
di Sergio Ragone
La notizia della morte del centrosinistra lucano era stata data prematuramente. La presentazione ufficiale delle liste e dei candidati per le prossime elezioni regionali ci mostra una squadra di donne e uomini provenienti dai diversi settori, e dai tanti campanili di questa regioni, tutti con legittime ambizioni ed aspirazioni, ognuno di loro con la voglia di dare servire il popolo lucano nella sua massima assise regionale. Senza scendere troppo nel dettaglio, ma fa piacere leggere i nomi ed i cognomi di attivisti della prima ora e di personalità espressione dei settori produttivi lucani, pronti a cimentarsi con la complessa pratica del governo della “cosa pubblica” e, prima di tutto, con la ricerca del consenso. Proprio quest’ultima è la sfida alla quale spesso molti si sottraggono, per paura di non essere poi così tanto convincenti, nonostante la loro popolarità su Facebook.Se da un lato il centrodestra a trazione leghista si conferma in ascesa, dall’altro lato il centrosinistra unito, non litigioso, e con candidati credibili, torna ad essere vivo ed in crescita. In mezzo c’è il Movimento 5 Stelle, in una netta crisi di consensi e senza la capacità di fare autocritica. Proprio sul M5S pesano le crisi interne, le divisioni malcelate, la mancanza di una leadership reale, la difficoltà di compattare il proprio elettorato non più su posizioni da partito di opposizioni ma su quelle più responsabili tipiche di un partito di maggioranza. In un solo anno la forza elettorale del partito di Casaleggio, Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico e co. si è praticamente dimezzata: lo dicono le due recenti elezioni regionali e lo potrebbero dire anche le prossime amministrative di maggio. Perché, per quanto possa sembrare assurdo, ma è nei territori che si prova la tenuta di una forza politica ed il suo radicamento. I grillini non sono certo una forza nuova, esprimono già da tempo parlamentari, consiglieri regionali e comunali, sindaci, dirigenti pubblici a più livello. In Basilicata si apre quindi una scena del tutto inedita ed impensabile fino a qualche settimana fa: il centrosinistra ritrova la sua unità, mettendo in campo liste forti, con un candidato presidente credibile e molto popolare, Carlo Trerotola; il centrodestra del Generale Bardi, gode di un momento molto positivo a livello nazionale, con la Lega e le altre formazioni che schierano amministratori, consiglieri regionali uscenti, qualche transfugo e nuovi volti che presto impareremo a conoscere. In mezzo la lista dei grillini, che fino a qualche settimana fa godeva di un larghissimo consenso ma che oggi, a vedere i sondaggi in tv e i risultati di Abruzzo e Sardegna, sembrano essere in grande difficoltà. La campagna elettorale è appena iniziata, sicuramente non mancheranno colpi bassi, polemiche, titoli di giornali e indiscrezioni notturne con tanto di racconto degli incontri privati che poi non lo sono mai. Oltre lo spettacolo c’è da capire quale idea della Basilicata hanno le donne e gli uomini che hanno deciso di metterci la faccia e di candidarsi a queste elezioni. Perché le foto sui social iniziano già a girare ma di programmi, visioni, progetti ed impegni non se ne vede ombra. E noi lucani abbiamo bisogno di capire in quale terra vivremo nei prossimi anni e non di quanti like ha preso la foto di quel tale, candidato in quella lista, che beveva il caffè nel bar del paese con gli amici di sempre, o del candidato di quell’altra lista che ha convinto l’anziana signora a votare per sé stesso e – forse- per la sua lista di riferimento. La Basilicata è ricca di risorse e potenzialità che necessitano solo di essere impiegate in maniera efficace, collegate tra di loro e con i mercati globali, valorizzate come meritano. Questa orgogliosa e volenterosa parte d’Italia è abitata da donne e uomini che cercano di ribaltare quella che rischia di essere non solo una narrazione, ma una sorte che può cambiare, che deve cambiare. Come già sta accadendo con Matera e quell’antica idea della geografia che ne determinava mortalmente il destino.