
ANNA MARIA SCARNATO
Scrivere il proprio pensiero su come stai percependo le cose del mondo, di una realtà spinta ora su percorsi di sviluppo condiviso ora in direzioni pericolose per la pace tra gli uomini e gli stessi con l’ambiente, è un po’ come voler dare a te stesso e a chi incontri attraverso la lettura un senso ancora al valore di una discussione che sappia ragionare tra tanti profeti di parte che hanno occupato spazi fisici e multimediali; è cercare un lumicino di speranza tra tanta stanchezza e sofferenza sociale. Tra tante contraddizioni inconciliabili che non esprimono idee o principi precisi , spesso contraffatte a sostegno del proprio tornaconto, che disorientano e non creano soluzioni ai rilevanti problemi. dell’uomo. Discorrere è voler riaccendere un sogno flebile che riparte da una sconfitta, muovere uno stagno dove hanno permesso che affogassero le tue aspirazioni e riemergessero le inquietudini sociali, i disagi di una cittadinanza che non conta, quella considerata del “basso”, senza casa, senza voce, senza sostegni, quella che paga le tasse. Parlarne è la ricerca di una forza che ti renda vivo, un riemergere da una stasi, dall’indifferenza, per uscirne fuori. Se le “sabbie mobili” tendono a risucchiarti senza possibilità di risalita, sognare è ancora possibile, sperare in un salvamento che ora è solo nel coraggio di resistere in una condizione di sospensione che regge ancora la valigia, grande o piccola che sia, custode dei sogni personali, di categoria, di comunità. E intorno vedi altri sospesi a mezz’aria come te, giovani e vecchi, o sommersi da problemi che non vuoi si abbandonino alla rassegnazione di ciò che non va, dal lavoro, dall’assistenza sanitaria, alle case di cura che ardono, ai centri medici specializzati privati che spuntano sempre più nei territori e fanno capire verso quale modello di cura la Sanità sta andando: privare il cittadino degli ospedali pubblici e indirizzarlo a pagare cliniche e visite private. Tra lamenti e abbandoni intanto voci di chi ti governa che nega tutto, nega la storia e le viltà, umilia le vittime e i familiari, condanna a parole comportamenti fuorilegge e si preoccupa di difendere la presunzione del potere di non essere disturbato dall’informazione, nega matrici stragiste acclarate dalla magistratura attraverso portavoci di cariche istituzionali, per poi, come consuetudine, chiarire dando altra interpretazione. Ecco perché, cittadino che leggi, è necessario che anche tu resti informato e sveglio di fronte alle decisioni prese tout court, alle esternazioni che nascondono le verità, alle leggi approvate solo perché si ha una maggioranza che vota e che spesso non sono priorità ma scacciapensieri del popolo. Leggi e interpreta i tanti rumors e fatti un’idea, ma fattela. Percepisci voci che si sollevano dalle migliori condizioni di comando per proporre di non procedere sugli accertamenti di responsabilità di stragi che sarebbe meglio archiviare. Sei sospeso tu uomo o donna che mi leggi, oggi, e speri in una visione che non sia un miraggio, una realtà ideologica che si traduca in prassi politico-sociale sulla quale investire per salvare il mondo che risente dell’offesa e dell’indifferenza verso i bisogni. Tu cittadino come me, entrambi dubbiosi e scettici in tanta palude. Sì ne abbiamo vissute esperienze di tradimenti, di promesse. Quante visioni naufragate, quante discrepanze tra i bisogni veri , che non è certo il ponte di Messina, e le possibilità, quanta approssimazione, quante volte ci hanno promesso l’oceano, illudendoci, mentre eravamo imbarcati già su una scialuppa di salvataggio europeo, pagato caro! E tutt’ora udiamo promesse e rassicurazioni che cantano grandi risultati da bocche bugiarde alimentate da riserve mentali. E allora dirai anche tu BASTA a chi ha permesso la conversione della nostra moneta in euro per quanto sia difficile, per chi non sa di economia e finanza, comprendere le motivazioni alla base di questa decisione a livello europeo ma che difatti ha diminuito, pensando come donna di casa alle prese con la spesa, il potere d’acquisto. BASTA a chi applica una metodologia politica che è da manuale e adatta a lezioni teoriche delle più alte Università Europee, ma irrilevante nei risultati relativi ad vero cambiamento del Paese e che ancora ispira correnti all’interno del PD, con il rischio di frazionare l’esistente in lieve ripresa mentre rientrano i fuoriusciti di Articolo 1. BASTA a Renzi che fa scelte solo per contrapporsi ai “nemici” politici, suo bersaglio costante, il “sapore” abituale, il “condimento” delle sue esternazioni. Di Meloni, La Russa, Salvini, di chi si vuole parlare?….Ideali di speranza e ottimismo così gridati ad occhi in fuori attizzati da odio e rivincite….che promettono di portarci fuori dal pantano. Ma evidentemente continuano a vedere progressi con visori del Metaverso, immagini futuristiche che non sono reali ma virtuali, costruzioni idealistiche che per molti altri sono fosse scavate con un voto elettorale, più che di consenso, di protesta verso il passato e di apertura ad un cambiamento che invece ha aumentato il costo della vita e inquinato l’aria che si fa sempre più nebulosa e irrespirabile. “Mercanteggiando” e lesinando su questioni di vitale importanza come i diritti umani, restringendo la possibilità a gruppi privilegiati, perseguono non nuovi sogni per l’Italia quanto impenetrabili, oscuri disegni di potere sempre più autocratico. Essi, i nuovi governanti, procedono uniti, accorpati in “squadre” resuscitate da vecchi fantasmi. Ti accorgerai che è falso, che l’unità è la parvenza data ad una alleanza fatta di partiti che, dopo ogni provvedimento votato, ammainano lo stendardo dell’unione e issano il proprio per avanzare nei sondaggi. Mentre un alleato di governo si lascia andare a comunicazioni che esprimono dissenso per l’approvazione di punti sul tavolo, già arriva la smentita, la ritirata, la correzione delle parole e degli indirizzi. Pur nella nebbia mentale non è difficile però scorgere sulla scena donne in politica che hanno perso la dolcezza per la quale sono state create. “Diavole” al comando, senza generalizzare è ovvio, che in nome del denaro e della menzogna, hanno costruito i loro Paradisi fiscali. Tu, uomo comune, potrai a stento cavartela con i pochi spiccioli in tasca, sarai quasi tentato a riconoscere che l’illegalità, l’immunità è strada garantita se avessi scelto di stare dalla loro parte. Ma sei escluso e negato. Pagherai per quello che consumi… non ti spettano ne’ telefonia gratuita
ne’ auto o aerei personali. Per fortuna, direi. A te un pezzetto di spiaggia libera e un ombrellone portato da casa per prendere qualche ora di sole in riva al mare. Per te che paghi le tasse e sei onesto. Il Twiga è per pochi. Ed essi dormono tranquilli e ballano perché sanno che il governo non toccherà i patrimoni. Sono sacrosanti. Tu, sospeso e tentato, annichilito, portato a riflettere insieme, sebbene debole nelle forze, vagli e guardi, uomo, se questa specie “umana” potrà cambiare il tuo stato, lo Stato. Tu credevi in un cambiamento possibile mentre già intorno c’era sentore e lezzo riguardo ai vantaggi per i ricchi e gli evasori fiscali, di appoggio garantista a personaggi ideologicamente affini, di difficoltà a pronunciare l’assunto ”strage ad opera di fascisti”. La strategia stragista della tensione non era forse propedeutica all’avvento di un governo di destra che è arrivato? E ora osservi come il ministro Nordio, non riconoscendo altra priorità se non la riformulazione del reato di concorso esterno basandosi sull’ossimoro giuridico che se si concorre non si è esterni, se si è esterni non si concorre al reato, ha suscitato il dubbio di Don Ciotti, e non solo, di voler eliminare uno strumento utile alla magistratura per combattere la mafia. Uno strumento che ha permesso di far luce sull’operato di persone con potere politico ed economico, non risultanti affiliati direttamente alla mafia, ma fornitori di un contributo volontario al sodalizio criminale (Mannino, Dell’Utri, D’Alì, Cosentino). Ti potrà cogliere un lezzo insopportabile che ti nausea da ogni angolo di visione indifferentemente che arrivi da destra, da centro o da sinistra? Quelli che sono al governo da pìù di vent’anni ed esibiscono fascette stipendiali, piangendo fame senza sapere che cos’è, i nuovi salvatori della Patria, pronti a fare santo un ministro illustre, Sant..Anche, e a trascurare un povero che chiede un minimo reddito, o i centristi che si definiscono essenziali alla buona politica, scienziati, alleati coerenti, che si stanno associando non per appartenenza ideologica ma per condivisione di vedute tematiche… Il che vuol dire non garantire una solida unione quanto una sicura ulteriore scissione. Tutto sembra accomunarli perché si è stanchi e le sintesi spesso fanno generalizzare. Ma oggi non serve una valutazione dei vari ARPAB, ARPAP, ARPAC etc per valutare l’impatto “ambientale” sull’uomo. L’aria è infetta e le cause non più segretate. Dalla palude in cui ci vogliono mantenere, tentiamo di risalire a riprenderci un sogno personale, un’idea di futuro da costruire con le persone giuste (ma quali?) evitando di rimanere abbagliati da falsi venditori. La nostra inerzia è la loro vittoria, la nostra indifferenza e la mancanza di informazioni segna già una sconfitta. Non piangiamoci addosso poiché il nostro bisogno sarà il tema da strumentalizzare per i governanti che si vorranno far rieleggere. E ricordiamo che anche in uno stagno c’è la vita. Io i girini li ho visti cambiare condizione mentre cercano una via d’uscita dall’acqua morta e che timidamente affrontano il mondo fuori, lasciandosi alle spalle la vita in un contesto di “predatori”.