Costituzione e salute: art.32, la sofferenza psichica al tempo del Covid-19

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di Teri Volini

 

La Corte costituzionale sottolinea che la salute non dev’essere intesa come semplice assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico e psichicO

Nel tempo del Covid-19,  la situazione riguardo alla salute rischia di diventare  molto  problematica, per l’aumento esponenziale della sofferenza psichica, con manifestazioni di grande disagio: dalle  ansie quotidiane,  agli attacchi di panico,  all’ aumento delle  fobie, alla depressione a vari livelli, fino al togliersi la vita. Come testimoniano gli esperti del settore (medici psicologi e psichiatri),  lo stress depressivo è uno dei fattori più incisivi dell’immuno-depressione;  molti i suicidi  per le conseguenze economiche negative del lockdown, e in alcuni casi,  assurdamente,  “per paura di morire di Covid”.
Diventa  prioritario, per tutelare la salute,  curare  l’aspetto psichico della popolazione; è in gioco la salute mentale degli individui di ogni età, ed in particolare delle fasce sociali più fragili da questo punto di vista, i più giovani e gli anziani, ed ogni categoria alle prese con problematiche diverse, ciascuna egualmente impegnativa: non dimentichiamo poi le donne e la violenza domestica, che in  questi tempi ha assunto una dimensione sommersa ma non meno gravosa.

Perizia,  saggezza ed etica professionale  cercansi 

Le persone, specie le più fragili, non hanno bisogno della paura –  non si parla di quella utile a sfuggire i pericoli, ma di quella forzata, o ancor peggio indotta –  ma piuttosto di essere rassicurate, altrimenti si rischia di produrre più danni sociali della  malattia stessa! Il martellare impietoso del mainstream, specie di giornalisti e specialisti poco responsabili, molti dei quali anche in odore di “accomodamenti”, fra l’altro in continua competizione tra loro, e con informazioni che insistono  sull’allarme e sull’imposizione di un  pensiero unico, quello della narrazione ufficiale,  assicurata tramite la repressione o neutralizzazione non democratica  delle opinioni  indipendenti di molti ricercatori,  medici, studiosi ed economisti  non da poco –  hanno reso tragica una situazione che andava invece modulata con perizia,  saggezza ed etica professionale.

Verità riformate

Il capitolo della censura applicata ai “dissidenti” anche di valore e persino ai nobel,   è troppo vasto per  poterne qui parlare, specie quando assistiamo alla narrazione di  verità presentate in maniera dubbia: se solo  riflettiamo  sull’ambiguità delle affermazioni che ci vengono propinate ogni giorno sui canali ufficiali, ci rendiamo conto di quanto siano sconcertanti, e non fatichiamo a comprendere il disorientamento paralizzante che ne deriva,  e il  contributo che offrono  all’andare fuori di testa della gente. Un esempio fra i tanti: nel  dicembre scorso,  su In mezz’ora,  RAI 3,   il dott. Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, fa delle affermazioni “veritiere”, ma  presentate secondo un punto di vista “personalizzato”, dalle  conseguenti distorte conclusioni. Domanda: Come mai in Italia abbiamo una percentuale di morti molto più alta che negli altri Paesi europei?
Risposta:  A differenza di altri Paesi siamo molto rigorosi nell’inserire anche  i morti con  gravi patologie, con Covid,   come  morti PER Covid, cioè li categorizziamo tutti  come positivi al Covid. Non sappiamo se gli  altri Paesi lo fanno, dovremo  verificare.
A quel punto, invece di controbattere,  la conduttrice  Annunziata,  pur di non uscire dalla narrazione preordinata e  pur percependo – si vede dall’espressione del viso –  la portata del disorientamento di quanto Miozzo afferma, e di farglielo notare, si blocca e  balbetta: “questa storia dei numeri è una confusione… io non mi ci raccapezzo…
L’aveva confessato, fra gli altri (sottaciuti o ignorati), anche l’infettivologo Bassetti, affermando, in uno slancio di verità, «Abbiamo sbagliato, abbiamo annoverato tra i morti di Covid anche coloro che morivano di infarto»  (La7, L’aria che tira) …

Numeri parlanti e stelle

In realtà non c’è nessuna confusione possibile:  nei dati ISTAT, i numeri della  mortalità  parlano in chiaro e sono incontestabili, anche se c’è chi non li ammette, per ignoranza /disinformazione e per le affermazioni mistificate, cosicché la Paura schizza alle stelle; non vengono ri-conosciuti  i  dati, presentati su un piatto d’argento: decessi in Italia 2019 per influenza e polmonite  53.372;  non viene  ri-conosciuta la differenza tra i dati  –  accertati –  del 2019 (influenza e polmonite ) e i dati dei decessi Covid del 2020:  mentre i primi sono numeri reali, non manipolati, quelli del 2020 sono magicamente lievitati, essendo fin dall’inizio considerate morte  a causa del Covid anche le persone avanzate in età,  e   con diverse,  gravi patologie, ma riscontrate positive, cioè con il virus: lo conferma impudentemente lo stesso  coordinatore del CTS. Purtroppo non si tratta di un gioco linguistico, ma di una differenza sostanziale che spiega – insieme ad altre manovre  dubbie – l’alto numero dei decessi e la valutazione sovrastimata della malattia, con le conseguenze deleterie che abbiamo descritto.

Pignoleria

A voler essere precisi, ogni anno ci sono tantissimi morti per influenza e polmonite; nel 2015, in pochi mesi  ci fu una moria incredibile, ma non venne suscitata su di essa nessuna abnorme attenzione; d’altra parte, per la cronaca, nel 2019 i morti per tumore sono stati 180.085, quelli  per fumo 70.000/80.000, 177 milioni per inquinamento atmosferico e così via: giusto un piccolo quadro,  incompleto,  di ciò che accade ogni anno, a nostra insaputa e senza che noi ce ne interessiamo o preoccupiamo più di tanto.  In tutti i casi, un’incertezza generalizzata, la consuetudine  alla menzogna,   l’insensatezza di diversi  provvedimenti governativi, la sensazione che da una parte si proceda a tentoni, e dall’altra col cinismo di “programmazioni” che passano sulla testa dei cittadini inconsapevoli –  sia dal lato diretto della salute che da quello finanziario e democratico – non possono che generare  panico; in un simile quadro, il Covid, comunque presente e da attenzionare, rischia di diventare “solo” la punta dell’iceberg di una situazione talmente ingarbugliata da far tremare le vene dei polsi, e che non fa presagire niente di buono.

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Sull' Autore

Pittora, incisora, performer land artista, designer, ricercatrice, poeta, portatrice di memoria, linguista, conferenziera... ha esposto dagli anni '80 le magiche suggestioni de La Montagna Stregata – ispirata alle piccole dolomiti lucane di cui è originaria – seguita da diversi cicli di Opere pittoriche, presenti in oltre 90 mostre personali in sedi regionali, nazionali ed estere, come Potenza, Milano, Zurigo, Winterthur, Nizza, New York, Arles en Provence, Canterbury... con notevoli riscontri di critica e pubblico, ed in numerose collettive, con pubblicazioni, premi e riconoscimenti. Tramite i diversi linguaggi espressivi - pittura, scultura, poesia, installazioni, performances, azioni simboliche, video, manifesti d’artista, ricerche, conferenze, articoli, incontri mirati con le giovani generazioni e la società civile - l'Artista biofila si fa promotrice di un nuovo rispetto per il pianeta, percepito non come un oggetto da dominare e sfruttare, ma come Terra Madre, generatrice e nutrice di tutti i viventi. Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, ha al suo attivo un sito web e un blog, due raccolte poetiche, una trentina di ebook, pubblicazioni su diverse testate a livello regionale e nazionale, la collaborazione in free lance con La Grande Lucania, Il Lucano, Il Capricorno, Talenti Lucani, Valori... Canta nella donna il valore femminile originario, sottolineandone sacralità, bellezza e magia nell’esuberante creatività e nella corrispondente ciclicità con la Natura: l'una e l'altra essendo portatrici e nutrici di vita. Preconizza un tempo in cui l'arte e la vita siano coincidenti ed in cui sia possibile riconquistare l'incanto gioioso di fronte alla bellezza e al mistero della vita sulla terra.

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