L’edizione 2016 di Automechanika, la fiera internazionale delle attrezzature per autofficina, della componentistica ed accessori per auto, che precede a Francoforte l’apertura al pubblico del grande Salone dell’automobile,per una edizione che festeggia il nuovo interesse mondiale per le automobili, vedrà la partecipazione di sei aziende lucane specializzate nella componentistica, la Biparts, la Brecav, la Daken ,la Takler, la Cmd, e la Mek. Non è una notizia di poco conto, ma è di quelle che segnano il passaggio da un modo di fare impresa ad un altro. Sì ,perchè alcune queste industrie sono nate e cresciute intorno all’albero Fiat, come tante ramificazioni che trovano linfa nelle radici della pianta. E’ una gemmazione indotta ma che sottolinea ed esalta il ruolo che Marchionne ha voluto dare allo stabilimento di melfi, punta di diamante nella realizzazione di alcune auto di grande mercato.L’iniziativa di accompagnare queste aziende alla grande vetrina mondiale è della Camera di Commercio e della Regione Basilicata che a maggio avevano emanato un bando per la partecipazione a quello che unanimamente è definito come l’incontro internazionale più importante del settore automotive in Europa, in cui si presentano componenti, sistemi e accessori, elettronica, manutenzione e supplementi, oltre alle ultime novità tecnologiche e per la cura dell’ambiente. E questo in un momento storico nel quale le vendite di auto in tutto il mondo hanno ripreso a salire, essere presente lì dove
si portano le migliori invenzioni e le migliori innovazioni significa possibilità di nuovi contratti. Questo per dire che una grande industria , quando vuole pensare anche al territorio, sa farlo, incoraggiando e facendo crescere tutte quelle piccole aziende dell’indotto , fino a farle stare in piedi da sole e capaci quindi di produrre altro reddito. Ben altra storia , con buona pace dei sindacati e degli anti Marchionne, rispetto a quella dell’Eni e della Total che hanno preferito le relazioni corte di rapporti privilegiati con le istituzioni e non con il territorio. Sia di monito e di esempio per una politica industriale che in basilicata deve cambiare rotta di 180 gradi rispetto al passato. Rimanendo a Francoforte, molte delle novità riguardano proprio l’Italia che sfodera la Ferrari 488 Spider, la nuova Giulia Alfa Romeo, destinata nei programmi ella FCA a conquistare il mercato americano ,insieme a ben altri modelli del Biscione, per una spesa di 5 miliardi di euro. Tanto di cappello a Marchionne. ROCCO ROSA
