ßQuando negli anni 90 arrivò internet proposi al presidente della Giunta di allora, Filippo Bubbico, di dar vita ad una Agenzia di stampa on line e, nella relazione del progetto, inserii il concetto di una Agenzia che fosse non il megafono della Regione ma un luogo virtuale di incontro tra la Regione ed i cittadini attraverso le loro rappresentanze istituzionali , associative e sindacali. Cioè un luogo nel quale, all’insegna di una visione partecipativa della vita pubblica, si incontrassero domande e risposte, esigenze e soluzioni. Il presidente Bubbico accettò con entusiasmo questa impostazione , considerandola – parole sue- uno strumento essenziale di coinvolgimento delle comunità alle scelte e alla conoscenza del territorio. Lui, Bubbico, come presidente, aveva una visione alta della guida della Regione, non ristretta ad un ente da gestire ma allargata a guida della comunità regionale , punto di sintesi di energie politiche,sociali ed istituzionali ,tutte indirizzate alla crescita del territorio. Quando sento che un certo Calenda, ,fresco arrivato ai palazzi di viale verrastro, vuole cancellare tutta questa partecipazione istituzionale dal basso, facendo dell’agenzia Basilicatanet, la voce del padrone , mi cascano le braccia nella constatazione di quanto minuscola sia la visione di un attore della comunicazione istituzionale.. Questa impostazione offende tutti gli attori della vita istituzionale lucana,i Sindaci, i presidenti di Provincia, gli amministratori dei consorzi, dei Parchi, i Sindacati e i partiti, perché disarticola la comunicazione e le impedisce di giungere all’incrocio tra Governo e comunità. Ma trasformando l’Agenzia regionale in un house organ , in un bollettino aziendale, il risultato certo è che non lo leggerà più nessuno, perché la gente ha le scatole piene di gente che si auto incensa e che fa un comunicato all’ora per dire dove è andato, cosa ha mangiato, quante madonne ha seguito in processione, chi ha incontrato. Presidente, incontri i problemi , semplicemente aprendo le orecchie e facendo funzionare gli strumenti di partecipazione!. Mi auguro che il Consiglio regionale bocci senza se e senza me questa impostazione e dia una prima risposta a questa indecente visione del potere, così come è doveroso per i Sindaci, e tutti quelli che fruiscono di questo servizio alzare la voce per difendere uno strumento di partecipazione e di condivisione. Ma tu guarda un po’ ! Vengono da lontano per dirci che il buon giornalismo si fa con un chilo al giorno di piaggeria e di conformismo. Qui ci vorrebbe un De Luca- Crozza per commentare questo Rocco Casalino napoletano prestato, senza che ce ne fosse bisogno, alla Basilicata. Rocco Rosa