Fermo al passaggio a livello di rione Betlemme,quello che introduce al ponte che sorpassa il basento, mi sono visto attraversare la strada da due topi, che se ne andavano senza fretta lungo il marciapiede di via Appia. O era una coppia che andava in città a fare la spesa, oppure, cosa che purtroppo è la verità, c’è in quelle vicinanze un habitat consono ad una colonia di roditori. Sono dieci anni, dieci che gli abitanti della zona lamentano la presenza di una fogna a cielo aperto, alimentata dagli scarichi delle numerose case sparse di Sant’Antonio Lamacchia e da un ruscello che d’inverno porta acqua essenzialmente piovana da piani del mattino per scaricarla al Basento. Il bello è che questo fiumiciattolo , ormai diventato canale di scolo, passa sotto la caserma dei vigili del fuoco, nel cui piazzale i progettisti hanno dovuto rialzare la sede stradale per farvi passare l’acqua che poi va a gettare il suo maleodorante contenuto nel fiume Basento. Ora, tutti gli automobilisti che fanno quel tratto di pianura della via Appia, reso ancora meno controllabile dallo sbarramento che la recinzione del parcheggio ACI ha creato, sanno che da maggio in poi debbono transitare con i finestrini chiusi perché dalla strada arriva una puzza da vomito.
E’ che , riducendosi la portata dell’acqua, quella fogna si riduce ad una enorme latrina , luogo ideale per ratti di ogni tipo e dimensione. Meraviglia e non poco il fatto che i soli a viverci stabilmente in quel posto , 24 ore al giorno, sono i vigili del Fuoco con la loro enorme caserma e che nonostante la loro funzione, la loro delicata missione e l’autorevolezza del corpo cui appartengono non abbiano posto fine ad una situazione così insostenibile, limitandosi ognuno, ho detto altra volta scherzando, a sperare che arrivi una chiamata d’emergenza che li sottragga provvisoriamente a quel martirio. Ma il colmo è che nel loro piazzale sosta stabilmente un camion ristorante, di quelli che vanno per fiere o per feste, che vende panini , wrustel e patatine ai passanti, o almeno a quelli che hanno il coraggio di fermarsi. E allora, se proprio al Comune si sono chiusi dentro le stanze per non sentire e non vedere, voi che siete della protezione civile, volete o no farli almeno affacciare alla finestra per constatare questo schifo? E se poi vi serve un appoggio, potete sempre chiederlo ai carabinieri del Nas, i quali stanno cento metri più avanti . Ma possibile che bisogna arrivare a questo punto , all’ingresso principale di una città capoluogo?
