CAIATA SI SFOGA: PIU’ RISPETTO E FIDUCIA

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“Rispetto e fiducia…… chi non è dentro non conosce tutti i fatti e non per questo debba vedere i mali a tutti i costi…ci sono gufi, distruttori, artisti, scienziati e allenatori; criticare si, ma rispetto per chi lavora e gestisce una società con soli due soci….il disfattismo non fa crescere”
Sono le parole con cui un Caiata insolito e molto infastidito ha pronunciato  davanti ai microfoni di radio Carina.
Quando i risultati non arrivano e le prestazioni non rispettano le aspettative nascono mugugni e malumori che trovano sfogo alla prima occasione.
L’allontanamento di Ragno e l’arrivo di Raffaele sono stati i due argomenti di discussione che hanno animato i gufi, gli artisti, gli scienziati e gli allenatori, per dirla alla Caiata, l’intera settimana scorsa.
È risaputo che tutti gli spettacoli pubblici, e il calcio in Italia è il più seguito, sono sottoposti al vaglio della critica delle persone a cui è rivolto lo spettacolo: il pubblico.
La critica rivolta alla qualità dello spettacolo è legittima e naturale, diventa meno utile, inopportuna, quando si vuole entrare nel merito dei ruoli, delle responsabilità di chi è deputato a gestire processi decisionali funzionali al buon andamento dell’organizzazione.
Lo sport e il calcio in particolare sono seguiti da milioni di appassionati e i giudizi  che essi danno sul comportamento della propria squadra sono influenzati da tanti fattori  che possono cambiare nel giro di una notte. Ma non per questo coloro che costruiscono tesi a posteriori o interpretazioni malevoli debbano ritenersi dei critici accreditati.
Non esistono soluzioni confezionate o risultati garantiti o prevedibili, nè tra gli addetti ai lavori nè tanto meno tra i tifosi, l’imprevedibilità è sempre dietro l’angolo perché tutti i fattori che determinano il risultato finale sono fluidi non hanno una forma precisa e poi in campo scendono 22 calciatori che, per quanto gli allenatori tentino a inventare schemi, moduli e tattiche non diventeranno mai dei robot.
Il presidente è cosciente del ruolo, anche critico, degli sportivi e dei tifosi, ma  non tollera che si emettano giudizi conditi da diffidenza sull’operato delle persone che lavorano al servizio della società; Presidente compreso.
Naturalmente il disfattismo è un tarlo che infesta l’ambiente e a lungo andare può procurare guasti che la maggioranza dei tifosi potentini già hanno visto in altre occasioni.
 La squadra Potenza vuole essere giudicata nel lungo periodo e non partita per partita. Non è rassegnata e non vuole gente rassegnata. Vuole persone , siano giocatori o spettatori,  propositive e fiduciose nei propri mezzi , nemmeno dimentiche dei passi ernormi fatti, al punto da suscitare invidie e gelosie in città  ma anche di altre squadre e di altre tifoserie.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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