Le immagini che vedete sono l’inizio di un percorso civico dei migranti ospiti in basilicata in attesa di riconosciumento asilo e la conclusione di un’idea progettuale che è nata per prima in basilicata e che certa burocrazia ha consentito che arrivasse tra le ultime in Italia. Non si riflette
abbastanza sui danni che la distanza tra la volontà della politica e l’adozione operativa delle scelte crea nei nostri territori e che sono determinati da una non precisazione delle responsabilità, la ricerca sempre di uno che firma e l’occhio distorto di certa magistratura che piccole cose le evidenzia con la lente d’ingrandimento e che sulle grandi qualche volta mette il binocolo al contrario. La paura di finire sotto inagine per una firma ormai è diventato il veleno delle amministrazioni e siamo tornati ai tempi in cui chiu firma è un eroe. Queste che vedete si riferiscono ai primi lavori della mattinata. Efficienza, rapidità e organizzazione per la pulizia dei marciapiedi dalle erbacce che ormai avevano preso possesso della pavimentazione. Un buon lavoro dove si avverte che la capacità e l’energia sono altra cosa rispetto agli usurati lavoratori del reddito di inclusione, che per la gran parte giovani non sono e che in questo tipo di lavoro proprio non ce li vedo. Le cifre di questa inclusione sociale dei migranti sul territorio sono eclatanti, e solo una propaganda becera oppure una chiusura mentale preventiva possono ignorarle. cio sono 2750 bambini emigranti che frequentano le scuole di Basilicata. fate una media di 25 bambini a classe e vedete quanti insegnanti hanno lasciato sul posto di lavoro , e di cui solo il Sindaco di Laurenzana, improvvisamente votato alla democrazia diretta, non se n’è accorto.
Li abbiamo visti dove ci hanno portato i Sindaci che si muovono nascondendo le loro responsabilità dietro un pseudo omaggio alla democrazia. E’ gente che non farà mai niente di coraggioso, perchè il coraggio parte dicendo anche no ad una intera popolazione, sapendo che la strada intrapresa è quella giusta. Oggi che 43 mila migranti hanno speso parte dello scorso anno, lavorando nei campi e contribuendo alla ripresa delle imprese, va a spiegare a queste persone che una comunità ha deciso che non li vuole, che se i paesi sono deserti, le case non costano più niente, nessuno fa più figli e fra poco insieme ai figli emigrati anch’essi se ne andranno anche i genitori. E quando vedo alcuni miei colleghi, , che parlano di prova di democrazia, mi viene da ridere: non fanno neanche la differenza tra un quesito serio ed uno farlocco. Rocco Rosa
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