COSA RESTERA’ DI MATERA 2019?

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Matera 2019 non può finire dopo il duemiladiciannove anche se ci si sta mettendo d’impegno perché accada proprio questo. Non sarà mai la Firenze del sud, si capisce, né mai potrà togliere a Roma il primato di città più visitata al mondo, è vero ma Airbnb, il più famoso portale online di prenotazione camere vacanza, ha reso noto le destinazioni più richieste dai turisti italiani durante le festività di Pasqua e al primo posto pare proprio che la destinazione scelta dai turisti mordi e fuggi del weekend pasquale sia proprio Matera.

Probabilmente ci sarà il triplo degli arrivi rispetto all’anno precedente, fermo restando i giorni di permanenza che non saranno maggiori di due. Il 54% sarà turismo domestico e la restante quota sarà per turisti stranieri con prevalenza orientale. Nulla di diverso da quando Matera è diventata Patrimonio Mondiale dell’Unesco prima del 2014, data della candidatura a Capitale Europea della Cultura, tranne che per il numero sempre più crescente di arrivi. Quest’anno si aspettano, infatti, circa 100.000 persone. Un numero incredibile di presenze, a maggior ragione se s’immagina che il tutto dovrà essere concentrato in pochissimo spazio, in sole 24 ore. Spazio ricavato tra palazzi e vie impercorribili dove si riverserà questo mare di persone, in coda, in attesa di degustare un gelato o un pezzo di focaccia tipica Materana prima di ritrovarsi stipati in stanze e stanzettine varie, ricavate in location a volte confortevoli a volte davvero improvvisate. Sempre che non piova, altrimenti, la congestione del traffico, renderà ancora più improbabile la visita alla città più bella del mondo.

Alzi la mano chi in città non ha almeno una stanza, una casa vacanza o un B&B da fittare agli ospiti. In città si possono ammirare alloggi, focaccerie, panifici, ristoranti, bistrot, bar. Tutto quello che un turista, mordi e fuggi, chiede. Qualche mostra d’arte, quella di Salvador Dalì, per esempio, qualche estemporanea di pittura, di fotografia, forse qualche concerto – per lo più affidato alla creatività e alla generosità di qualche associazione locale – ma niente di più. Però resta il grande e spettacolare fascino dei Sassi da vivere passeggiando tra gli antichi rioni, alla ricerca di un luogo inedito da fotografare, per conservare il ricordo indelebile di un’esperienza davvero unica tra la storia e la contemporaneità dei restauri.

Con l’arteria stradale Bari Altamura, appena inaugurata, è ancora più semplice raggiungere la città capitale Europee della Cultura, specie per chi davvero intende farlo per poche ore come avviene oramai in quasi tutti i giorni dell’anno. Ci siamo assuefatti alla presenza di abitanti culturali temporanei, tanto temporanei che nessuno di loro conoscerà mai la bellezza delle aree interne della regione sempre più difficili da raggiungere a causa di collegamenti viari da terzo mondo, dove non esistono infrastrutture ferroviarie mentre i viaggi su gomma sono pressoché inesistenti. Sì da Bari è sempre più facile arrivare a Matera, in verità, grazie all’intelligenza e alla nota perspicacia dei pugliesi che non si sono fatti sfuggire l’occasione di trasformare un evento unico come quello capitato alla vicina Basilicata, in un motivo di business per loro. Se i baresi avessero potuto cambiare nome alla provincia aggiungendo la parola Matera, lo avrebbero fatto eeccome. Viceversa, in Lucania, si soffre ancora del solito vecchio problema delle strade di collegamento da e per Matera e verso il resto del paese. Strade di collegamento che, sul versante interno della regione, restano sempre e comunque impercorribili. In alcuni tratti, oltre all’asfalto, manca addirittura la segnaletica stradale idonea a indicare la direzione da e verso la Capitale Europea della Cultura dando per scontato il fatto che, un turista, neanche casualmente potrebbe capitare in quei posti. Una mancanza di visione ampia che, viceversa, avrebbe dovuto consigliare interventi urgenti e straordinari in quella direzione privilegiando collegamenti in sicurezza per tutta l’intera regione . Una miopia da parte di alcuni decisori che hanno sacrificato interessi di lungo periodo preferendo implementare occasioni di breve periodo, mordi e fuggi. Un rischio che potrebbe trasformare quella che sembrava essere un’opportunità per tutta la regione e addirittura come diceva il primo ministro Giuseppe Conte all’inaugurazione, per buona parte del sud dell’Italia, nella solita occasione persa. Persa non per tutti, ovviamente. Che Matera 2019 si fosse trasformata in un “finanzificio” per pochi, non era sfuggito ad alcuni osservatori e sopratutto ad alcuni autorevoli accademici. Accademici che hanno coniato termini come: “eventifici”, “finanzifici”, ecc. Ma la prospettiva che resti solo questo dopo il 2019, dopo tanti soldi investiti, è davvero deprimente. Chi sa se nella mente del Generale Bardi, oltre alla giunta e ai buoni propositi rivoluzionari su meritocrazia e trasparenza che ci vedono entusiasti e bendisposti nei suoi confronti, ci sia anche uno schema per recuperare terreno su questo fronte. Di certo il neo Presidente qualcosa dovrà fare giacché, da governatore regionale, avrà quantomeno il compito di chiudere l’anno da Città/Regione Capitale Europea della Cultura 2019 approvando – o bocciando – il bilancio delle attività svolte .

Giuseppe Digilio

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