Non è stato un esercizio di buon giornalismo quello di far passare la storia di Bucaletto come una delle storie di ricostruzione irrisolta, tipo Belice ed ha ragione l’ex sindaco della città a esternare tutte le perplessità su questo accostamento, La storia della ricostruzione della città, iniziata con un gesto altamente simbolico quale l’avvio dell’università in Basilicata è una storia che può essere portata ad esempio come qualità e buone pratiche nel consolidamento degli edifici, prima con l’intervento diretto dei privati, poi con l’intervento sugli edifici pubblici. Qui , a Potenza, è stata fatta una scelta che è auspicabile venga seguita dagli Amministratori dei Comuni terremotati e cioè la creazione di alloggi provvisori destinati a durare quei , sette, otto anni occorrenti per rimettere in piedi la città, com’era e dov’era . Bucaletto è servito a questo: a mantenere insieme una comunità e a ritrasferirla in nuove abitazioni , tipo Malvaccaro ecc. L’errore è tutto di una certa politica paternalistico –assistenziale che non ha permesso di togliere i prefabbricati ,non appena la famiglia terremotata aveva trovato sistemazione definitiva, ma ha adibito le case del quartiere ad abitazione di prima necessità o per chi era senza casa o per chi veniva sfrattato dalla casa in cui abitava, o per chi , separandosi o divorziando, si è trovato a dover richiedere un tetto provvisorio. E così, di provvisorietà in provvisorietà, Bucaletto è durato 36 anni ed è solo grazie agli ultimi investimenti, realizzati o calendarizzati ( 400 nuovi alloggi) che probabilmente il quartiere sarà liberato dai prefabbricati. Quindi è una operazione non veritiera quella di farne un simbolo dell’incapacità a governare, e qualche cittadino ha avuto modo anche di farlo capire. Quanto al centro storico, esso è un esempio di lungimiranza degli amministratori dell’epoca e non vi è che, avendo una certa età, non ricordi le discussioni fatte col Sindaco Fierro e il capogruppo dell’allora Dc , Antonio Bellino, uno degli uomini cui la città deve moltissimo e che nella circostanza, con pazienza e rigore, è riuscito a far prevalere l’idea della consolidamento e del recupero in sito dei fabbricati, rispetto a quanti volevano un bello smembramento di via pretoria con la costruzione di un chilometro di case da un lato e un chilometro dall’altro, il tutto abbellito da portici sotto i quali doveva passeggiare la gente. Forse si sarebbe stati un po’ meno freddi, ma certamente non avremmo riavuto la via pretoria che avevamo e che, grazie a Dio, abbiamo ancora . Il centro storico c’è, è tornato a vivere; quanto alle politiche per farlo ridiventare il centro della città , questo è tutto un altro discorso che non vale riprendere adesso. R.R.
POTENZA, BUCALETTO E LA DISINFORMAZIONE
0
Condividi