UNIVERSITA’ DI BASILICATA: MOLTA SPESA, POCA RESA

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rocco rosarocco rosa

Le cifre di bilancio sono importanti, ma più importante è la filosofia che le sostiene. Soprattutto quando le entrate diminuiscono e le priorità si affacciano come gli ostacoli dei giochi elettronici. Ora la manovra triennale decisa dalla Regione  ha lavorato sulla sky line di un quadro con poche ma evidenti vette. La prima è lo sforzo di aggredire la linea dei bisogni essenziali, del welfare , della sanità, dell’assistenza, della povertà e dell’inclusione sociale. Metterci qualcosa come 240 ml di euro in , comprese l’edilizia sociale) è una scelta evidente e che raccoglie il senso di una situazione di allarme sociale. Così come il finanziamento all’Università  mostra nelle cifre tutto lo sforzo per  agganciare il futuro in termini di accelerazione della ricerca, di formazione scientifica, di innovazione. Va detto però che l’Università di Basilicata  non è ancora diventata la grande protagonista dello sviluppo che tutti si attendevano.  Eccellenze ci sono , ma l’atteggiamento di fondo che pervade molti Dipartimenti è di chiudersi nelle proprie cose senza sforzarsi di aprirsi alla società, agli spunti imprenditoriali, alle possibilità che il territorio offre. Si dimostrano poco ricettivi verso gli spunti che vengono dall’esterno , e poco propensi a offrire spunti all’esterno, nel senso di dire ” io sto facendo delle ricerche su queste cose, potrebbero esserci possibilità di impresa: chi vuole partecipare a questo sforzo di ricerca? Altre Università lo fanno, al Nord le Università di permettono di agire come privati fissando il prezzo a seconda del prestigio della Facoltà. Qui niente! Uno si aspetta dalla facoltà di economia,o da quella di agraria che dimostrino di tenere il polso della situazione di quei settori, con analisi su quello che si sta facendo o non si sta facendo, proposte su quello che andrebbe fatto o non andrebbe fatto.  Insomma la vera unica autorità scientifica che è in grado di dire alla Comunità in che direzione stiamo andando, che non sia solo quella del fiuto dei politici.! Niente. Non parliamo di altri Dipartimenti che dovrebbero  facilitare start up , aprirsi al mondo imprenditoriale, aiutare, supportare, consigliare, mettersi insieme per brevettare. Niente.  Dire che non facciano il loro dovere sarebbe sbagliato, ma l’impressione è, scusate la franchezza, che facciano il minimo per guadagnarsi lo stipendio, adoperandosi al massimo per allargare la sfera degli incarichi personali. E tutto questo trascurando il ruolo di acceleratore di sviluppo e di integrazione con il mondo produttivo in maniera da dare anche una prospettiva occupazionale agli studenti. Questo è il motivo per cui molti se ne vanno fuori, perchè qui studiano per risparmiare le spesema sapendo in premessa che dovranno comunque andarsene fuori! E allora tanto vale andarsene prima: si hanno studio e opportunità insieme! Un dibattito aperto su quello che la comunità si aspetta dovrebbe esserci, perché le cifre per mantenerla ogni anno sono sempre più consistenti, una sorta di inflazione da pagare sullo stesso prodotto. E quello che meraviglia , non da oggi, è la sudditanza psicologica della classe politica verso questo mondo accademico lucano che pure avrebbe tanto da farsi perdonare, sopratutto riguardo a questi professori che passano da Potenza come una volta passavano i militari di leva alla caserma Lucania. C’è una legge che impone una sorta di rendicontazione delle attività ,sopratutto nel settore dell’impiego dei fondi per la ricerca. Perchè non si fa un bel Consiglio regionale aperto per discuterne con gli imprenditori, le Isitituzioni e le Associazioni?

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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