Ormai non ci sorprende lo scadimento del dibattito politico intorno a questioni serie e meno serie che riguardano la vita regionale. Si va giù con l’accetta , con lo scopo di far male anche sul piano personale. Il consigliere Cariello aveva tutta la facoltà di chiedere al Presidente Bardi di applicare il principio della rotazione di dirigenti e funzionari in uffici delicati ma, per farlo, avrebbe dovuto ricordare al presidente che la rotazione , secondo la legge, avviene sulla base di criteri e di adempimenti, il primo dei quali è classificare gli uffici delicati e le funzioni delicate che in questi uffici si svolgono e poi stabilire il modus operandi. Questo, senza ledere la reputazione di ciascuno, essendo un criterio che vale per tutti. Invece il consigliere Cariello è andato dritto contro una persona, un funzionario che oltre ad essere professionalmente valido e dotato di una moralità esemplare, ha il solo torto di fare il consigliere comunale .L’aver preso come bersaglio questo funzionario è stato un atto di violenza che tocca il limite della diffamazione, perché tutto il comunicato da lui redatto si muove dando l’impressione che il predetto funzionario usi parzialità a fini politici. E questo, senza fatti e senza prove, diventa un chiaro tentativo di epurare quei funzionari che sono scomodi alla maggioranza. Replicando pan per focaccia si potrebbe anche dire che questo attacco personale è diretto ad avere via libera in un ufficio delicato, senza persone che potrebbero ostacolare eventuali interventi scorretti. Del pari scomposta però è stata la reazione del consigliere Cifarelli ,al quale l‘indignazione ha forzato la mano. Bastava far rilevare il subdolo tentativo di un consigliere di maggioranza di inserirsi negli affari amministrativi che si configura certamente come un abuso della funzione, soprattutto quando una richiesta di allontanamento di una persona non è giustificata né da atti, né da comportamenti, ma solo dal sospetto che uno che fa politica possa non agire in maniera corretta. Evidentemente il percorso politico di Cariello contempla questi comportamenti e questo modo di agire. E, infine, c’è da chiedersi se Cariello sappia quanti politici, consiglieri comunali, sindaci o esponenti di partito, di qualunque bandiera politica, lavorino in uffici pubblici , perchè, sapendolo, potrebbe allargare il discorso a tantissime persone che si trovErebbero, secondo l’interpretazione del consigliere, in oggettiva situazione di incompatibilità. Si abbassino i toni e soprattutto si usi il buon senso. rocco rosa
CARIELLO E LA DISCUTIBILE INCURSIONE NELL’AMMINISTRAZIONE REGIONALE
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