CARTOLINE DA MATERA

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di
Margherita Marzario

Giovanni Pascoli, in una lettera su Matera: da “povera città di trogloditi” a “quella che mi sorride di più”. Matera è stata ed è questo: la vita negli antri, gli antri in vita. Una città nata e rinata dal buio e dalla polvere della terra.
Matera, città che ha sublimato il passato. Una città attraverso il tempo, oltre il tempo, città del tempo e senza tempo, anzi è un tempio al tempo.
Matera, una città che, col suo esempio, incita ad ambire ogni meta e ad andare oltre ogni meta, perché città dell’arte dello scavare, dell’andare oltre la durezza rendendola preziosità.
Matera: città degnamente rappresentante l’umanità bisognosa d’amore, sognante l’amore, città da amare, in cui amare, che insegna il vero senso dell’amare.
Matera, terza città più antica del mondo (uno dei tanti falsi storici), costruita da tante mani e percorsa da tanti piedi: uomini e donne insieme, dalla disperazione all’aspirazione, dall’esasperazione all’ispirazione.
Matera: città dove non è mai troppo tardi per emozionarsi, soprattutto dal calar della sera. Infatti, Matera di notte è città sognante, sognata, sognatrice: Matera da sognare, sognare a Matera, dove si dimenticano tempo e spazio.
“Matera non è una location cinematografica. Matera ha un’anima che va al di là di lei, dei Sassi, della struttura stessa della città” (da un convegno). Matera, maestra di “futuro remoto”!
“I Sassi avevano l’anima. Lo so che è una cosa che non esiste, ma è così. Perché c’era una specie di magia. E c’era amore. Io sono nata povera. Abitavo nel luogo più bello del mondo, senza saperlo.
Perché sembrava, da laggiù, che non esistesse altra vita, all’infuori della nostra. Sembrava che fosse normale dividere l’ambiente con gli animali o con più persone, che fossero parenti, amici o fratelli. Ho visto gente morire di fame, ammalarsi per condizioni igieniche disastrose. Ho perso per sempre degli amici, come se fossero rimasti impigliati nelle grotte dopo un bombardamento, anche se laggiù non erano state lanciate le bombe. È che proprio si viveva così” (dall’epilogo del romanzo “Verrà il vento e ti parlerà di me” della lucana Francesca Barra). I Sassi di Matera sono la dimostrazione di come possano cambiare i sassi nella nostra vita sorprendendoci.
“La bellezza di un luogo sta nell’infinità di storie che, là dentro, potrebbero avvenire e coinvolgerci. In fondo l’evoluzione della vita si fonda sulle deviazioni: la natura stessa usa l’errore per generare la meravigliosa varietà dei viventi” (il geografo Franco Michieli). Così i Sassi di Matera, simbolo di vita e umanità! Roma, capitale eterna – Matera, capitale culturale: in comune non solo una sillaba ma millenni, storia, umanità, forme di schiavitù, pietre, massi, chiese, patrimonio dell’UNESCO, la forza di rialzarsi dopo ogni fine e l’emozione che suscitano negli occhi di chi si ferma, di chi si vuol fermare sfidando il tempo, nonostante l’implacabilità dei tempi! Sassi di Matera al tramonto: un evento culturale in un giardino pensile di un artista locale. Erbe aromatiche, essenze della mediterraneità, che diffondono la loro fragranza tutt’intorno, lumachine diffuse ovunque e lungo steli secchi facendoli sembrare pannocchie di granturco o fiori dall’infiorescenza a spiga, insetti di qua e di là, un gatto fulvo sul tetto, rondini e falchi grillai in volo, passerotti sui fili elettrici, immancabile frescura dal torrente Gravina, scia d’aereo, sagome di un ennesimo set cinematografico all’orizzonte sulla Murgia, sottofondo musicale di una violinista tedesca, voci profonde dei due lettori, racconti dei tempi che furono, capelli al vento, luci e colori che cambiano… La bellezza rude della natura, pullulare di fauna e flora locali che sembrano rappresentare la varietà umana dalla felinità (o ferinità) alla viscidità, come d’altronde Matera rappresenta tutte le fasi della storia umana.
Matera di sera, piazza centrale affollata da turisti, un artista di strada suona “Imagine” di John Lennon rendendo l’atmosfera ancora più immaginifica. Intanto passa una donna sulla sedia a rotelle spinta dalla sua fidata e affettuosa assistente col suo bagaglio di esperienze e problemi. Chissà cosa avranno immaginato entrambe per il loro presente! Matera, comunque, insegna che all’immaginazione si può consegnare anche l’inimmaginabile e, prima o poi, qualche bella immagine si materializza nella realtà.
“Spero che un giorno vi unirete a noi / Ed il mondo sarà un’unica entità” (verso finale di “Imagine”): come le qualità di Matera, dalla maternità alla musicalità! 

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Sull' Autore

Insegnante, giurista, con la passione della lettura, della scrittura, della fotografia e di ogni altra forma di arte e cultura. Autrice di tre libri per Aracne Editrice (Roma) – fra cui “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto” (2014) menzionato nel sito dell’Accademia della Crusca –, di oltre 150 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (testi giuridici, convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea) e di altri scritti, già operatrice socioculturale nel volontariato (da quello associativo a quello penitenziario). Nata a Salandra (MT), vive a Matera.

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