Il senatore Pepe se ne va, paese per paese, con una bella locandina che lo accompagna e che sotto il simbolo della Lega porta la scritta “seguitemi”, ad indicare che la lega in Basilicata è lui e soltanto lui. Una personalizzazione della campagna politica che ha tutto il sapore di una sfida interna ai Salviniani della prim’ora, a quelli ai quali non va bene alcuna contaminazione con il passato, perchè loro il passato l’hanno vissuto dall’altra parte della barricata, dove si prendevano le sberle . Entrambi gli schieramenti però si dicono i veri interpreti di Salvini segno o che il leader della lega parla con loro in stanze separate, o ognuno si arroga il diritto di sentirsi l’esegeta della predicazione salviniana, forse per affinità culturale e comportamentali. E’ una divisione, questa in Basilicata, non inventata dalla stampa, ma che corre all’interno come una faglia sismica , pronta a spaccare da un momento all’altro la superfice di compattezza che pure a livello mediatico si ostenta
. E’ che , comunque, le cose per la Lega vanno benissimo in Basilicata ed è arrivata a quotare il 21 per cento, da sola. Pur immaginando che di questo 21 per cento almeno il 5-6 per cento lo ha fregato a Forza Italia, è una forza che da sola porta già i due terzi del contributo ad una possibile vittoria, il che le dà diritto di dire comunque l’ultima parola su come e con quali criteri debbono farsi le liste. Il fatto che a Roma si sia già deciso a chi spetti il candidato Governatore è un punto di riferimento ma è pure una norma non scritta, nel senso che l’evoluzione della politica a Roma come a Potenza potrebbe far cambiare le decisioni e i programmi. Il segretario Cappiello non dà per scontata la scelta e pone condizioni per una coalizione che non sia una ammucchiata , col recupero di facce sbiadite e consunte, ma la espressione del nuovo capace di competere con i cinque stelle senza timore di essere additato come la continuazione del potere esistente. Da qui la continua smentita di accordi e strette di mano che il parlamentare di Tolve si preoccupa di stringere nel suo tour di ringraziamento del 4 marzo. C’è la possibilità che Salvini, per tenere unita la squadra, decida di farla andare da sola ,con un solo leader ed una sola lista, cui avrebbero diritto di collegarsi solo movimenti e liste civiche, lontano dalle sigle dei partiti tradizionali di centro destra. Si sono fatti avanti già alcuni esponenti del civismo , a cominciare dall’ex Assessore Ottati , dall’ex consigliere Mancusi che hanno già partecipato ad una riunione fatto pochi giorni fa. Cannizzaro non ci è andato. Forse un messaggio per dire che non è uno che va col cappello in mano a chiedere di salire sul carro del vincitore. In realtà, questa legge elettorale regionale, che sembrava fatta per cementare le coalizioni, lascia molti margini di manovra agli eletti delle liste minori, e tra una coalizione spuria, pronta a frantumarsi alla prima occasione, e una squadra compatta, come quella dei cinque stelle, c’è chi preferisce la seconda. ROCCO ROSA
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