IL CENTROSINISTRA TORNI A GIOCARE PER LE REGIONALI

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Non vedo segnali seri da parte dei partiti del centrosinistra a interrogarsi profondamente su come dare una risposta politica ed istituzionale al profondo disagio espresso dal Sud. Vedo più una operazione alla giornata fatta intorno all’idea di posizionarsi su alleanze che potrebbero portare al salvataggio personale o di gruppo. E la stessa visione corta di alcuni esponenti del pd, di pensare che ,tolto di mezzo Renzi, la situazione si aggiustI da sola,atterrisce ogni persona di buon senso , manifestando il vero dramma di questa politica di oggi che è l’assenza di visione lunga. Si dovrebbe ragionare in un orizzonte prospettico almeno decennale, interrogandosi sulle vere questioni che stanno togliendo di mezzo la componente riformista del paese, non più capace di rappresentare quell’idea di inserimento e di uguaglianza tra tutti, nei lavoro, nei diritti, nelle possibilità, e, invece, si pensa a come stare in piedi o a chi appoggiarsi per superare l’emergenza. E anche la convocazione di assemblee di partito ( per quelle che possono oggi dire in termini di rappresentanza effettiva) rischiano di essere un rituale funereo se non si mettono al centro le questioni giuste: che sono due: a)  le nuove forme di partecipazione alla vita politica, come mezzo per conoscere o per riconoscere il paese b) la questione del lavoro, e dell’uguaglianza rispetto al lavoro, tra nord e Sud.

Sulla prima questione c’è il problema di regole di partito e di regole elettorali. Tutti vedono che la maggioranza dei partiti è diventata appannaggio di singole persone o del suo gruppo dirigente, perché le regole sono state calpestate  in nome di una errata rappresentanza del ruolo delle minoranze: puoi parlare ma se parli contro il capo sei fuori, non ti viene riconosciuto niente e probabilmente non sarai ricandidato. Un partito che rispetti le regole deve mediare , discutere, approfondire, trovare la sintesi di posizioni diversi e non limitarsi a far alzare le braccia ai fedelissimi per seppellire ogni voce contraria; b) sulla questione lavoro, un partito serio deve interrogarsi sul perché il Sud non riesca a decollare , avendo presente uno scenario in cui , a differenza del Nord, l’economia è direttamente di mano pubblica nel senso che è il pubblico che decide cosa fare, dove investire , quale settore sostenere e a chi dare i soldi. E se alla impostazione discrezionale non si sostituisce una organizzazione funzionale e meritocratica diretta a privilegiare gli investimenti che danno futuro e lavoro, come la bancabilità di tutte le operazioni economiche e la certificazione preventiva di virtuosità dell’investimento, la buona parte delle risorse si perde per strada, come un tubo bucato cui tutti mettono il secchio sotto , al punto che l’acqua non arriva al rubinetto di chi veramente aspetta l’acqua. Connesso a questi problemi è il rilancio di una Istituzione regionale nuova, che preveda a livello regionale quello che a Roma non si riesce ad avere: una legge elettorale che metta insieme il diritto dei cittadini di scegliere il proprio candidato e la rappresentanza territoriale come mezzo di partecipazione di realtà economiche omogenee.  E’ questo il primo vero banco di prova della capacità della componente riformista, azzoppata oltre misura, di riprendere il cammino e ,con esso, il senso della propria esistenza. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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