buon auspicio, di vita.
Lo dimostrano le Falloforie, processioni in onore del dio Priapo, il cui simbolo era una scultura, diciamo così, in legno, rappresentante il fallo.
E il Corno lo rappresenta.
Generalmente si riferiscono all’attributo del bue, soprattutto i contadini che usano apporre davanti alla casa e negli angoli più nascosti grandi corna di bue o di vacca, spesso tinte di rosso, per difendere i propri possessi dal malocchio e dagli iettatori.
Sin dall’antichità le formule di scongiuro potevano essere eloquenti e simpatiche come quella del Principe de Curtis?
Io ho il sospetto motivato che venisse usata una gestualità tremenda a vedersi, di quelle che vediamo anche oggi, in furtivi toccamenti, quando la persona è educata…
Comunque, da questo lontano modello nascono i corni, piccoli e grandi, rossi, in corallo, dei quali si riconobbe la funzione amuletica.
Anche se solo per scherzo, ce ne hanno regalato almeno uno.
In oro è una vera chiccheria!
Leggevo un esempio di pessimo gusto riguardo a questo uso amuletico riferito al re Vittorio Emanuele II di Savoia.
Faceva crescere per almeno un anno le unghie dell’alluce che poi affidava ad un orafo per incastonarle in oro e diamanti, da donare alle amanti..
Se non sbaglio il re morì ad ottantacinque anni.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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