CONSUMO E DISPERSIONE D’ACQUA IN ITALIA E IN BASILICATA

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REPORT  (21 MARZO 2021-LEGAMBIENTE) SINTESI

Analizzando i dati sull’utilizzo e il consumo di acqua nelle principali città italiane, aggregate per questa analisi in tre macrocategorie  (Nord, Centro, Sud e Isole), è possibile scattare una prima fotografia sull’utilizzo e sulla dispersione d’acqua in Italia.

Per ogni macrocategoria è stato calcolato il valore medio di ciascun parametro indagato per ogni città capoluogo di provincia di cui si avevano dati disponibili, a partire da quelli raccolti dal dossier Ecosistema Urbano 2020, relativi all’anno 2019; questo ha permesso di restituire un valore medio di “utilizzo” e di “consumo” espressi in milioni di metri cubi per ogni macro- categoria. Per ogni città si è fatto riferimento, come indicatore, agli “abitanti serviti dal servizio”, poiché le aziende che distribuiscono l’acqua pubblica e potabile per le città alcuni comuni limitrofi e, di conseguenza, il dato sui consumi e sugli utilizzi è più rappresentativo quindi del dato meramente comunale.

Prelevata      Immessa    Erogata

 

nord

centro

sud

 

Come si evince dalla figura 3.1, nei capoluoghi del nord e nel sud mediamente sono prelevati i volumi maggiori di acqua ad uso potabile (circa 25 milioni di metri cubi), mentre nelle città del centro la quantità prelevata è circa la metà (mediamente sui 12 milioni di metri cubi). Utile specificare come per acqua prelevata si in tende la quantità di acqua captata o derivata ad uso potabile da diversi corpi idrici (acque sotterranee, corsi d’acqua, laghi, bacini artificiali, acque marine e salmastre) attraverso delle specifiche opere di presa; per acqua immessa si fa riferimento alla quantità la quantità di acqua immessa nelle reti di distribuzione comunali, che corrisponde all’acqua di uso potabile addotta da acquedotti o proveniente da apporti diretti da opere di captazione; mentre per acqua erogata si intende la quantità di risorsa idrica ad uso potabile effettivamente erogata per usi autorizzati, arrivata all’utente finale.

2019 Media dei Milioni di metri cubi di Acqua utilizzata
Consumi Domestici Consumi Civili Consumi Produttivi Usi Gratuiti
Capoluoghi del NORD 11.546.721 1.970.865 1.689.621 529.255
Capoluoghi del CENTRO 14.642.624 5.673.397 1.227.282 1.077.043
Capoluoghi del SUD e ISOLE 7.568.901 2.030.044 620.907 357.447

Tabella 3.2 Utilizzi medi dei capoluoghi di provincia aggregati per Nord, Centro, Sud e Isole, in milioni di mc.

Rispetto alle città capoluogo del Nord (campione di 48 città), quella con i valori maggiori di prelievo risulta essere Milano, con numeri elevatissimi tra prelievo e immesso in rete, pari a circa 211 milioni di mc di acqua per entrambe le voci, che diventano circa 182 milioni di mc rispetto all’acqua erogata. Andando invece a vedere quale città ha i prelievi più bassi, troviamo Sondrio con 3 milioni di mc di acqua prelevata, 2,3 milioni di mc di acqua immessa e circa 2 milioni di mc di acqua erogata.

Se analizziamo quello che succede nelle città del Centro, dove il campione riguarda 21 città capoluogo di provincia, abbiamo dei dati che confermano un andamento generale medio per le città capoluogo di provincia così che, che rispecchia quello che accade anche nel NORD e nel SUD e ISOLE, con una quantità maggiore di acqua prelevata che diminuisce rispetto a quella immessa ed erogata nei diversi passaggi di rete.

Purtroppo, rispetto ai dati delle regioni del Centro abbiamo dei gap sui dati delle città di Firenze, Pistoia, Prato e Viterbo. Inoltre, la città di Roma è stata tolta dal confronto aggregato, poiché i valori del prelievo di acqua della Capitale non sono in nostro possesso. I dati sull’acqua immessa ed erogata di cui disponiamo per Roma, rispettivamente di 433 milioni di mc, e di 274,3 milioni di mc ci hanno portato a toglierla dal confronto regionale, poiché raccontano come la capitale sia una dei maggiori consuma aggregatori d’acqua della regione Lazio, probabilmente considerando le dimensioni, i servizi e le attività che vi sono, rispetto alle altre città del centro.

Andando a vedere come si comporta il campione delle città del sud e delle isole, pari ad un’aggregazione di 28 città capoluogo di provincia, ci accorgiamo subito di una grossa discrepanza tra i metri cubi di acqua immessa rispetto a quella erogata, probabilmente dovuta alle perdite di rete, come vedremo più avanti. 

Nel campione delle 28 città del sud non abbiamo, per il 2019, i dati relativi all’acqua prelevata delle province della Sardegna e non abbia mo i dati della provincia di Avellino. Al netto di queste mancanze, la città che nel Sud e Isole in assoluto ha un prelievo maggiore di mc di acqua è la città di Napoli con i suoi 156,5 milioni di mc, i circa 121 milioni di mc immessi ed i 78,8 circa milioni di mc erogati. La città invece che in assoluto preleva, immette ed eroga meno quantità d’acqua è la città di Enna con i suoi rispettivamente di 2,3 2,3 e 1,5 milioni di mc. 

Si apprezzano delle importanti differenze quindi tra l’acqua immessa e quella effettiva- mente erogata, evidenziando dei problemi nelle reti che trasportano l’acqua molto più accentuati per il Sud e Isole rispetto al resto d’Italia. Infatti, ci sono dei gap sostanziali (tabella 3.1), che richiamano a una manutenzione più attenta e assidua e della necessità di interventi costanti per evitare enormi sprechi di un bene sempre più prezioso, di cui l’Italia è ricca, ma che comunque non può e non deve essere dispersa inutilmente.

       

 Differenza percentuale tra l’acqua immessa ed erogata media delle città capoluogo di provincia aggregate per Nord, Centro e Sud e Isole.

Un altro aspetto interessante ed importante da analizzare è come sono ripartiti i consumi in funzione degli utilizzi (tabella 3.2).

In tutte le macrocategorie i consumi maggiori sono relativi agli usi domestici, quello giornaliero di acqua che viene svolto nelle nostre case, seguito dai consumi per uso civile, relativi dunque ai luoghi pubblici (scuole, municipi, …), a seguire quelli produttivi (utilizzi in agricoltura, zootecnia e industria) e infine gli usi gratuiti, cioè gli usi che riguardano le fontane pubbliche, le fontanelle per bere, l’acqua utilizzata per l’innaffiamento di parchi e giardini, gli usi per l’antinCendio, pulizia delle strade.

2019 Media dei Milioni di metri cubi di Acqua utilizzata
Consumi Domestici Consumi Civili Consumi Produttivi Usi Gratuiti
Capoluoghi del NORD 11.546.721 1.970.865 1.689.621 529.255
Capoluoghi del CENTRO 14.642.624 5.673.397 1.227.282 1.077.043
Capoluoghi del SUD e ISOLE 7.568.901 2.030.044 620.907 357.447

Tabella 3.2 Utilizzi medi dei capoluoghi di provincia aggregati per Nord, Centro, Sud e Isole, in milioni di mc.

I capoluoghi di provincia delle regioni del centro sono quelle che maggiormente consumano acqua potabile per gli usi domestici, così come per i consumi civili e per gli usi gratuiti. Nei consumi produttivi, il grafico ricalca lo stereotipo del nord più produttivo, con consumi di acqua potabile per agricoltura e industria maggiori, seguito dal centro e dal sud con valori de- crescenti lungo lo stivale.

Tra le città sul podio delle idrovore, cioè quelle che hanno i consumi domestici maggiori, troviamo al primo posto dei capoluoghi del nord Milano con oltre 136 milioni di mc, al centro Roma con circa 196 milioni di mc e per le città del sud troviamo Napoli con circa 51 milioni di mc. Guardando a quelle che consumano meno ci sono al nord Sondrio con 1,3 milioni di mc, al centro Frosinone con 1,6 milioni di mc e al sud Enna con poco meno di 1 milione di mc consumati. 

Per le città idrovore rispetto ai consumi civili di acqua potabile, abbiamo: al nord sempre Milano con circa 14 milioni di mc, al centro Roma con circa 94 milioni di mc e al sud Napoli con 28,5 milioni di mc. Quelle che consumano meno sono tra i capoluoghi del nord Biella con circa 14.000 mc, al centro Frosinone con cir- ca 532.000 mc e al sud ancora Enna con circa 226.000 mc consumati. 

Per concludere il podio delle idrovore, ve diamo quali sono, rispetto ai consumi produttiVi (agricoltura e industria), le città del nord, del centro e del sud, rispettivamente Venezia (circa 21,4 milioni di mc), Firenze (circa 5,2 milioni di mc) e Palermo (circa 4,4 milioni di mc). Quelle che invece utilizzano meno acqua potabile per i consumi produttivi sono al nord Treviso con circa 3.000 mc, al centro Roma con circa 42.000 mc e al sud e isole ancora una volta Enna con 2.575 mc. 

Rispetto agli usi gratuiti il campione preso in considerazione presenta una serie di dati a nostra disposizione molto frastagliata, per il quale quindi il dato medio ci aiuta ad avere un’idea di quanto possano essere ed incidere tali consumi nel bilancio delle città capoluogo in Italia. In assoluto la città che più consuma acqua per utilizzi gratuiti tra i capoluoghi italiani è Torino con circa 11,5 milioni di mc, mentre quella con gli utilizzi più bassi risulta essere Reggio Emilia con 1300 mc.

                             

Regione*

media dei valori dei comuni capoluogo di provincia

Abitanti Serviti Consumi domestici pro-capite medi (l/ab/gg nel 2019)
Abruzzo 309.709 175
Basilicata 126.862 139
Calabria 444.694 175
Campania 1.496.343 147
Emilia-Romagna 1.686.786
Friuli-Venezia Giulia 508.217 159
                                             LAZIO                                         3.479.854                                       133
Liguria 972.870 144
Lombardia 2.312.080 189
Marche 284.582 136
Molise 49.049*** 139
Piemonte 1.295.151 157
Puglia 850.848 129
PV Bolzano* 107.000 138
PV Trento* 118.815 148
Sardegna 349.425 136
Sicilia 1.776.653 125
Toscana 1.295.900 130
Umbria 281.456 126
Valle d’Aosta* 34.057 157
Veneto 1.605.421 148
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati Ecosistema Urbano 2020.

 

                                                                                                                                        

Tabella 3.3 Consumi pro-capite medi rispetto alle città capoluogo di provincia delle diverse regioni italiane.

                                                                                                                                                                                                                            

 

La regione con il consumo pro-capite di acqua potabile maggiore, pari a 189 l/ab/giorno è la Lombardia, seguita da regioni anche più piccole di essa, che hanno un consumo pro-capi- te compreso tra 189 l/ab/gg e 150 l/ab/gg che sono: Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia-Giulia, Piemonte e Valle d’Aosta. Nessuna regione si attesta sotto i 100 l/ab/gg, ma tra quelle che maggiormente contengono i consumi domestici pro-capite sono da annoverare Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria con consumi pro-capite medi per le città capoluogo <= a 130 l/ab/giorno.  La tabella 3.4 e la figura 3.3 riportano i conSumi medi delle città capoluogo di provincia e si possono notare delle importanti differenze. Per tutte le regioni i consumi domestici sono quelli che consumano la maggior parte dei metri cubi, seguiti da quelli civili (non domestici). La regione che spicca per i valori di consumo maggiori in assoluto, considerando la media dei consumi dei capoluoghi di provincia, è il Lazio con oltre 51 milioni di metri cubi medi utilizzati nel 2019, seguito dalla Campania (circa 16 milioni di mc), dalla Liguria (circa 12 milioni di mc), dalla Lombardia (circa 17 milioni di mc), dal Piemonte (circa 11 milioni di mc) e dal Veneto (13 milioni di mc). Il resto delle regioni italiane ha consumi domestici inferiori a 10 milioni di metri cubi nel 2019.

Anche per i consumi civili (non domestici), guida la classifica la regione Lazio con 32 milioni di mc, seguito dalla Campania con 8,7 milioni di mc e dalla città di Trento con 3,7 milioni di mc. Il resto delle regioni italiane hanno consumi civili inferiori a 3 milioni di mc nel 2019 (dati Eco- sistema Urbano 2020).

 

da Investinbasilicata

 

       

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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