Capodanno Rai 2019/20: “Così è (se vi pare)…

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La scelta di Potenza per un secondo Capodanno Rai non è giustificabile da alcun punto di vista, dopo che , con Maratea, la politica di promozione territoriale aveva virato verso la valorizzazione dei territori interni, al di là dei due capoluoghi. La Rai non c’entra perchè il capodanno è una trasmissione sponsorizzata e sono i soldi a decidere dove e come farla. Così come non c’entra la politica perchè a Potenza si è già votato e a Matera si vota l’anno prossimo, la qual cosa avrebbe suggerito una scelta più conveniente verso i consensi da conquistare.  E’ solo che per non innescare polemiche tra i due territori contendenti ( melfese e metapontino) si è pensato di ripiegare sul Capoluogo, con una scelta che ai più è apparsa pilatesca. Se c’è stata Maratea, doveva poter esserci anche Venosa, che è una cittadina suscettibile di valorizzazione per la sua storia, per le presenze monumentali e per la sua cultura. Oppure Metaponto, per gli stessi motivi,che ne fanno una località presente nella memoria storica italiana. Uno sbaglio, ecco, mettiamola così. E non ne facciamo un dramma, perchè ci sono cose più importanti da fare per l’intera comunità regionale. R.R.

 

giuseppe mollica

Che l’attribuzione dell’evento di fine anno a Venosa dovesse venir meno, non vi erano dubbi. Da tempo vi erano segnali in tal senso. Vi era una proposta che riguardava Matera, poi se non ricordo male Maratea. Alla fine, la scelta, per la seconda volta consecutiva, è ricaduta sulla cittadina che pretende di rappresentare l’intera Regione. È un fatto molto grave, che mortifica, come sempre, l’area nord, il Vulture. Grave, non tanto per l’evento in sé, quanto per il fatto che si riconfermano le politiche accentratrici, che mortificano le altre aree regionali. Discorso che può essere esteso a tutti gli ambiti economico-culturali, in primis quello sanitario, con contrasti e depotenziamenti di strutture sanitarie all’avanguardia, vedi Irccs Crob. Tendenze che, non possono non allontanare ancora di piu’ la percezione, che è un dato di fatto, che la cittadina “capoluogo” col supporto dell’altra cittadina  Matera, fagocitino ogni attività ed iniziativa, marginalizzando le altre aree, per meri interessi politico-economici. È triste davvero, constatare il declino culturale, definamolo tale, di questa Regione. Assistere in silenzio, poiché, purtroppo, non esiste una società civile in Regione, a strappi di questo tipo, senza alcuna attenzione alle tradizioni storiche millenarie, che Venosa rappresenta. Così come, in silenzio, si assiste al declino di cui prima, che è culturale, e, come ricaduta, territoriale, nonostante la nostra, poiché nostra, sia una delle Regioni piu’ ricche di risorse del Paese. Risorse non utilizzate, o utilizzate male, con devastazioni ambientali, vedi Val d’Agri.

Da Venosa a Potenza, dalla storia alla mediazione politica (ben venga la mediazione, ma, vecchia storia, la politica non dovrebbe invadere ambiti  che non dovrebbero competerle) con la scelta, e per ben 2 volte, di una cittadina che non offre molto, sia dal punto di vista storico, sia da quello… non trovo il termine, poiché non vi è quasi nulla da dire.

Il tutto, suggellato da un accenno all’evento conseguito, dalla testata Rai di Potenza, poiché è azzardato definirla regionale,  in quella che è una vera e propria spartizione “delle questioni che attengono all’informazione”, tra Potenza e Matera, con qualche riferimento agli altri Comuni, alla stregua delle contrade del “capoluogo”.

“L’Italia cioè non sta vivendo altro che un processo di adattamento alla propria degradazione. […] Tutti si sono adattati o attraverso il non voler accorgersi di niente o attraverso la più inerte sdrammatizzazione”… Pasolini

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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