IL CREDITO, I PESCI GRANDI E LA POVERA GENTE

0

Se si dovesse fare una commissione d’inchiesta sul credito inesigibile delle banche si vedrebbe che tra questi non c’è la povera gente, ma chi tiene i soldi, ovvero chi teneva i soldi propri e se li è messi da parte chiedendo poi  alle banche di finanziare col credito i loro investimenti. Si troverebbero soprattutto le grandi imprese costruttrici e i grandi industriali, per i quali comunque l’aggettivo è sbagliato perché di grande ci sono solo i tufi che hanno lasciato. In particolare uscirebbero i nomi di costruttori i cui palazzi costituivano essi stessi una garanzia per l’accesso al credito , in quella che è stata opportunamente chiamata l’economia del cemento, cioè un progetto, un’apertura di credito, una concessione edilizia e tanti a pigliarsi la loro parte preventiva, lasciando che la vendita degli appartamenti chiudesse un ciclo per cominciare un alto. Poi è capitata la crisi, gli appartamenti che non si vendevano , i soldi che non tornavano alle banche e i banchieri che portavano in bilancio dei crediti di cui non avrebbero visto nemmeno la decima parte. Una commissione dì’inchiesta reclamata da associazioni e categorie , ultima la Uilca Basilicata, non farebbe tornare un euro indietro, ma servirebbe almeno a determinare decisioni che potrebbero teoricamente impedire nuovi misfatti a danno dei cittadini. Sì perché quando devi andare a prendere un prestito, si comportano da privati , garantendosi in tutte le maniere e facendoti mettere l’ipoteca su un patrimonio che deve valere almeno tre volte il credito richiesto; quando poi il tutto va a puttane, vedi il caso MPS, ci sono i soldi dei cittadini che debbono pagare le loro fesserie, se non le loro malversazioni. Al Sud è andata anche peggio perché una improvvida, antistorica e sciagurata strategia di consolidamento del sistema bancario, ha portato i pesci grandi a mangiare i pesci piccoli e siccome le banche del nord erano più capitalizzate di quelle del Sud, a volta a volta sono cadute sulla scacchiera le pedine del banco di Napoli, di quello di Sicilia, della cassa di Risparmio di Calabria e Lucania e altre meno grandi ma non meno importanti per l’economia dei territori. L’annessione nordista di queste banche ha portato ad un fenomeno che ancora stiamo scontando, e cioè della non conoscenza dei territori da parte di quel personale del Nord che è stato dislocato alla periferia: gente estranea che per ogni cosa che fosse appena appena un po’ rischiosa doveva interloquire con la dirigenza del Nord ,salvo poi a non farne niente. E le distorsioni sono state peggiori, perché un progetto al nord potevano valutarlo in base alla potenziale redditività, quello al Sud solo sulla base di chi era così da arrivare con le conoscenza Milano o nel Veneto o a Torino. Quindi tutta l’economia sana ha visto le briciole, con tassi passivi da strozzinaggio, col credito a medio termine che arrivava a spuntare il 10 per cento, ( con le banche che prendono i soldi a interessi zero) con dei dirigenti e funzionari pronti a chiederti di rientrare non appena sgarravi di un euro, mentre quella imprenditoria “ relazionale”, chiamiamola così, ha lasciato i tufi; cioè nessun vantaggio e solo danni per la collettività meridionale.
Di queste cose bisogna parlare se vogliamo ripartire dal Sud con il piede giusto: di come affrontare insieme le grandi zavorre che frenano ogni movimento ed ogni tentativo di crescita: il credito è uno di questi e dobbiamo tornare ad un sistema che mette insieme le garanzie, vede da vicino gli investimenti e concede l’affidabilità a chi opera sul campo e non nei corridoi delle regioni e dei ministeri. Incomincino le Regioni a riunirsi su questi grandi temi e qualcuno prenda l’iniziativa .

 

 

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento