IL MONDO SALVATO DALLE DONNE

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ida leoneIDA LEONE

Quando dico che sogno un mondo governato solo da donne cerco di esprimere il sogno di un mondo dominato dal buon senso, dalla praticitá, dal richiamo alla vita e alla tutela dei piú deboli, dalla generosità fine a sé stessa.

Nel delirio di onnipotenza dell’uomo forte Donald Trump entra una misura che piú stupida e violenta non potrebbe essere, una misura tipicamente maschile: dilazionare di 120 giorni la possibilitá di entrare o rimanere negli USA a tutti coloro che provengano da una lista di paesi considerati “a rischio terrorismo”. Le persone rimaste cosí fuori dai confini, o costrette ad uscirne, sono di tutti i generi, e fra essi ci sono studenti e ricercatori universitari, imprenditori, residenti in possesso di green card il cui rilascio, lo so per certo, non avviene certo con leggerezza né in tempi brevi. A tutto questo finora sembra essersi opposta, in modo sensato, pacato e legale solo una donna, appunto.

Ann Donnelly, giudice federale di New York, ha emesso un’ordinanza di emergenza che temporaneamente impedisce agli Stati Uniti di espellere i rifugiati che provengono dai sette paesi a maggioranza islamica soggetti all’ordine esecutivo emanato dal presidente. L’ordinanza di emergenza del giudice Donnelly annulla una parte dell’ordine esecutivo del presidente Donald Trump sull’immigrazione, ordinando che i rifugiati e altre persone bloccate negli aeroporti degli Stati Uniti non possono essere rimandate indietro nei loro paesi.” Fonte: Il Fatto Quotidiano

É un argine fragile alla folllia, ovviamente, che non elimina alla radice il problema né esprime pareri di incostituzionalitá sulla direttiva presidenziale, e forse verrá spazzato via dalla Corte Suprema. Ma mi sembra un gesto animato da un riconoscibile animus femminile, la piccola lotta quotidiana ed anonima contro il capufficio che ti tocca il culo, il far quadrare magri bilanci con acrobazie culinarie e piccole idee geniali per il recupero di abiti, libri, del necessario per i figli. Dentro poi c’é sempre qualcosa di piú grande, il portare un sassolino sulla bilancia di un ideale universale, come la giustizia, l’uguaglianza, la paritá di accesso alle opportunitá.

None deve essere una cosa cosí misteriosa, se la raccontava anche William Shakespeare, 400 e passa anni fa. Ho avuto il piacere di vedere al Teatro Stabile “Misura per misura” portato in Basilicata da TUB nella versione di Jurij Ferrini che pur se in abiti moderni e molto archetipici racconta una storia vera ai tempi del Bardo e vera misura per misuraanche oggi, che pone domande universali: chi amministra con rigore estremo la giustizia deve poi a sua volta essere integerrimo? e se non lo é, deve subire le stesse pene che infligge? é legittimo sacrificare la propria virtú per salvare un fratello dalla morte? qual é il confine fra rabbia e pietá? fra rigida applicazione delle norme e rispetto della passione e dell’amore carnale? Alla fine della storia, sono le donne, le due donne protagoniste, la suora novizia e la sposa mancata (le splendide Rebecca Rossetti e Sara Drago), a salvare il mondo: ambedue prestandosi ad un intrigo, la seconda chiedendo pietá per un uomo che pure l’ha ingannata e tradita per mero interesse, la prima impetrando la grazia per quest’ultimo, che pure l’aveva molestata e ricattata, con un atto di generositá proprio della sorellanza e della gratitudine fra donne, che se esiste nel mondo della finzione teatrale di stampo shakesperiano é perchè é considerata verosimile nel mondo reale da cui il Bardo traeva continua fonte di ispirazione. Due donne fortissime nelle loro rispettive fragilitá, dignitose, generose, coraggiose, disposte a giocarsi la partita fino in fondo, pur di ottenere quanto desiderano. Come siamo un po’ tutte.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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