e adeguatamente circostanziato, riferito anche ai potenziali sbocchi occupazionali che giustificano l’attivazione del nuovo Corso”. In sede di visita è stata “confermata la disponibilità di strutture assistenziali accessibili entro il primo triennio, che appaiono coerenti per tipologia, volume di attività e dimensioni alle esigenze del progetto formativo. Iniziative per ulteriori accordi di programma/protocolli di intesa sono già in essere anche con riferimento al coinvolgimento della Medicina Generale e di altre strutture oltre all’Azienda Ospedaliera San Carlo e il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB)”. “Con l’accreditamento dell’Anvur – sottolinea il presidente della Regione, Vito Bardi – il corso di laurea in Medicina e Chirurgia è ormai una realtà. Anche ANVUR riconosce il ruolo cruciale della Regione e conferma l’impegno di questa amministrazione per il raggiungimento di questo importante traguardo. Si tratta di un segnale storico, sia per la Basilicata sia perché arriva dopo la pandemia. Una bella notizia per tutti i lucani”
SODDISFAZIONE ESPRESSA ANCHE DAL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE, MARIO POLESE, PER IL QUALE “ l’istituzione di questo percorso accademico e professionale, va a colmare un deficit storico, essendo la nostra regione l’unica sprovvista di tale corso di studi, arricchirà e qualificherà il sistema sanitario lucano che ha tutte le carte in regola per diventare sempre più forte”. “Quello che ci auguriamo-dice Polese – è che al netto dei naturali proclami di gioia, non vengano sottovalutate le complessità di tutta la questione considerato che i primi laureati arriveranno tra sei anni, e nel frattempo non va ridotta l’offerta formativa che anche faticosamente è stata portata avanti negli scorsi decenni. Senza contare che va ben ragionato tutto l’aspetto dei finanziamenti regionali per arricchire il futuro ma senza depotenziare l’esistente che invece deve essere puntellato. Altro aspetto importante è quello di chiarire tutti gli aspetti relativi alle carriere mediche e dirigenziali che necessariamente devono tener conto dell’equilibrio esistente senza penalizzare chi già si è speso per la sanità lucana”.