CORBYN HA RAGIONE SULLA BREXIT

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Marco Di Geronimo

Jeremy Corbyn è il Segretario del Partito socialista più in forma d’Europa. Ha raccolto un progetto politico sull’orlo del fallimento e gli ha ridato linfa vitale. Di fronte a una patata bollente come la Brexit, ha retto l’urto e ha permesso al Labour di incarnare un’alternativa credibile. Nonostante questo, è sotto continuo attacco.

L’ala blairiana del Partito laburista inglese non ha mai digerito l’ascesa di Jez al vertice rosso. Ma la straordinaria affermazione del Labour alle scorse legislative ha tarpato le ali al correntone liberal. Il Segretario è riuscito infatti a ribaltare completamente i sondaggi della vigilia. Il 18 aprile 2017 i conservatori avevano il 48% dei consensi: il doppio dei laburisti. L’8 giugno dalle urne sono usciti fuori col 42%: solo il 2% in più dei rivali di centrosinistra.

Nell’ultimo mese di campagna elettorale il Partito laburista ha recuperato il 10% dei consensi. In larga parte riassorbiti dai Lib-Dem, il terzo partito inglese che da sempre si candida a impersonare l’alternativa al bipartitismo muscolare (direbbe Casini da noi). Da sempre con scarso successo.

Come osserva giustamente Domenico Cerabona, curatore de La rivoluzione gentile (raccolta di discorsi di Corbyn, edita da Castelvecchi), la stragrande maggioranza dei collegi uninominali britannici ha votato a favore del Leave. Trasformare il Labour nel partito del Remain l’avrebbe costretto a subire «la fine dei Lib-Dem». I quali «sono stati spazzati via dal Parlamento e dal dibattito pubblico».

Continua però l’ostinazione degli oppositori di Corbyn. Tra questi, l’ultima arrivata è J. K. Rowling. Proprio così: l’autrice dei romanzi di Harry Potter, da anni sostenitrice del Partito laburista e donna più ricca d’Inghilterra. La signora, che ha finanziato a vario titolo le campagne per trattenere la Scozia nel Regno Unito e la Gran Bretagna nell’Unione europea (oltre che lo stesso Partito laburista), si scaglia adesso contro il leader del centrosinistra britannico.

Risparmiamoci l’esegesi dei tweet della Rowling. Limitiamoci a dire che i punti su cui fa leva sono gli stessi che danno mal di stomaco alla corrente di Tony Blair. E cioè: la dichiarazione di Corbyn sulla Brexit, e le accuse di antisemitismo. Su queste ultime, chi scrive non ha intenzione di spendere nemmeno una parola. Sono mesi che si inseguono queste assurde voci diffamatorie sul Segretario laburista, e non c’è mai stata azione politica del Partito che lasciasse trapelare sostegno a tali tesi.

Concentriamoci sulla Brexit. Cos’ha detto Corbyn? Ha svelato il segreto di Pulcinella: con i laburisti al Governo, la Brexit si consumerebbe comunque. Con una significativa differenza. Un numero 10 rosso di Downing Street sfrutterebbe i negoziati per costruire un accordo a favore dei lavoratori. È questa la politica che Corbyn ha sempre seguito negli ultimi mesi: lasciate condurre i negoziati ai laburisti, e avremo un trattato d’uscita decisamente migliore di quello dei Tories.

La barzelletta in cui si sta tragicamente trasformando la trattativa tra Londra e Bruxelles infatti dà pieno sostegno alle parole del leader laburista. E se parte del suo Partito non lo spalleggia, le opzioni sono due. O la corrente dissenziente, cosa che chiaramente non può essere, è composta da individui privi della facoltà di intendere e di volere. Oppure – e qui sta la verità – è animata da persone che la pensano diversamente.

Diversamente in che senso? Nel senso che la corrente blairiana è quello che è sempre stata: una corrente liberista, religiosa, che antepone il libero mercato ai diritti dei lavoratori. E che non si capisce cosa ci faccia in un partito di centrosinistra. In Inghilterra come altrove.

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E; collaboro pure con Leukòs (https://leukos.home.blog/). In passato ho scritto anche per ItalianWheels e per Onda Lucana.

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