BIBLIOTECA POTENTINA 2 – La croce diversa di Gianfranco Blasi

0

di ROCCO PESARINI

 

 

“Era una notte di settembre del 1105, iniziato appena un nuovo secolo. In quelle montagne abruzzesi faceva già freddo. Era come se l’inverno si annunciasse con largo anticipo. Il vento tendeva la pelle, s’incuneava sotto gli abiti e i mantelli. Un brivido lungo come le angosce che lei si portava dietro. La madre le aveva sempre raccontato quello che dicevano gli anziani. Scalare l’inizio di un secolo era faticoso. Bisognava superare le insidie del maligno…”

LA CROCE DIVERSA

I Edizione, 2018. Tre Ristampe, due edizioni, II Edizione 2019. Più di 3.000 copie vendute e distribuite

Genere Romanzo Storico Editrice Universo Sud Prezzo 19,00 euro

Ambientato fra il 1000 ed il 1100. La riforma gregoriana, Papa Urbano II e la prima crociata, la dominazione normanna nel sud Italia e le eresie, in particolare la storia dei càtari. Una storia, un filo rosso che da Piacenza arriva a Potenza, nel cuore dell’Italia medioevale passando per Venezia, Corfù, Costantinopoli, Gerusalemme e la Terra Santa, Acerenza fra conflitti religiosi, lotte di potere e cambiamenti epocali. In una commistione fra realtà e fantasia, insieme a Gerardo de La Porta, cavaliere venuto da Piacenza e divenuto vescovo a Potenza, le attrici protagoniste sono le donne, con la loro forza, la capacità di resistere agli eventi più drammatici, anche e soprattutto per amore. Due, in particolare, emergeranno dal racconto. Lisa, primogenita di Piero d’Albi, capo degli eretici càtari in Italia e sua figlia Aurora, nata da una grande e contrastata passione

Quanto, del messaggio e dell’opera di San Gerardo, riscontri nella Potenza odierna?

Gli ultimi anni sono stati importanti. Sia nella ripresa consapevole della Festa del Patrono, nel suo maggio, sia per la vivacità delle associazioni ed in particolare di quelle più devote al personaggio storico e religioso. Poi, indubbiamente, il 2019 è stato fondamentale. I novecento anni dalla morte celebrati con tanta intensità emotiva, con decine e decine di eventi. Mettiamoci anche i libri e gli studi fatti, anche a livello scientifico e scolastico. Sì, ce ne siamo riappropriati. San Gerardo ha ripreso vigore e l’amore dei potentini si è ampliato e ancor più radicato. Io sono contento, nel mio piccolo di aver contribuito con “La croce diversa”.

Il tuo personale rapporto con il Santo Patrono?

Bè, come puoi immaginare io per scrivere un libro che lo ha messo al centro di una straordinaria avventura, se pur romanzato, ho dovuto studiare il periodo storico, ho inseguito le poche tracce che partivano da Piacenza. Con il mio personaggio ho convissuto per un paio di anni, il tempo dello studio e della scrittura. Gerardo de La Porta ha con me un rapporto intimo. E io con lui, direi, ormai indissolubile. Fammi ringraziare uno studioso come Rosario Avigliano che mi ha aiutato a disegnare la Potenza medioevale. Senza di lui sarebbe stato tutto più difficile.

Potenza si presta, secondo te, come “location letteraria” per romanzi e racconti?

Come gran parte delle città italiane. Potenza ha storia, monumenti, luoghi, chiese, personaggi, atmosfere, pensa alla neve d’inverno, che si prestano. Io, anche nel mio prossimo libro attingo a piene mani dalla mia città e dalla sua anima urbana.

Di cosa stai scrivendo in particolare?

Il libro è pronto. Ci stanno lavorando i grafici della mia casa editrice, la Universo Sud, con la quale ho sottoscritto, ormai tre anni fa, un rapporto esclusivo. S’intitolerà “My generation” e per farti felice avrà in copertina un vecchio vinile. Si tratta di sedici racconti dedicati ad un mese dell’anno e ad una canzone del repertorio pop e cantautorale italiano. Potenza è protagonista in cinque dei sedici racconti. Un lavoro che mi ha divertito e consentito una pausa di scrittura più leggera, anche se il tema dell’amore, che è centrale nelle storie che racconto, attraversa la modernità provando ad interpretare le crisi, i vincoli, i cambiamenti che sono intervenuti in questi decenni e che hanno modificato le nostre relazioni affettive e sessuali.

Imma Tataranni a Matera ha avuto un grandissimo successo. Credi sia possibile un’operazione similare anche a Potenza?

Ci serve una Mariolina Venezia, per altro mia amica che stimo moltissimo. Chissà se Gaetano Cappelli avesse voglia di farlo. Avremmo bisogno di uno scrittore affermato come lui. La location c’è. Il tema della provincia è cavalcabile con il giusto tasso di umorismo e di pettegolezzo. Il personaggio va costruito. Però eviterei un magistrato o un poliziotto.  Ce ne sono troppi in giro nelle librerie italiane. Potenza è una location adattissima anche ad altri generi letterari.

Un libro (non tuo) ed ovviamente ambientato a Potenza che ti senti di consigliare ai lettori?

Di Gaetano Cappelli mi piace tutto. Ho letto tutto. E credo che la scrittura ironica, graffiante sia la cifra della sua letteratura. C’è un piccolo scritto di Gaetano dal titolo “Trattatello socio – estetico – antropologico sulle modalità del saluto in via Pretoria” che consiglio a chi vuole capire il rapporto esistenziale fra Potenza e la sua strada principale. Si tratta di una lettura divertente, ma sarebbe troppo poco definirla tale. È in un libro che ho curato editorialmente con Paolo Albano per “i tipi di Letti di Sera”, pubblicato nel 2016 da Universo Sud dal titolo “La città capovolta”.

Non ti dispiacere se te ne cito un altro e se vado un po’ oltre Potenza, mi allargo al comprensorio, alla nostra provincia, ma “I fuochi del Basento” di Raffaele Nigro è un romanzo straordinario. 1987, premio Campiello, vendite senza precedenti. Successo di pubblico e di critica. E quando ti capita…

 

Condividi

Sull' Autore

Rocco Pesarini

Lascia un Commento