Ho conosciuto Carlo Lizzani a Potenza, nel maggio del 2002. Era ospite di Gaetano Martino che aveva allestito uno stand della Cineteca Lucana, da lui fondata e diretta, all’interno del Trend Expo – il salone dell’orientamento, formazione, lavoro e cultura –nella Piazza del Campus Universitario. Ricordo che Martino mi stava raccontando le difficoltà di riuscire a far confluire tutto il patrimonio del nitrato della Cineteca Nazionale nella Cineteca Lucana, quando arrivò lui, il maestro Lizzani, alto, nel suo trench grigio ghiaccio con il bavero alzato .Salutò con un abbraccio affettuoso Martino, poi passò a salutare gli altri presenti, me compreso.E iniziò a parlare, in una sorta di conferenza stampa assolutamente non indetta né prevista: parlava in realtà ad alta voce con Gaetano Martino, suo vecchio, buon amico, incurante della presenza di noialtri che stavamo lì ad ascoltarlo.
All’epoca la Regione e il Comune di Potenza stavanovolto il Centro Sperimentale e la Cineteca Nazionale, per acquisire tutto il nitrato, con il conseguente trasferimento da Roma in Basilicata anche di alcuni fondi che, stanziati ad hoc per la guardiania, venivano trasferiti senza vincoli per cui potevano essere utilizzati per lavoro giovanile e acquisto di attrezzature che consentissero il funzionamento della struttura. Il sindaco Potenza aveva delegato l’assessore all’urbanistica e al traffico Pontrandolfi a seguire tutto l’iter burocratico-amministrativo, e soprattutto a seguire la parte logistica, in quanto era previsto che un capannone nella zona di Tito sarebbe diventato la sede che avrebbe ospitato tutto il patrimonio di cinema muto.
Scelta che potrebbe sembrare strana: che c’entrano traffico e urbanistica con il cinema? Ebbene, Pontrandolfi fu scelto dal sindaco dell’epoca per i suoi trascorsi di studi comuni e amicizia consolidata con Mario Musumeci, funzionario della Cineteca Nazionale ancora in carica. Per parte sua Carlo Lizzani dell’Iiniziativa era il testimone e il garante, e di questa grande operazione – culturale prima ancora che finanziaria – parlava in quella occasione: ne era entusiasta e non mancava mai, di fronte alle mille difficoltà, di incoraggiare ad andare avanti, a proseguire. Si interessò lui personalmente di curare la parte dell’accordo tra i diversi soggetti interessati. L’operazione alla fine, a distanza di anni è andata in porto, sia pur con altre modalità, ma tra i soggetti che hanno dato il fondamentale input iniziale e principale c’è lui su tutti, Carlo Lizzani. Lizzani che era già stato un anno prima in Basilicata, sempre su invito di Gaetano Martino, a Lagopesole, in occasione della mostra “Quando la scienza diventa spettacolo”, dalla lanterna magica del ‘700 fino all’evoluzione delle macchine da ripresa e proiezione degli anni ’30,allestita su oltre 2.000 mq, e che durò oltre due mesi, organizzata dallo stesso Martino la cui moglie, Adele De Rosa, trasse e curò il volume omonimo. nella foto in alto a destra gaetano martino, fondatore della Cineteca lucana
