
Giovanni Benedetto
Pionieri dei contratti via telefono sono state le compagnie telefoniche già presenti a fine secolo scorso.
La stessa via è stata intrapresa dalle società che operano nel settore energetico destinato agli usi privati.
Nel campo della fornitura di energia elettrica e gas c’è un’agguerrita lotta all’accaparramento dell’ultimo cliente proponendo loro apparenti contratti vantaggiosi.
Come si sa, vige un doppio regime di contratto: quello a maggiore tutela e quello a mercato libero.
Solo a partire da gennaio 2024 cesserà la formula del contratto sotto tutela è tutto passerà al mercato libero.
La sfida tra le compagnie autorizzate a vendere gas ed energia elettrica per le utenze private è già iniziata quest’anno.
E se ne sono accorti per primi i milioni d’italiani che ogni giorno sentono squillare ad ogni ora ed in ogni luogo i loro cellulari per sentire la filastrocca delle variegate offerte che ciascun operatore propina al consumatore di turno.
Ci sono tanti soprusi che il consumatore vorrebbe contestare e non sa a chi rivolgersi per manifestare rimostranze e chiedere rispetto e protezione.
Tante sono le menzogne a discapito della chiarezza che le signorine dei call center , non per colpa loro,spargono in giro per accattivarsi la benevolenza del cliente.
Uno degli aspetti più inquietanti è quello di tenerti appeso al filo del telefono per proposte contrattuali per le quali se ti scappa un si , magari perchè stai rispondendo a tuo figlio all’altra stanza,questo diventa una firma contrattuale . E la riprova di questo metodo persuasivo-estorsivo è che, quando chiedi loro di mandarti la proposta per iscritto all’indirizzo di casa, si defilano ( provare per credere)
Un approccio assurdo per valutare e raffrontare oggettivamente le varie opzioni proposte . Ci vorrebbe un computer con un software apposta per elaborare tutte le variabili e le condizioni contrattuali che propongono.
La bolletta è divisa in oneri fissi, come il trasporto, la gestione e la potenza del contatore, decisi da un’autorita’ ( Arera), e componenti variabili come il consumo effettivo, tariffa mono o bioraria e le accise, calcolate sull’energia consumata.
Così non è, e ai tanti operatori di mercato interessa non soddisfare il cliente, ma gonfiare il loro portafogli di contratti.
E la tecnica dell’accaparramento dei clienti via cellulare è la più semplice, la più efficace e la meno costosa, visto che c’è tanta gente anziana o distratta che si fa convincere in buona fede.
Abbiamo abbandonato il pubblico che era brutto e siamo passati sotto le grinfie del privato che è bello.
Il dogma del bello della concorrenza che avrebbe offerto prodotti di più alta qualità a prezzi più contenuti insieme a tanto sviluppo è stato in gran parte smentito dalla realtà dei fatti.
Quando poi sul mercato si liberalizzano servizi primari di prima necessità che riguardano milioni di cittadini i disservizi assumono una gravità sociale inaudita.
Non si può mettere al centro di tutto il mercato con le sue dinamiche distorte, che ci fanno rimpiangere persino i bistrattati servizi pubblici di un recente passato. Ed è oggettivamente grave che i nostri parlamentari si disinteressino di questi problemi che toccano la gente comune.Se non ci difendono loro con le leggi, chi deve farlo?