CRISI IDRICA, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE

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Seduta del Consiglio regionale con al centro il dibattito sull’emergenza idrica in Basilicata.
L’Assemblea, presieduta da Marcello Pittella (Azione), ha discusso di soluzioni e azioni da
intraprendere o già adottate per superare l’attuale fase critica relativa all’approvvigionamento di
acqua e alla distribuzione della stessa agli utenti finali.
Approvata dall’Aula la relazione del presidente Vito Bardi sulla crisi idrica con i voti favorevoli dei
consiglieri Aliandro (FI), Bardi (Ol), Casino (FI), Fazzari, Galella, Leone (FdI), Morea (Azione),
Napoli (FdI), Pittella (Azione), Polese (Ol) e Tataranno (Lega). Contrari Araneo (M5s), Bochicchio
(Avs-Psi-LBp), Chiorazzo (Bcc), Cifarelli e Lacorazza (Pd), Marrese (Bd), Verri (M5s) e Vizziello
(Bcc).
Respinta invece la richiesta della minoranza di istituire una Commissione d’inchiesta sulla crisi
idrica. Favorevoli i consiglieri Araneo (M5s), Chiorazzo (Bcc), Cifarelli e Lacorazza (Pd), Marrese
(Bd), Verri (M5s) e Vizziello (Bcc). Contrari Aliandro (FI), Bardi (Ol), Casino (FI), Fazzari,
Galella, Leone (FdI), Morea (Azione), Napoli (FdI), Pittella (Azione), Polese (Ol) e Tataranno
(Lega). Si è astenuto il consigliere di Avs-Psi-LBp, Antonio Bochicchio.
Il presidente della Giunta regionale Vito Bardi, nel sottolineare la necessità di “un atto di
responsabilità collettiva”, si è soffermato sui vari passaggi individuati: “dalla soluzione Basento agli
interventi programmati o già in esecuzione finalizzati a evitare che la situazione si ripresenti in
futuro”. Al temine della comunicazione si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i
consiglieri: Bochicchio, Vizziello, Verri, Galella, Picerno, Fazzari, Araneo, Tataranno,
Cifarelli, Polese, Casino, Aliandro, Marrese, Pittella, Leone, Chiorazzo, Morea, Lacorazza e
Napoli.
“Quella della crisi idrica è un’emergenza, ma non l’unica emergenza. È un sintomo grave che
conferma la diagnosi di una Regione in crisi”. È così che ha esordito il consigliere regionale
Bochicchio (Avs- Psi – Lbp), affermando che: “Quando il presidente Bardi parla dei ritardi degli
uffici statali, ha ragione. Ma quel ragionamento va integrato con l’immobilismo della classe politica
lucana: centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 Stelle, compresi gli ultimi 5 anni. Per questo,
invito tutti i gruppi del Consiglio regionale ad abbandonare la tentazione di utilizzare questa crisi
come arma di lotta politica. Sono sempre state le varie emergenze a scrivere le agende dei vari

governi regionali. Purtroppo, lo sono anche adesso. Eppure, si sapeva del rischio, si conosceva la
necessità di dover intervenire sulle dighe. L’Istituzione si assuma la responsabilità e l’impegno
collegiale di lavorare con serietà nell’interesse dei cittadini lucani, oggi mortificati anche per la crisi
idrica”.
“E tutto vero, la crisi idrica viene da lontano come afferma il presidente della Regione Vito Bardi”.
È quanto affermato dal consigliere Vizziello (Bcc), che ha precisato: “Tuttavia, ci chiediamo e
chiediamo a Bardi e al presidente del Consiglio Pittella se non bastavano 12 anni di Governo e 12
miliardi e 200 milioni di risorse Fsc per togliere il fango sedimentatosi nel bacino della Camastra e
per connettere questa diga agli altri invasi lucani e, soprattutto, per contenere la dispersione idrica
che per l’Istat in Basilicata è esattamente al 65,5%”. Vizziello ha, inoltre, ricordato a Bardi e Pittella
che “quando quasi il 70% dell’acqua immessa nei tubi non arriva ai rubinetti di cittadini e aziende,
non c’è pioggia che tenga”.
Per la consigliera Verri (M5s) c’è stato un confronto tardivo da parte del Governo Bardi con le
parti e gli attori istituzionali interessati. “L’opposizione ha sollevato legittimi dubbi, gli stessi dei
cittadini. Non mettiamo in discussione i dati ma abbiamo chiesto maggiori garanzie e che si
effettuino altre analisi sulle acque del Basento, con un coinvolgimento più attivo dell’Iss. Non è
nostra intenzione gettare discredito sulle Istituzioni ma ci poniamo al fianco dei cittadini, perché la
crisi non è arrivata all’improvviso, tanti i segnali a partire già dall’ottobre 2020. Perché dunque non
ci si è attivati prima? Un percorso di condivisione delle soluzioni avrebbe garantito maggiore
trasparenza. Se ci sono delle responsabilità è giusto che queste vengano acclarate nelle sedi
competenti. Si dia corso alla Commissione d’inchiesta che tutta la minoranza ha invocato per
verificare tali responsabilità, non per dar vita ad un tribunale inquisitorio ma per fare chiarezza. Tra
i problemi da affrontare la governance della risorsa acqua e la mancanza di interventi manutentivi e
di collaudo”.
Il consigliere Galella (FdI) ha sostenuto che: “Storicamente, l’acqua in Basilicata è stata gestita con
inefficienza e con una illogica mancanza di programmazione e valorizzazione della risorsa idrica.
L’attuale contesto vede la necessità di affrontare le conseguenze di decenni di gestione inadeguata e
di implementare strategie per garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche. Risorse,
attualmente, in stato critico anche a causa della mancanza di precipitazioni. Le sorgenti e i fiumi
stanno subendo un grave calo, mettendo a rischio la disponibilità di acqua per gli usi domestici,
agricoli e industriali. Da qui la necessità di una gestione oculata per garantire la sostenibilità a lungo
termine. Per affrontare la crisi, sono state avviate diverse iniziative di risanamento e l’impegno di
Bardi, nominato Commissario straordinario, consentirà interventi risolutivi sin dai prossimi giorni,
nonostante il centrosinistra abbia lasciato in eredità un disastro fatto di inefficienza”.
Il consigliere Picerno (FI) ha affermato che: “Sulla crisi idrica, come Istituzioni, diamo piena
fiducia agli Enti e agli istituti che stanno affrontando la questione. Rassicuro i quasi 140 mila
lucani: possono stare tranquilli perché l’acqua che scorrerà nei loro rubinetti è stata controllata dagli
Enti preposti e per gli usi previsti. Tuttavia, bisogna creare le condizioni affinché la Basilicata
assuma un ruolo di rilievo nella nuova società Acque del Sud e con una governance adeguata perché
la risorsa acqua si trova soprattutto in Basilicata. In particolare, si auspica non la nomina e
l’individuazione di un semplice consigliere nel Consiglio di amministrazione della società per
azioni ma almeno una figura apicale. Mi appello al Presidente Bardi affinché si mettano a
disposizione le risorse necessarie per ristorare quanti hanno subito danni economici in seguito alla
crisi idrica, e invito a utilizzare le risorse disponibili per creare un fondo a ristoro delle attività
produttive che risentono direttamente dei disservizi causati dalla mancanza di acqua”.

Per la consigliera Fazzari (FdI): “La crisi idrica che attanaglia 140 mila lucani richiede impegno
collettivo e leadership. Il presidente Bardi ha il merito di aver affrontato l’emergenza a viso aperto,
sapendo raccogliere le sfide che si sono presentate. Sicuramente l’emergenza è stata aggravata dalla
situazione climatica ma Istituzioni ed Enti preposti hanno dimostrato di poterla gestire con serietà e
competenza ed è questa la direzione in cui si sta lavorando e si continuerà a lavorare. Al momento,
l’immissione dell’acqua del Basento nello schema idrico è l’unica soluzione possibile ed è stata
adottata. Tuttavia, occorre evidenziare che insistono criticità infrastrutturali mai risolte come
emerso durante le audizioni in terza Commissione. Per non trovarsi più nelle stesse condizioni sarà
necessario operare anche in questa direzione. Adesso l’acqua del Basento, grazie al processo di
potabilizzazione, viene resa disponibile per gli usi quotidiani dei cittadini, perché è necessario
uscire dall’emergenza, ci sarà tempo per verificare eventuali responsabilità se queste eventualmente
sussistono”.
La consigliera Araneo (M5s), durante il suo intervento, ricordando la giornata contro la violenza
sulle donne, ha letto in aula il documento del Movimento “Non una di meno” contro ogni forma di
discriminazione e violenza verso le donne, auspicando che abbia nel Sud una forza propulsiva.
Araneo sulla crisi ha evidenziato che “il presidente Bardi, pur avendo richiesto partecipazione e
collaborazione, non ha coinvolto le minoranze, a partire dai Capigruppo che sono stati del tutto
estromessi dal processo decisionale. Avremmo voluto collaborare ma non siamo stati messi nelle
condizioni di farlo. Il presidente Bardi ha chiesto alla minoranza di avanzare proposte ma tenendoci
all’oscuro rispetto a documenti che sono stati vagliati e ipotesi che sono state varate. Oggi a cose
fatte e decisioni già prese chiedono una collaborazione che nelle attuali condizioni sarebbe mera
complicità rispetto a situazioni a cui siamo stati tenuti fuori. Abbiamo chiesto trasparenza sui dati e
abbiamo stigmatizzato il fatto che sia stata prima messa in opera l’infrastruttura per prendere acqua
dal Basento e poi si siano svolte le analisi per accertare la salubrità delle acque. Abbiamo pertanto
contestato la ratio politica alla base di questa scelta. Inoltre, abbiamo chiesto delucidazioni sul ruolo
svolto dall’Iss. Quest’ultimo lavora in contraddittorio oppure si limita a validare i dati già valutati
da Arpab, Asp e Acquedotto lucano? A queste domande non abbiamo ricevuto risposta”.
“Massima solidarietà ai cittadini lucani che vivono una situazione surreale nel 2024 data la
deprivazione di acqua, ma massima solidarietà anche al presidente Bardi che ha il grande onere di
gestire questa emergenza a beneficio di tutti i lucani” è venuta dal consigliere Tataranno (Lega
Basilicata per Salvini). “Sono stato Sindaco per 10 anni – ha sottolineato – e posso intuire quanto sia
complicato. La frase pronunciata dal presidente Bardi: ‘Siamo ancora in emergenza’ deve
richiamare chiunque occupi un ruolo istituzionale alla responsabilità e al senso stesso delle
Istituzioni. Se siamo ancora in emergenza è solo il momento di supportare il Governo regionale per
far terminare l’emergenza il prima possibile. Nessuno in questa Aula si sogna di agire contro
l’interesse dei lucani, siamo tutti coinvolti moralmente dall’obbligo di porre fine al più presto a
questa emergenza. Poi, arriverà il momento di individuare le responsabilità, valutare le soluzioni
adottate e, soprattutto, porre in essere tutto quanto indispensabile ad evitare che una cosa del genere
possa ripetersi ancora una volta”.
“Presidente Bardi ritiene di aver fatto tutto il possibile? Sulla gestione della crisi, secondo noi, lei ha
sbagliato nel merito e nel metodo, dicendo che i problemi vengono dal passato e distribuendo le
colpe”. Sono le parole del consigliere Cifarelli (Pd) per il quale: “Quando c’è una emergenza si
chiamano a raccolta tutti. E’ facile partire dagli anni ’60 quando non esistevano neanche le Regioni,
dobbiamo invece partire dal 2019, quando furono imposte le prime limitazioni e poi dall’ottobre
2020 quando il livello dell’acqua della Camastra era meno di 2 mln di mc. Andava scongiurata
l’interruzione del servizio idrico, occorreva essere trasparenti, discuterne già da maggio scorso, ed
era opportuno tenersi lontano dall’improvvisazione. Altro errore è stata la classificazione delle

acque del Basento prima in A2 e in corso d’opera in A3. E ancora già dal 2020 andava avviata una
riflessione sulla governance, (tenere separati i soggetti che si occupano di acqua in Basilicata è stato
uno sbaglio) e andava costituita, presso la Regione, una cabina di regia”.
“Questo sentimento di sospetto non può essere vissuto in questa Aula, perché così facendo
alimentiamo sfiducia nei cittadini”. Lo ha sostenuto il consigliere Polese (Ol) evidenziando la
complessità di questa vicenda “come emerge dagli stessi interventi dei consiglieri di opposizione
uno diverso dall’altro. È chiaro che per non alimentare un sentimento di sfiducia nei cittadini
dobbiamo essere uniti, anche nell’assunzione di responsabilità. Non si può non dare atto al
presidente Bardi e al Governo regionale di aver dato delle risposte concrete. In questo contesto tutti
gli attori coinvolti stanno agendo in perfetta buona fede. Anche il coinvolgimento dell’ISS è stato il
massimo possibile e l’Istituto superiore di sanità ha scritto che non si configurano rischi sanitari,
immettendo l’acqua del Basento in virtù del processo di potabilizzazione che avviene nell’impianto
di masseria Romaniello. Nei prossimi giorni si regolarizzerà tale immissione ma ciò non risolverà
definitivamente i problemi, dobbiamo continuare a lavorare per arrivare a soluzioni stabili nel
tempo”.
“Nel rispetto dei cittadini che stanno vivendo un momento particolarmente complicato, è doveroso
sottolineare che il Presidente Bardi e il Governo regionale stanno lavorando alacremente per
fronteggiare al meglio una crisi idrica senza precedenti”. Così il consigliere Casino (FI) il quale
precisa che: “La scarsità di acqua con cui fare i conti è innegabilmente il risultato di scelte
programmatiche del passato inadeguate che hanno gravemente compromesso la realizzazione di
interventi strutturali che avrebbero evitato l’attuale collasso. Ovviamente, la soluzione non può
essere immediata perché gli interventi richiedono significativi tempi di realizzazione. In più, c’è da
considerare la scarsità di piogge e le elevate temperature che hanno determinato l’insufficienza
della diga a soddisfare il fabbisogno dei 29 comuni. Faremo tutto quello che abbiamo programmato
nel Piano Strategico Regionale, faremo gli interventi per mitigare il cambiamento climatico, faremo
in modo che nella diga del Camastra ritorni l’acqua, ma non possiamo essere considerati i
responsabili delle scelte scellerate del passato”.
È intervenuto poi il consigliere Aliandro (FI) citando un proverbio dialettale: ‘I ciucci si tozzano e i
barili si perdono’. A voler significare che mentre le Istituzioni responsabili discettano e discutono di
come risolvere il problema, la risorsa dell’acqua continua a perdersi. Occorre interveniamo su
rifinanziamento legge regionale dei Comuni macrofornitori di acqua, per tutelare le sorgenti; diamo
priorità negli interventi di messa in sicurezza alle zone a più alto rischio naturale, definiamo e
avviamo subito un nuovo Piano nazionale per la crescita dei grandi invasi, acceleriamo sul riutilizzo
delle acque reflue e, lo dico fermamente, continuiamo l’opera costante di dragaggio degli invasi e
delle dighe. Chiedo al nostro Presidente, oggi responsabilmente anche Commissario per
l’emergenza, di imporsi con il Governo, perché la Basilicata non dev’essere la sorella povera delle
altre regioni, soprattutto in ragione della sua ricchezza di acqua. Abbiamo il dovere di restituire ai
lucani l’orgoglio del nostro simbolo, quello della regione dell’acqua”.
“Sono certo che il presidente Bardi e il Governo regionale stanno lavorando per risolvere i problemi
dei cittadini ma è mancato il dialogo e il coinvolgimento, viviamo infatti il paradosso di una regione
ricca di acqua ma con i rubinetti chiusi e una forte dispersione di risorsa idrica”. Lo ha sostenuto il
consigliere Marrese (Bd), per il quale “la crisi non è stata ben gestita, infatti a fronte della siccità
solo per l’invaso della Camastra si sono registrate le restrizioni e anche a causa della mancata
interconnessione di questa diga con gli altri invasi e della mancanza di interventi di manutenzione.
Per arginare l’emergenza è stato deciso di utilizzare le acque del Basento ma le analisi sono state
effettuate solo pochi giorni fa ed è questo che alimenta la paura nei cittadini. Le carenze

infrastrutturali che sono all’origine della crisi andavano affrontate per tempo e ora accuse e scuse
lasciano il tempo che trovano perché andavano effettuati interventi previsti dall’ufficio dighe.
Siamo pronti ad offrire il nostro contributo per superare la crisi ma con la trasparenza e la
condivisione delle informazioni necessarie. Infine, occorre assicurare ristori per l’interruzione del
servizio anche con forme di compensazione sulle bollette, e dar seguito all’istituzione della
Commissione d’inchiesta”.
“I temi emersi dal dibattito sono tre: quella della responsabilità, della qualità dell’acqua e della
prospettiva futura. Ovviamente le responsabilità sono tante. Ai tempi in cui ero Presidente della
Regione, immaginammo con Puglia e Basilicata la costituzione di una società in cui avremmo avuto
il 40 per cento delle quote, ma l’ipotesi cadde perché cadde il Governo”. Così il presidente
dell’Assemblea Pittella che fa notare come “il Governo Meloni abbia un altro approccio che
corrisponde ad una diversa filosofia politica che non ho condiviso e non condivido. Tuttavia, si
tratta di contemperare le esigenze dell’Esecutivo nazionale che presuppongono un intervento
privato nella gestione delle reti, con la necessità di spiegare che il protagonismo delle Regioni è una
tutela delle risorse. Occorre, dunque, fare una battaglia politica, chiedendo al presidente Bardi e al
vice presidente Pepe di persuadere il Governo nazionale a introdurre un emendamento per la
prelazione delle quote da parte del pubblico e irrobustire la partecipazione della Regione. Abbiamo
un tempo congruo per verificare le responsabilità, senza ricorrere ad una Commissione d’inchiesta
e, invece, istituendo un tavolo permanente di consultazione, per trovare insieme soluzioni con
proposte concrete. Dobbiamo lavorare con tutti gli Enti sulla programmazione degli interventi per il
collegamento trasversale delle dighe, oppure per la distrettualizzazione, ipotizzando anche un’altra
rete”.
“La crisi idrica interessa la nostra regione da diversi mesi. Io, in qualità di Presidente della terza
Commissione consiliare, ho audito i vertici di EGRIB, Acque del Sud, e Acquedotto Lucano. Dai
lavori dell’organismo consiliare è emersa la criticità del sistema idrico lucano nella sua totalità, a
partire dalle dighe mai collaudate e, dopo cinquant’anni dalla loro realizzazione, mai dragate, per
finire alla scarsa manutenzione della rete che nel corso degli anni è peggiorata”. Lo ha affermato il
consigliere Leone (FdI) che invita a non dimenticare “la mancanza di interconnessione della diga
del Camastra con gli altri invasi (i maggiori disagi si sono riscontrati nei comuni che si
approvvigionano da tale diga)” e a ricordare che “per superare tale criticità, sono state messe in
campo diverse soluzioni: quella del ‘Camastrino’, l’approvvigionamento dai pozzi di acqua
realizzati in Val D’Agri e, in ultimo, il prelievo delle acque dal Basento. In un momento di crisi e
disagio non vanno ricercate le colpe, che sicuramente provengono da lontano e sono enfatizzate
dalla mancanza di precipitazioni, ma vanno fornite le soluzioni ai nostri concittadini”.
“La difficile condizione a cui sono costretti 140 mila lucani di 29 comuni da mesi ha radici che
affondano nella mala gestione delle dighe lucane. Le responsabilità della crisi sono molte, da Epli,
al Governo regionale ad Acque del Sud, una società costruita a Roma con l’obiettivo di privatizzare
la gestione dell’acqua lucana, accolta in religioso silenzio dal Presidente Bardi e dalla maggioranza
di centrodestra. Responsabilità che sono anche di Acquedotto Lucano, al netto dell’impegno
generoso in questa prolungata fase emergenziale del personale dipendente”. Lo ha dichiarato il
consigliere Chiorazzo (Bcc) il quale chiede: “Dal marzo 2019, anno delle limitazioni alla capacità
di invaso della Camastra, ad oggi cosa hanno fatto il Presidente Bardi ed il Governo regionale di
centro destra per evitare che si materializzasse questa crisi idrica? Le responsabilità del passato
sono chiare ed inconfutabili. La scarsità d’acqua non è un caso fortuito, ma il risultato di una
gestione scellerata e miope delle risorse idriche della nostra regione. È inaccettabile che accada in
Basilicata, una terra ricca d’acqua. Non possiamo più tollerare che i cittadini siano ostaggi di

interessi partitici. La Basilicata merita rispetto, tutela e trasparenza. Mettiamo da parte le divisioni e
uniamo le nostre forze per affrontare questa crisi”.

Per il consigliere Morea, “viviamo una situazione di emergenza incredibile, a causa di una crisi
idrica figlia di tanti fattori, alcuni legati a cause naturali ed altri a gravi mancanze gestionali. Acque
del Sud, erede dello sciagurato Eipli, necessita una riflessione profonda: la centralizzazione della
gestione non è utile e non risponde alle esigenze della Basilicata. La Regione ha affrontato in
maniera decisa l’emergenza, prima con il Camastrino, poi con la verifica di nuovi pozzi e, infine,
con il prelevamento delle acque del Basento. Acque che sono state esaminate con esiti positivi, e
dovranno continuare ad esserlo con continuità, in un’ottica di trasparenza e sicurezza per i cittadini.
Trasparenza e sicurezza cui deve affiancarsi la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni, nei laboratori di
Arpab e Asl, nella Regione, nei Comuni, nella Protezione Civile e in tutti coloro che stanno
lavorando per far fronte a questa situazione drammatica. Non sono tollerabili speculazioni o timori
diffusi ad arte. Occorre essere vicini ai cittadini e alle cittadine, alle attività, attraverso misure di
sostegno economico. Occorre inoltre accelerare con le infrastrutture, attese da decenni, spingere a
livello centrale perché il modello Ponte di Genova possa essere replicato in ogni situazione
emergenziale. Il patto tra Regione, Comuni e cittadini va rafforzato con la condivisione in
particolare di quelle manovre che toccano da vicino la cittadinanza.
“L’emergenza idrica non nasce oggi, perché già dal 4 luglio avevamo chiesto al presidente Bardi di
venire a relazionare in Consiglio regionale. Però l’Esecutivo non ci ha messo nelle condizioni di
affrontare la crisi e di fare proposte per tempo”. Lo ha detto il consigliere Lacorazza per il quale,
l’attuale situazione si è determinata a partire dal 2019 e 2020. “Nel 2022 – sottolinea il consigliere –
Bardi avrebbe dovuto controllare e verificare la realizzazione di un piano di gestione della diga
Camastra. Nel 2024 con una delibera di Giunta viene, addirittura, ulteriormente ridotta la dotazione
PO Fesr sul sistema idrico per un totale di 50 milioni di euro. Lei, inoltre, ha accusato altri di
procurare allarme, in realtà non c’è ancora un Piano delle acque ed ha dichiarato che ci sono dighe
non collaudate. Ha rilasciato questa tipologia di dichiarazioni che, insieme ad una tardiva gestione,
hanno generato comprensibile preoccupazione e contribuisce alla rottura del rapporto tra istituzione
e comunità. Una condizione che preoccupa lei quanto me e tutti i cittadini. Rispetto ad Acque del
Sud, lei non ha ancora indicato quale strada si vuole seguire, mentre Acea e Acquedotto pugliese si
sono già accordati per l’asta pubblica rivolta all’acquisto delle quote della nuova società. Noi invece
ancora non sappiamo qual è il progetto industriale di Acquedotto lucano. Dopo averci sottratto il
rubinetto, rischiamo anche di avere un sistema di gestione privato della risorsa idrica senza
controllo pubblico”.
Il consigliere Napoli ha ringraziato “quanti stanno lavorando giorno e notte per risolvere l’attuale
situazione di emergenza. Abbiamo fortemente voluto questo Consiglio regionale dedicato
all’emergenza idrica in quanto cittadini di questa terra che vogliono salvaguardare la salute
pubblica. Di fronte ad una crisi come quella in corso insinuare il sospetto non è il viatico giusto. Se
si mette in dubbio l’autorevolezza, la competenza e gli studi non ci si mette sulla strada corretta. Ci
sono delle azioni importanti da adottare. Dobbiamo revisionare e aggiornare il Piano delle acque e il
Piano di tutela delle acque. Bisogna anche predisporre un Piano di censimento delle sorgenti lucane
con la misura di portata. Dobbiamo altresì dare impulso alla cartografia geologica regionale. Va
sottolineato che il CNR di Tito nel 2013 ha effettuato studi specifici sulla diga della Camastra che
sono da recuperare. Proviamo anche ad investire nei sistemi di raccolta delle acque pluviali. C’è poi
il tema importante della governance del sistema idrico. Su Acque del Sud faremo sentire la nostra

voce, portando le richieste del territorio. Abbiamo bisogno di trasparenza e l’annunciata piattaforma
digitale nella quale confluiranno tutti i dati disponibili che sarà consultabile dai cittadini va proprio
in questa direzione. L’acqua è una priorità per la Basilicata, per questo facciamo appello all’unità
per rilanciare il futuro di questa terra”.
Tutti i consiglieri hanno ricordato la figura del tenente Giuseppe Di Bello, recentemente scomparso
e rivolto alla famiglia sentimenti di cordoglio. Un pensiero è andato alla ricorrenza del terremoto
del 1980 e alla giornata contro la violenza sulle donne.
È seguita una comunicazione dell’assessore Pepe, il quale ha fornito alcune delucidazioni rispetto
alle priorità e alle azioni in atto e da compiere.
BY UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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