“CADUTA DI STILE”, FILM COPRODOTTO DA CAPPELLI E LEPORACE

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Ho sempre diffidato e ho sempre coltivato, da giornalista, una sana distanza da alcuni intellettuali lucani che non avendo la statura per competere a livello nazionale ed internazionale si sono ritagliati in Basilicata un  posto tutto loro, una specie di riserva indiana o, sevogliamo, un club dove loro se la cantano e loro se la suonano, si fanno i complimenti a vicenda , anche quando non ce ne sarebbe bisogno, e si sostengono a vicenda, anche quando l’operazione appare ardita. Stavolta questo club ha superato il segno, mettendosi a polemizzare con una che i galloni se li è conquistati sul campo , attraverso il suo lavoro di ricerca e che tanto onore e tanti apprezzamenti sta portando alla Università di Basilicata. Per chi non conosce i fatti, debbo premettere che al recente simposio internazionale di dialettologia era prevista la presenza di uno scrittore potentino per parlare di come le tradizioni avevano influenzato il suo lavoro. Questi, Gaetano Cappelli scrittore, pensando di essere nei panni di Dario Fo si è fatto precedere da un post nel quale il dialetto era massacrato e ridicolizzato , creando imbarazzo in un ambiente accademico dove ricercatori di tutto il mondo vengono per parlare dei loro progressi e non per scherzare, essendo tra l’altro non previsto un siparietto comico nell’agenda dei lavori . Invito annullato e tutto sarebbe passato sotto un dignitoso silenzio se il club della “pseudo intellighenzia” lucana non fosse intervenuto a sostegno del loro iscritto. Paride Leporace scrive dunque a Cappelli: “ maestro, ti sono grato di essere Gaetanburrasca nella morta gora accademica dei dialetti che sanno di niente mescolato a nullapuente”. Che lo chiami Maestro, è già di per sé indicativo del livello del club; che chiami morta la ricerca dei dialetti è già indicativo del livello culturale del soggetto in causa, che storpi il nome della prof. Del Puente in “nullapuente”, è indice di cafonaggine, di disinformazione e di ignoranza, trattandosi di una delle persone che più hanno dato lustro alla Basilicata, nel novero dei grandi docenti venuti da fuori e che di questa terra si sono innamorati e l’hanno saputo servire. Bene dunque ha fatto il consigliere Mollica a parlare di caduta di stile in un personaggio che tra l’altro , purtroppo per noi, quando parla non divide la sua immagine felliniana, pantaloni rosa e paglietta da sole, dal contesto che gli fa girare questo film della vita e cioè la direzione della Lucana Film Commission, un milione all’anno . Per uno che comunque rappresenta la stessa Istituzione, cioè la Regione,  che gli ha dato credito , come ha dato credito ai progetti sul dialetto ed alla costituzione del centro internazionale, questa uscita gratuita , fuori luogo e dozzinale , è il segno che per rappresentare la basilicata nel mondo cinematografico abbiamo scelto decisamente la persona sbagliata. Sarebbe il caso che tornasse a fare il giornalista, magari parlando di film e di come possa essere labile, sulla scena, la distinzione tra l’essere e l’apparire. Per uno che sa recitare, naturalmente.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


1 commento

  1. Alfonso Danza il

    Sono da poco tornato dall’estero e mi sono imbattuto nella “polemica ” tra Cappelli – Leporace e Del Puente.Credo che Paride e Gaetano questa volta abbiano toppato di brutto. A parte i contenuti, già non condivisibili, concordo con Rocco Rosa sul giudizio poco corretto e inspiegabile nei confronti di Patrizia Del Puente, una persona straordinaria per impegno, cultura e amore per la Basilicata e non solo per il dialetto. Mi schiero anch’io a fianco di Patrizia senza se e senza ma, non solo perchè grazie a lei ho provato il piacere della ricerca del dialetto del mio paese, ma perchè ho trovato in lei una donna che, lasciata sola da altri pseudo docenti della Unibas, combatte, senza motivazioni ecoomiche, per il bene della nostra terra. A Patrizia la mia stima incondizionata, a Paride e Gaetano un invito a rivedere i frettolosi giudizi, immeritati, per Patrizia.

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