DEPOSITO SCORIE NUCLEARI: ADESSO CI VOGLIONO I FATTI

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La notizia non ci coglie impreparati. Una volta o l’altra doveva succedere. I segnali erano chiari e gira gira, la Sogin ha ronzato come un moscone intorno alla Basilicata, Non porti fuori strada la mappa dei siti possibili  fatta circolare in questi giorni. Se è vero che ce ne sono in Piemonte e in altre regioni è pur vero che le condizioni ulteriori che dovranno presiedere per la scelta finale  sono assolutamente penalizzanti per noi. Si parte da lontano , mantenendo presente un obiettivo che era stato già individuato quasi due decenni fa. E cioè una regione a scarsissima densità di popolazione, che ha anfratti naturali sotterranei, miniere di salgemma e gravine che assicurano un deposito asciutto .Il rito delle decisioni difficili pretende adesso che si stringa il collo al prescelto in maniera lenta, graduale, con mille giustificazioni nel superiore interesse della nazione, mi dispiace ma dobbiamo farlo, non ci sono alternative e via dicendo. E nel rito già stanno facendo a gara i nostri esponenti locali e nazionali, mettendo le mani avanti e dichiarandosi contrari alla eventuale scelta della Basilicata. E però lo stesso fatto che su questo territorio sono stati individuati 15 siti, più due che sono ai confini , significa che in tutti questi anni non è passato il solo unico messaggio che poteva oggettivamente tagliarci fuori dalla scelta: e che cioè è una regione che già si è sacrificata per il bene della collettività nazionale, che già viene sfruttata per il petrolio, che i progetti di perforazione non si sono fermati e che già abbiamo messo in forse settori importanti dell’economia regionale come l’agricoltura ed il turismo. Abbiamo già dato e non intendiamo suicidarci come popolo. E dunque diciamo le cose come sono Poiché questo messaggio non è riuscito sinora ad arrivare a Roma, mettendo in condizione il decisore di scartare apriori la basilicata per tutti questi motivi,c’è il rischio che il dibattito si consumi tra i no che salgono dalla Basilicata, i ni dei nostri esponenti nazionali e i si nascosti dei principali partiti che sono pronti a sacrificare i più deboli dal punto di vista elettorale. Solo che adesso il gioco lo si è capito e questa manfrina non affascina più nessuno. Chi vuole veramente fare la propria parte non è ai comunicati stampa che deve ricorrere ma all’azione all’interno dei rispettivi partiti, dei sindacati e degli organismi di categoria, a cominciare da settori potenti come quelli riguardanti l’agricoltura. Se Zingaretti dice che non si può stuprare una regione, se lo dice Berlusconi, se lo dice Di Maio, o Renzi, o la Meloni significa una cosa. Perchè dovrebbero prendere posizione a favore della Basilicata e non delle altre regioni coinvolte? Ma perchè siamo l’hub petrolifero d’Italia e portiamo già un peso enorme sulle nostre  spalle di lucani. Se  questi fanno i distratti significa un’altra cosa e gli esponenti locali di questi partiti dovranno prendere atto che il partito di riferimento sta tradendo la Basilicata . Magari metteranno in conto di perdere qualche consenso, ma almeno sapremmo chi sta combattendo per noi e chi contro di noi.  Così come il presidente Bardi che ha inaugurato insieme a De Luca la buona prassi di coinvolgere le regioni meridionali, operi perchè ci sia una convergenza di tutto il sud su questo problema , atteso il fatto che un’eventualità  infinitamente remota di un qualsiasi incidente non si consumerebbe dentro i confini regionali, ma si estenderebbe alla gran parte della popolazione meridionale. Né va dimenticato il fatto che questa regione è il serbatoio idrico della Puglia e che gli ultimi accadimenti pongono con forza il problema di una difesa della risorsa, già compromessa da uno stupro ventennale dei suoi territori. Ne consegue  che è arrivato il momento di capire chi ha a cuore la Basilicata e chi fa finta di amarla. I fatti, ci vogliono, le parole ormai non  servono e ,a volte, danno pure fastidio. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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