il voto sardo,con la straordinaria vittoria della Todde, ha confermato che il campo largo del Centrosinistra ha tutte le potenzialità per sfidare e vincere, se unito, il Centrodestra nelle altre regioni ,e che , gioco forza Pd e Cinquestelle debbono costruire le condizioni per una alleanza organica che rispetti le differenze e faccia sintesi delle stesse. Ci sono due regioni che sono prossime al voto. L’Abruzzo e la Basilicata. In Abruzzo il campo largo è già costituito ed è pronto a dare battaglia ad un Centrodestra che non ha brillato : in Basilicata il campo largo è pieno di fossi , di alberi caduti e di tanti ostacoli creati dalla profonda depressione ciclonica di un Pd caduto in pochi anni dal 60 per cento al 20 per cento dei consensi e che ha portato con sè stravolgimenti nel panorama politico regionale. Non è chi non veda la grande opportunità apertasi con le regionali, e cioè un Centrosinistra che sarebbe teoricamente in grado di vincere le tre sfide regionali che anticipano le elezioni europee, portando così un messaggio forte all’elettorato italiano circa la possibilità di invertire la tendenza ed erodere consensi importanti alla destra italiana. Un obiettivo politico che, giorno dopo giorno, si sta vestendo di una necessità civile e morale legata al piano inclinato che stanno prendendo i diritti civili di questo paese, dalle cui piazze salgono inquietanti dubbi sulla tenuta democratica del sistema politico-istituzionale italiano. Ma una delle conseguenze di quel ciclone autodistruttivo che ha avuto il suo occhio nel pd lucano, è che le macerie anziché unire le persone le hanno divise, ognuno addebitando le colpe ad altri e ognuno desideroso di rimettersi in piedi ergendosi sulla testa dell’altro. Così’ che sperare in un rinsavimento generale è come affidarsi ad un miracolo, sempre possibile ma improbabile come una vincita al lotto. Ne consegue che , siccome la questione di invertire il trend elettorale , si è posta sul tavolo nazionale come possibilità concreta, sarebbe necesssario ed opportuno avocare a livello centrale la risoluzione della questione inerente la candidatura a Governatore della Basilicata, scegliendo insieme la persona che può portare a sicura vittoria. Dalla sua il Pd può vantare un candidato forte che è in grado di apportare valore aggiunto alla coalizione, consentendole di andare sul sicuro. Una tesi contraria non può basarsi solo su un giudizio di opportunità di quella candidatura, ma deve anche farsi carico di dimostrare come si possa, con altra persona, arrivare allo stesso obiettivo. E proprio i cinque stelle, che in Sardegna non hanno certo brillato come risultato di lista, dovrebbero convenire che c’è bisogno comunque di un candidato in possesso di forte appeal personale, facendo prevalere l’interesse della coalizione rispetto alle preferenze di partito o di parte. C’è questo candidato? Se sì, si discuta su come tenere tutti dentro su quella candidatura. Se non c’è ci si arrenda all’idea che bisogna puntare su chi può vincere, mettendo tutti i paletti e cercando tutte le garanzie possibile affinchè porti avanti una gestione condivisa. Prendano Conte e la Schlein la responsabilità di convocare tutti i partners di centrosinistra, da Bonelli a Calenda a Renzi, a Fratoianni a Maraio e discutere fino a quando non si trova una intesa che si èlevi al di sopra delle questioni locali, dei veti, dei bisticci, delle prepotenze e che faccia capire alla base elettorale che ,per una coalizione che mira ad essere veramente alternativa alla destra, è arrivato il momento delle responsabilità, il momento dei fatti e della coerenza. Un atto di maturità politica che faccia capire che ci sono questioni che vanno al di sopra delle persone, degli interessi di parte e che riguardano l’interesse generale del Paese. Abbiamo sempre rivendicato l’autonomia decisionale dei livelli regionali, ma dobbiamno constatare a malincuore che non esistono ,oggi in Basilicata, le condizioni per decisioni all’insegna della responsabilità verso la comunità regionale che chiede e reclama una svolta. Rocco Rosa
CENTROSINISTRA: DALLA SARDEGNA L’INVITO ALL’UNITA’
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