
GIOVANNI VACCARO
3-0 e tutti a casa, quando si perde nettamente come ha fatto il Potenza a Monopoli c’è poco da eccepire. Pur mantenendo la miglior difesa del torneo (5 gol in 12 partite, con media di 0.42 gol/partita), il Potenza si vede colpito laddove si sentiva più forte, si pensi che ci erano voluti 10 incontri per subire 2 gol, mentre il Monopoli è stato capace di colpire per ben 3 volte in soli 35 minuti. Se la difesa era sempre stata un vanto, è l’attacco il reparto che deve migliorare, i rossoblù resta a secco per la seconda partita consecutiva, nonché per la quarta volta in campionato. I gol fatti restano 14 (media 1.17 gol/partita) che fanno del Potenza il quattordicesimo attacco del girone in coabitazione con Picerno e Avellino, e meglio solo di Sicula Leonzio, Cavese, Bisceglie e Rende, tutte squadre in piena zona retrocessione. Complice il pareggio del Bari a Catania per 0-0, e l’1-1 della Ternana a Vibo Valentia il Potenza resta comunque al 2° posto in classifica con i suoi a 24 punti (media 2punti/partita), ma ora sente sul collo il fiato delle “fere” umbre a 23 e dell’accoppiata pugliese Bari-Monopoli a quota 22.
Da sottolineare la vittoria del Teramo contro la Casertana che permette agli abruzzesi di rilanciarsi al 7° posto in piena zona play-off dopo un inizio a dir poco horror. Anche il Picerno che batte 2-0 la Paganese torna a respirare dopo 8 partite in cui i 3 punti erano stati solo un miraggio. Gli uomini di Giacomarro ora si trovano a 13 punti (media 1.08 punti/partita) al limite della zona play-out dove c’è bagarre con Cavese (13) ed Avellino (14) per tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Nelle zone basse va segnalata la terza vittoria consecutiva del Rieti (11) che fino alla nona non aveva mai vinto, ed ora riesce a superare il Bisceglie, mentre sono sempre più distaccate Rende e Sicula Leonzio entrambe a quota 6 punti. Non navigano in acque tranquille nemmeno due nobili come Cantanzaro e Catania entrambe a 17 restano aggrappate alla coda del treno per i play-off, ma sono tallonate da Vibonese, Virtus Francavilla e Paganese tutte a quota 16 punti. Per i calabresi la vittoria latita da 4 turni, mentre per i siciliani da 3.
Dulcis in fundo la capolista: la Reggina, che domenica sarà ospite al Viviani.
Insieme alla Juventus in Serie A, gli amaranto sono imbattuti in stagione, e stando al momento di forma di entrambe le squadre, sembra che il loro record possa continuare ancora a lungo proiettando i bianconeri ancora una volta allo scudetto, e i reggini alla tanto agognata Serie B.
L’imbattibile Reggina ha conquistato 28 punti (media 2.33punti/partita) segnando 24 gol (media 2gol/partita) e subendone solo 8 (media 0.67 gol/partita) che ne fanno il miglior attacco e la seconda miglior difesa, oltre che capolista del Girone C. Con 4 vittorie consecutive, la Reggina è in uno stato di forma strabiliante che le ha permesso di conquistare 5 punti sul Potenza in soli 4 giorni. Nelle 12 gare giocate è andata sempre a segno, esprime il capocannoniere del campionato: Simone Corazza a quota 9 gol, e può vantare giocatori che hanno militato in Serie A come Reginaldo e Bellomo (entrambi già a 2 centri), ed uno su tutti German Gustavo Denis che nella massima serie ha gonfiato la rete 73 volte e vanta anche 5 presenze nella nazionale Argentina oltre ad aver siglato 2 doppiette nelle ultime 2 uscite con i calabresi.
Vendendo lo stato di forma delle due contendenti, l’evidente sbilancio dei budget e la caratura dei nomi che le due formazioni possono vantare, l’esito della sfida tra prima e seconda sembra già scritto a favore dei calabresi, eppure il Potenza può aggrapparsi ad una speranza tutt’altro che flebile: la Reggina che al Granillo ne ha vinte 6/6, in trasferta è stata fermata 4 volte su 6 sempre sul risultato di 1-1. A riuscire in questa impresa sono state Virtus Francavilla, Bari, Ternana e Paganese. Anche dal punto di vista realizzativo, lontano da casa la Reggina ha segnato soltanto 8 dei suoi 24 gol e ne ha subiti ben 6 sugli 8 totali.
Servirà il miglior Potenza ed un Viviani stracolmo per fermare la capolista, ma poi, come si dice in questi casi: “tentar non nuoce”.